Buchi e sensi unici

Buchi di trama…  Vi avverto che questo è un post scritto in sordina.

Vi è mai capitato di leggere dei libri o di vedere dei film (anche roba  di serie A) dove ad un certo punto, vi viene in mente la frase “ma perché non l’ha fatto prima?” oppure “ma se ha detto che non era così…” ?

Tipo il Cattivo di turno – questi impersona uno dei coprotagonisti un po’ scemotti, ma fondamentalmente buono, finge / si impone (bevendo una pozione, usando qualche diavoleria tecnologica) di dimenticare chi è in realtà per cancellare dietro di lui le tracce delle sue malefatte, magari eliminando il / i testimoni, e poi scoprire che era impossibile potesse fare quanto ha fatto, perché appare in due posti diversi oppure, peggio, perché pare abbia dimenticato di essere stato scoperto anche dal protagonista che finge di essere morto?

O ancora, Tizio cade da un pianerottolo e rotola giù per terra dalla Torre delle X (ben diversa dalla Torre delle Y) e si frattura una caviglia… e tu ricordi che la torre era 167 metri, torre che ha due pianerottoli intermedi (distanti quindi 55,67 metri!) perché l’hai letto venti pagine prima e non sei scemo***! E poi tre giorni dopo il caviglia-rotta, combatte nell’arena della Morte Tumbestana e vince – ma alla grande! – col Cavaliere Bastardo!

E ancora: perché il personaggio principale, una volta che ha trovato l’incantesimo dell’attraversamento interstellare, se deve muoversi non lo usa più? O la pergamena dell’interrogatorione che costringe a dire la verità? E lui che si lascia infinocchiare da Bella Gnocchetta*?

Va bè sono domande a cui non si vuol risposta no? Perché poi non funzionerebbe più niente, non si saprebbe come separare il cavaliere buono dagli altri e farlo morire su un passaggio chiuso da delle porte a tempo, o non si potrebbe fare cadere un governo per il voto di un singolo membro per delle rotte commerciali, e via discorrendo.

Mi fermo, perché prossimamente di buchi neri di ‘sto tipo mi ingegnerò a farne, e vi lascio qui sotto un brano di un certo spessore.

*  dal potere occulto
**  nel testo non c’è questo 😀
*** quantomeno non abbastanza

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69 Comments

  1. In una delle svariate università statunitensi (da cui periodicamente un gruppo di ricercatori, pagati da una qualche azienda produttrice di qualcosa, se ne esce con degli annunci che vanno bene per Repubblica Online o Lercio.it), un gruppo di ricercatori (c’è sempre un gruppo di ricercatori, che sembrano usciti da uno di quei film dallo script telefonato in cui lui scopre qualcosa di clamoroso mentre nel laboratorio lei cerca di farselo ma lui non se ne accorge o viceversa) ha messo sotto esame i Grandi Romanzi Storici Europei per vedere se reggevano una verosimile ricostruzione cronologica dei fatti e la risposta è stata si.
    Quindi?
    Quindi le trame dei grandi romanzi funzionano, perché semplicemente gli accadimenti seguono l’evoluzione di personaggi costruiti in modo umano e verosimile e non solo metaforico oppure perché l’impianto storico sullo sfondo è potente: Don Abbondio reagisce con verosimile vigliaccheria ai bravi che lo minacciano così come l’Innominato, divorato da conflitti interiori più potenti di quelli di Darth Vader, si converte in extremis abbandonando il lato oscuro come capitolo conclusivo di una evoluzione narrativa fondata e chiara; allo stesso modo con cui Severus Snape è fin dall’inizio al servizio del bene ed ella redenzione o come la decadenza dei Buddenbrock segue in modo lineare una decadenza anche economica di certo commercio e parimenti sono credibili e funzionali le discussioni della situazione finanziaria in cui la metamorfosi di Gregor Samsa in orrido insetto ha cacciato la sua famiglia, almeno quanto è credibile che Pierre Bezuchov si chieda come vivere in accordo con la morale dopo aver ricevuto l’immensa eredità ed entrando a far parte della massoneria… lo stesso Achab, che scompare negli abissi, stretto attorno al laccio della sua lancia, conficcata nella gigantesca balena, pur nel suo essere simbolico del puritanesimo di Melville non sconfina mai nell’assurdo…
    Insomma, tutto per dire che il pentagramma su cui un artista scrittore appone le note della sua narrazione spesso si avvolgono in pattern che gli facilitano solo il compito ma come copie imperfette di un originale sfruttato, presentano screpolature che servono a marcare dapprima una differenza ed una originalità mache poi si rivelano i primi cedimenti della consecutio e così tutto diviene telefonato, la rama assunta in fideistico, il deus-ex-machina non più un artifizio teatrale ma la scappatoia di un romanziere che di fronte al cursore lampeggiante del word processo si chiede cosa cazzo far fare al suo personaggio nella camera chiusa…
    Però, però, però… non tutto è perduto, perché ci sono autori che ti stupiscono anche al cinema a ogni script e che fa bene all’animo guardare per disintossicare il cervello da troppa sozzura: guardare (e leggere) un film sceneggiato da David Mamet (ad esempio) aiuta a ripulirsi almeno quanto il golden milk (latte e curcuma, in soldoni) fa con il nostro intestino e lo stesso quando ascolti le parole che Sorkin mette in bocca allo Steve Job versione Fassbender e che tanto ricordano le invettive dello Spencer Tracy di “i>Inherit the Wind (…e l’uomo creò Satana)”.
    Ora taccio, che ho stra-parlato e ti lascio con la bellissima poesia di John Giorno, scriita alla fine degli anni ’60…

    Outlaw

    A bearded outlaw
    who claimed
    he was an immortal
    descendant
    of God
    was killed
    last night
    by the police.

    Fuorilegge

    Un fuorilegge barbuto
    che sosteneva
    di essere un discendente
    immortale
    di Dio
    è stato uccio
    ieri notte
    dalla polizia.

    Liked by 3 people

  2. Qualche volta, il più delle volte, questa eventualità mi fa venir voglia di prendere un mazzuolo e discutere amabilmente con chi di dovere. Dopo aver letto il blog di Gamberetta non sono più la stessa e coerenza come incoerenza sono sempre la prima cosa che cerco in un film o in un libro. Posso diventare particolarmente violenta e non che me ne vanti, ma lo sai che cosa la penso su certa letteratura (in particolare). Il problema è che con opere come libri o film non ci può essere il dialogo, parlare direttamente con l’autore di certe scelte, un peccato soprattutto per me che parto sempre dal presupposto che certe scelte anche assurde possono essere state prese con cognizione di causa. Ulteriore problema è quando il grande artista passa a incensarsi e non accetta il dialogo, anche quando sono evidenti che le sue non possono essere state scelte stilistiche azzardate, ma vere e proprie supercazzole. Tutti possono fare errori, persino chi pubblica per Mondadori intere saghe strafighe con un’elfa filiforme di mezzo kg (armatura compresa) che maneggia una spada bastarda da mezza tonnellata come se fosse una forchettina da dessert. Ok mi taccio sennò qualcuno mi fa causa come ormai dovrebbe fare chi produce la b… birr… la Corona.

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    • Birra e corona nella stessa frase non possono coesistere. 🙂
      Sul fantasy che hai citato, in particolare, a parte il super-essere (elfo\vampiro\sempreverde) considera due fattori:
      1 – chi legge per la prima volta un fantasy non ha la minima idea di cosa significhi maneggiare un’arma bianca… E questo può pure passare
      2 – chi legge per la prima volta un fantasy di solito non vuole il fantastico, ma l’effetto puccettone.
      Attenzione a non leggere questi due punti come una critica, anzi.
      Tanti si sono avvicinati ad un genere ostico e inviso in Italia (perché considerato troppo di destra!?) come il fantasy, proprio grazie a letture leggere.
      No il problema sono le toppate clamorose, il personaggio che fino a ieri era figo, poi piagnucolone, passato come “naturale evoluzione del personaggio che rende il libro superbo”…
      Ed è questo il punto: io voglio fortemente voglio tirar fuori qualcosa di questo tipo!!! Yes!
      Non credo ci riuscirò mai, quindi affogherò il mio dolore con una birra, bruna dal sapore amaro, da bersi in un bicchiere di vetro dal fondo sferico.
      😉
      Un altro nemico della lettura è l’accrocco… Come mai c’è la tal cosa? Eh, beh, perché sennò dopo tizio non può fare così… Ma mi dilungo. Un’altra volta citerò qualche esempio.
      E ora giusto per farmi male, termino l’amico 179, a quel punto diventerà 180 e quindi lo pubblicherò qui, tanto per dare fastidio!!! 😀

      Mi piace

  3. Pingback: Off Topic 2016 primo appuntamento | ilperdilibri

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