179 ovvero il dopo 177

Questo è un post un filo scarno dove informo che il racconto 177, che ha poi preso per titolo Della carne e delle stelle e che se proprio vi va potete leggere potete scaricare qui sotto…

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avrà un seguito! Provvisoriamente si chiamerà 179*. Riuscirà Vaansta a conquistare o sacrificare altre anime? E chi o cosa ha contattato Nusaca? Mah io credo di sì, secondo me Vaansta ce la farà, però tutto ciò inizia, prima o poi finisce; o no? E ora la domanda: voi come lo preferite il finale? Che vincano i buoni? Un finale a sorpresa? Un finale dove il male trionfa sempre perché altrimenti non ci sarebbero i buoni per sconfiggere un’altra volta il male?

Se vi va rispondete.

E un’altra domanda: come lo preferite leggere (o scrivere) intero o a dispense? Una delle caratteristiche interessanti del suddetto racconto è l’essere nato e “pubblicato” in più post e questo ha reso impossibile adattare quanto già scritto, per far tornare gli eventi descritti successivamente. Faccio un esempio: se hai detto che la città X è sul mare e dista tot da una catena montuosa, anche se dopo ti servisse che distasse di più o che non fosse proprio sul mare, non potresti farci più niente, l’hai scritto, l’hai condiviso, ti arrangi! Idem con il parentame: se un personaggio non ha fratelli ma a te serve che ne abbia, devi trovare il modo di introdurli. Ovviamente questo non accade se tutto è monolitico, presentato tutto insieme, studiato e concluso.

E voi e voi? Come affrontate la cosa? Pianificate? Ve ne fregate? Agite di conseguenza, tenendo conto di quanto già detto? Io sono sul progetto pianificato ma non troppo.

*Si lo so, la mia fantasia nel generare i titoli provvisori è … strana.


 
Wall Of Fame @Music@ Tales & quale?

Ed ora un brano molto notturno

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83 Comments

  1. Il finale. I buoni generalmente mi annoiano. Il finale di Dracula – uno a caso – non l’ho mai sopportato. Ok che non devo cedere la mia anima perché… col cavolo, io voglio essere eterna, bianca come un cencio (tanto l’abbronzatura non mi piace), in grado di volare. C’è ‘sta cosa del sangue ma poi ci si abitua. Mina perché non dovrebbe diventare un vampiro? O – un altro a caso – il Mago di Oz. Perché Dorothy dovrebbe voler tornare a casa dove non ha mai voluto tornare, quando può essere una stracavolo di strega? Mettiamola così… mi piacciono i finali non mielosi, un tantino politically scorrect. Niente lagne. Oh, questo è fondamentale 😀

    E per l’altra domanda… preferisco sempre leggere/scrivere tutto insieme. Se mi prende la storia voglio leggere tutto. E se ci dovessero essere sviluppi di tipo riposizionamenti geografici ecc. voglio poter assestare il tutto in corso d’opera. Siccome io scrivo pochissimi racconti (fra 1 e 0 quest’anno, il che è un record) per me il problema scrittura ovviamente non si pone… ma per gli articoli il problema sussiste anche se in via diversa. Io normalmente ho la tendenza a scrivere “a compartimenti stagni”: scrivo tipo dieci righe e poi correggo quelle dieci righe 16.000 volte. Invece scrivendo tutto e di getto, alla fine ho un’idea della complessità del pezzo e so meglio dove agire. Non so se ho proprio risposto alle tue domande, ma l’ora è quella che è 😀

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  2. Non so se si può preferire un finale ad un altro… credo che il finale sia unico, quello che sublima il significato della storia e tanto può venir a lieto fine tanto no… Per la pubblicazione.. pensa che il pdf ha un enorme vantaggio, la lettura offline! Magari uno se lo mette su un dispositivo qualunque e lo legge nel tempo libero come fosse un libro…
    Davvero mi fa piacere che quel racconto avrà un seguito! E a proposito ho letto quell’anteprima e ho trovato la storia interessante, però avevi ragione, lo stile incerto si nota…
    E il punto debole di Vaansta…? Voglio sapereee 😀

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    • Sono notti che non dormo (falso, ma fa sempre effetto) ripensando al tuo messaggio, cioè il racconto se farlo a puntate davvero, poche pagine quando pronte, però non un lavoro “collettivo” questo mai. Non mi sembrerebbe scritto da me, certo però valutare cosa dice il pubblico, soprattutto sui personaggi.

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      • ti spiego come funziona, questo sistema è molto usato dagli americani ma è stato inventato dai brasiliani che lo hanno sperimentato per primi su una telenovela molto famosa negli anni 70/80. Recentemente è stato adottato anche da produzioni Europee.

        si fanno una decina di puntate pilota e poi scatta (una volta attraverso i sondaggi oggi si usa la rete) l’interazione col pubblico… qual è il personaggio più simpatico/antipatico? vi piacerebbe che tizio sposasse caia??? vi piacerebbe che caia diventasse l’amante di tizio??? fa bene caia ad accettare le avances di tizio??? e via andando sui fronti salienti. Raccolte le volontà/umori del pubblico gli sceneggiatori tracciano le linee guida e poi si procede sempre in questo modo.

        è il “segreto” la chiave di lettura, dei successi che durano decenni, vedi Dallas e Beautiful. Potresti prendere spunto da questo modus operandi per scrivere un racconto interagendo con l’utenza, ovviamente lo scrittore sei sempre tu ma coinvolgi anche chi legge

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