Dolcetto o scherzetto? Filosofia da prosaiolo…

[Attenzione questo articolo, potrebbe offendere una saccata di lettori, scrittori e loro parenti; lo scrivente, poiché pavido, si dissocia dalle sue stesse parole e tira fuori anche la definizione: che questa non è una testata giornalistica eccetera eccetera… quindi clickate sul Continua a leggere a vostro rischio e pericolo. Io vi ho avvisato]

E ancora: Io questo articolo non volevo nemmeno scriverlo e se lo faccio è puramente per reclamizzare la parte 3 di Emma la strega, scaricabile [al link QUI]

No, non sono impazzito o quantomeno se lo sono, lo ero già anche prima, e non sto parlando della festa di Halloween con un lieve ritardo, ma voglio solamente sottolineare che non mi piacciono le uscite da filosofo della domenica, tanto di moda in questo ultimo periodo (il fenomeno dura anche da ventino d’anni e forse più).

Le avete mai lette uscite del tipo (improvviso):
“perché in fondo eravamo al di là del nostro essere” oppure “eternamente dilaniati dal nostro tempo scaduto” e robe… ehm frasi del genere. Sì perché descrivere davvero una scena intensa o dei sentimenti forti, facendoli capire usando il linguaggio, fare provare sensazioni e toccare le corde del cuore con la prosa mica è facile! Allora vai di ‘ste frasi da santone che ha trovato la via per la serie “‘spe che ti insegno io a stare al mondo!”. Un po’ come se io adesso vi consigliassi di buttare più tempo (si buttare buttare, avete letto bene) nel paniere dei desideri e di andare a fare un pic-nic coi vostri sogni, stendendo la coperta della speranza sui prati della fantasia!
Ehehe io so che in un angolino un po’ vi piace dai… Un po’ come leggere dieci pagine su come la vita sia imperfetta, su come le cose non entrino mai alla prima… Prima di una bella e lunga descrizione della camminata del/della protagonista, in giro (sbarazzino) per le vie della sua città, con tanto di riferimento ai muri scrostati della scuola ai motorini con gli studenti che pomiciano e ai graffiti sui palazzi (alzi la mano chi ne ha trovati di libri così, anche di autori di un certo peso) tanto per guadagnare 20 / 25 pagine.

Che ne pensate? Come le scrivete\scrivereste\leggete le parti di un libro dove volete\vorreste\sperereste di trovare della magia, del pathos, dell’emozione?

E ora visto il tenore un po’ piacione un po’ filosofico del post, beccatevi questo pezzo spacca-cuore dei Queensryche… avessi il loro effetto riverbero-mistico! 😀

Un’ultima cosa – Anche se è più facile che io faccia un 6 al superenalotto… dovessi mai diventare famoso proprio con qualche frase ad effetto in un ipotetico libro, non rinfacciatemi questo post! Non l’ho mai scritto.

Oh giusto: per chi è arrivato sino qui senza sbadigli o anche sbadigliando, clickare >> QUI << tanto per scaricare la parte 3 eccetera eccetera… (quanti eccetera oggi).

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43 pensieri riguardo “Dolcetto o scherzetto? Filosofia da prosaiolo…

  1. Ah, la prosa Moccia-style…beh almeno quella la mia Liciona non la usa, si accontenta dei ponti solidi con intimi (o passere, *TWEET! TWEET!*) che dir si voglia, ma l’effetto è ugualmente godibile e ridanciano

    Con chi ce l’hai in particolare, fratello? 🙂

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    1. Mmm in particolare con i testi delle canzoni che ultimamente il panorama italico sta proponendo… Per lo scrivere? Mah quasi tutti quelli che scrivono dopo avere condotto un programma per “giovini”… E ce n’è quanti ne vuoi. Poi ti domandi perché tizio e caio non li traduce e vende all’estero nessuno.

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      1. …e se ci spacciassimo tutti per adolescenti autistici o ragazze madri, dici che avremmo qualche probabilità in più di essere pubblicati? In fondo la pedoedotoria tirava che l’era un piacere, nel 2003-2009…xD

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      1. Eh ma no ma no… Non che io scriva meglio e, come dico sempre, meno male faccio altro per campare… Però non riuscirei a scrivere robe del genere. Ora nel particolare non conosco la Ferrante e non era rivolto a lei; non riuscirei e basta! 🙂

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  2. Cavolo, su questo potrei scrivere per ore 😦 detesto questa roba melensa e retorica… che strazio… leggo sempre volentieri un vecchio amico che parla di questo, è uno psicologo e studioso di materie olistiche, ma ci crederesti? ha un modo di scrivere talmente diretto che le sue espressioni non danno mai l’impressione di volerti “insegnare la vita”, ma sono dei cacchio di pugni nello stomaco, commiserazione 0… La retorica della sofferenza mi taglia veramente le gambe… Ci pensavo l’altro giorno mentre guardavo Plan 9 from outer space… quando il vedovo sta davanti alla casa e la voce narrante sciorina discorsi tipo “sta soffrendo, il pover’uomo sa che lei non c’è più e la tristezza come un manto nero…” Ti posso giurare che ho sperato che Bela Lugosi si girasse e mandasse veramente a quel paese la voce narrante… “…e il manto nero sai dove devi…” ci siamo capiti, penso. Tutta questa tendenza a complicarsi la vita all’inverosimile, che ti devo dire, non l’ho mai sopportata… la retorica men che mai. Figurati che per questo motivo ho sempre odiato a morte la poesia… quello che ho studiato (non molto a dire il vero, i classici… e quando alle superiori stai un mese solo su Petrarca il cervello non funziona più come dovrebbe) mi è sempre sembrato troppo “artefatto”. Troppo poco umano. Il “pathos dell’emozione” si dovrebbe trovare sempre, la scrittura che comunica, comunica pathos. C’è sempre il filtro dell’autore, le sue scelte sono quello che mi comunicano la sua interiorità, di qualsiasi tipo sia. Lo si può trovare anche in una scrittura più “scarna”.

    ps. Dilaniamenti del tempo scaduto a parte, ‘sta cosa del picnic delle speranze sui prati della fantasia però era carina 😀

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    1. UUU mi spiace che la poesia non ti piaccia. La poesia se ben fatta condensa, riassume e denuda. Le parole vanno sapute scegliere proprio perché a volte è semplice azzeccare una bella frase e poi piegarla alla bisogna, alla metrica. C’è chi ci riesce lasciandoci senza fiato, però a volte è facile tirar fuori qualcosa che appare più profondo del solito.
      Ma il mio post è per la prosa … Non ti nascondo mi piacerebbe scrivere un bel best-seller di quelli da classifica.
      Riguardo il complicarsi la via… Mmm non so o non rispodo 😉

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      1. La poesia e io di sicuro non abbiamo un gran rapporto, ma in fondo non è così grave la situazione… diciamo che è qualcosa di più “sfumato”. Ho imparato ad apprezzarla molto tardi, da pochissimi anni. Da un lato non posso negare l’amore per una certa poesia, come quella della Plath. Credo che fare della buona poesia sia difficilissimo, io non sono all’altezza, mi trovo molto meglio con la prosa. Ho un amico poeta e devo dire che ha un modo che apprezzo molto, diretto e al contempo personale. Ha uno stile bellissimo ed è molto ironico. Il mio gusto per la poesia è ancora troppo acerbo, dovrà passare molto tempo e molte letture prima che sappia apprezzarla a pieno. Anzi, consigli sono ben accetti, su qualcosa da leggere 🙂

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      2. Eh si, ma non da me… Perché a me piace ma, al di là dei contemporanei (o morti da poco) italiani e non “famosi”, conosco poco. Mi sono iscritto a vari blog qui, che considero interessanti e spesso scrivono qualcosa di graffiante.

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      3. Ok 😀 anche io mi sono iscritta a qualche blog di poesia e devo ammettere che mi piace di più leggere loro che molti libri più “blasonati”. Ci sento una persona dietro – e dentro -, per cui mi fa apprezzare di più ciò che leggo. Alcuni blog poi, sono coinvolgenti, accompagnano i pezzi a foto bellissime. Con poche parole esprimono moltissimo. Non è poco 🙂

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      4. Oh, io ho la fortuna di avere la parte del cervello che contiene la memoria a lungo termine, condivisa tra roba seria e vaccate: quando devo ricordare una vaccata e non c’è più posto, viene cancellata una cosa seria. Petrarca ? Chi era? 😀

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      5. 😀 la stessa cosa diceva Laura ahahaha!!! chi è Petrarca? mannaggia quanto l’ho odiato

        Si, per la serie “Francesca si complica la vita”… sarebbe meglio mettere Petrarca sulla via della cancellazione e ricordarsi meglio gli albi di Leo Ortolani e Rat-man. Molto meglio.

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      6. Tu sai della mia fissazione allucinante sul Titanic… un amico mi fece leggere Titanic 2000. I vaneggiamenti del capitano che ce l’aveva coi delfini, buttava il sale in mare e si incazzava dicendo di avere la maglietta di lana mi fecero arrivare a una soglia della coscienza in cui mi vidi passare la vita davanti. Credo di aver riso convulsamente per circa una mezz’ora e non scherzo. Per non parlare dell’amore finito male con la bambola gonfiabile. Capitan Fintus. Che meraviglia 😀

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      7. Aveva la maglietta di lana e se la rideva… Ahha Capitan Fintus se non ricordo male… ahahah!
        E non hai letto de La seconda squadra segreta? O quando, scontrandosi tra jedi Darth Moul (StarRats) scaglia un televisore contro il novello Skywalker, con dentro uno speaker televisivo cinese… Usando la tele-cinesi…
        Potrei continuare ORE… 😀

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      8. Io vado avanti, copritemi! (e qui sappiamo tutti come va a finire 😀 )

        Ci credo… ho letto quasi tutto, ma si tratta di tre-quattro anni fa, chissà cosa mi sono persa… per quello che ho letto però è stato divertimento allo stato puro.

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      9. Eh si si… ma è una cosa che metto in coda ad altre, sto terminando di scrivere la storia dello Scorpione, oltre che correggendo mille altre cose, e via discorrendo. Piuttosto… Una domanda te la faccio.

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  3. Perdincibacco, questa me l’ero persa. Ma come, non apprezzi i santoni metropolitani innalzatori dell’indice glicemico? 😉 Io rifuggo da libri e canzoni impregnati di giulebbe e filosofie da apericena, anche se a volte (e sottolineo a volte) arrivo a comprendere/giustificare/quasi ammirare chi non si fa scrupolo di usare questi mezzucci, insomma chi ha capito come vincere facile e non si pone problemi a farlo. Forse perché io, ahimé, appartengo alla squadra dei “poveri illusi”… Un saluto! 🙂

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