A tutti i fanatici della tastiera: ovvero come pulirla con un click

Tastiera sporca?  Lavatela caspita, non vi fa schifo?!

SuperPhonOk basta un panno, ma che fare se dentro vi è rimasto il sopracciglio caduto, la cenere della sigaretta, la briciola del biscotto, il pezzo di lampredotto con tanto di rosetta? Allora l’opzione migliore è l’asciugacapelli da 2000W con il comodo tastino “aria fredda”! Yes. Invece di spendere 4 / 5 € per ogni bomboletta di aria compressa, oppure 100 e più euro per un compressore elettrico quando non di più per un buon compressore a benzina (magari utile per gonfiare palloncini e non solo) … Usate l’asciugacapelli, meglio se con il beccuccio inserito, e via la polvere!
Lo so… la bomboletta è divertente perché la potete usare per congelare la pelle dei vostri amici, con simpatici scherzi, ma è pericoloso! 😀

Bene, ora che ho la vostra attenzione vi segnalo un po’ di letture e fatti del primo trimestre 2016:

Che Del ragno il veleno è arrivato a 200 lettori tondi, di cui almeno 100 son qui nei blogs e altrettanti li ho costretti io con minacce fisiche (quindi non clickate sul link)!

Che Bob l’orso ha commosso decine e decine, ma che dico … qualcuno di voi e che le mamme dei figli a cui è stato raccontato giurano vendetta.

Nel frattempo mi sono messo a leggere – con buona pace della mia vista :

Minoica di Ivano Mingotti – è un libro da leggere a scatola chiusa, di cui ancora non so niente perché le pagine lette sono poche. Mea culpa.

Controllo Remoto di Domenico Mortellaro – mi piace già per la copertina fumosa, sono già al 16% (dice così il Kindle).

Storie senza mutande di Nadia Mogni – non vi aggiungo nulla se non il link a questa recensione qua

Quindi per ultimo ma solo cronologicamente

Ibrido di Isa Thid – che ho adorato (in coppia con la sua amica) in quest’altro libro e so che non mi deluderà.

Per ora ve li anticipo così, senza darvi ulteriori dettagli se non le copertine e i link: clickate sopra i titoli per saperne di più dai siti dei rispettivi autori, anche perché se aspettate me state freschi! Ultimamente leggo alla velocità di un bradipo svenuto.

E adesso la galleria di copertine dei libri qui sopra citati

 

Prometto che per questa settimana non vi rompo più le scatole con dei post! 😀

Ma preparatevi che settimana prossima vi parlo di un libro forte, nel significato più intimo del termine, che ho avuto per le mani e che mi ha intrigato molto.

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79 pensieri riguardo “A tutti i fanatici della tastiera: ovvero come pulirla con un click

      1. Allora vuoi un commento critico serio sulle copertine? Mi piace tanto l’ultima copertina, è ironica. Quella del ragno (tua) mi piace anche mi fa effetto daltonismo per quanto è rossa. Ibrido e la prima sono attrattive. Insomma rispecchiano anche le storie che raccontano credo perché non ho avuto modo di leggerli. Però l’orsacchiotto li batte tutti *-*

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      2. Grazie. Mi son deciso a farne un racconto con disegni. A breve se non sarò soddisfatto dei disegni della mia grafica di fiducia, ci penserò io.
        Di Del ragno il veleno, anche io adoro la copertina, perché è rosso scarlatto, talmente rosso da dare fastidio, anche stampata fa lo stesso effetto ed il ragno doveva dare l’idea di camminare su stringhe di metallo, come le corde di una chitarra verso il nulla.
        Grazie per la critica, l’apprezzo molto.

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      1. Eh, lo so lo so, sono lento ultimamente. Ma … è anche vero che dall’agosto 2013 … fammi fare il conto… ho scritto qualcosa come 4,5 milioni di battute… ! 😀 Un po’ di riposo ci vuole.
        Intanto l’orso continua le sue peripezie e tra un po’ esce il Terzo di Emma.

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  1. La mia attenzione caro Gianni c’è a prescindere … dalla tastiera pulita. 🙂
    “Del ragno il veleno” e “Bob l’orso” sono segnalazioni che meritano attenzione perchè basta chiudere gli occhi per vivere dentro la trama ed il coinvolgimento è unico. Poco fa il lupo l’ho sentito ululare ed ho creduto davvero di vedere Bob accoccolarsi nel suo giaciglio, potenza di una scrittura che prende per mano il lettore …. 😀
    Non perderò di vista gli altri autori, la tua recensione mi invoglia alla lettura dei loro racconti.
    E adesso sono curiosa di sentirti parlare di quel libro forte di cui fai cenno!
    un caro abbraccio da Affy

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  2. Hai quanche suggerimento per le lettere che spariscono dalla tastiera per usura? Ho consumato T- E- R – A – I – O – C – L – D e altre stanno scomparendo lentamente. Ho provato a riscriverle con lo smalto per unghie, ma dopo un po’ anche lui sparisce. Dovrei cambiare la trastiera, ma essendo un pc portatile avrei un ingombro in più sul tavolo. Dovrò imparare a memoria e perfettamente le posizioni di ciascun segno, così potrò scrivere alla cieca. Magari è la volta buona che scrivo un capolavoro di romanzo. 😀 Ti bacio e ti abbraccio per l’ospitalità che mi riservi sempre nei tuoi post. :-*

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  3. Ma essendo io un diversamente tricotico e non avendo quindi in dotazione un asciugacapelli, come posso surrogare la bomboletta?
    Avevo pensato di gonfiare un palloncino e poi sparare l’aria dal buco dritta sulla tastiera… ma così mi spolmono…
    Cercansi suggerimenti, grazie.

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    1. La tricologia in effetti non aiuta molto se assente… Ma al costo di tre bombolette vi sono ottimi asciugacapelli da usarsi, oltre che per pulire la tastiera, per affrettare l’asciugatura dei calzettoni di spugna da palestra, prima che prendano quell’odore di stagno paludoso tipico.
      Altrimenti non c’è che il sano compressore, con la scusa di un corso di pittura ad aerografo!

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      1. Nella tua comunque bellissima soluzione c’è l’inconveniente della sgommata… Bisogna essere certi che il parente aerofago trattenda scarti del suo corpo di natura più tangibile! 😀 😀

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      2. la sgommata è un problema grosso effettivamente e non ci avevo pensato
        bisognerebbe trovare un materiale che trattenga particelle solide facendo però trapassare il flusso d’aria inalterandone la potenza

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  4. A dire il vero basta capovolgere la tastiera e dare una bella scrollata… che ti escono anni di robe che sono infilate dentro… Magari anche storie perse fra i tasti… o più prosaicamente roba che riempirebbe il Silos di Elio e, appunto, altre Storie (Tese).

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  5. Sto da tempo preparando un post su uno dei miei scrittori preferito di sempre, forse il preferito in assoluto: un amore che è sbocciato molti anni fa, quando non ero nemmeno sposato e non si è più sopito, magari giacendo nascosto, come un cuore bollente sotto una coltre di cenere fredda, ma sempre pronto a rinfocolare la legna fresca che dovessi adagiarci sopra.
    Con un pizzico di civetteria (la mia parte femminile), taccio il nome dello scrittore, ma non una delle sue caratteristiche peculiari, ovvero l’abilità di sciorinare dialoghi frizzanti, senza mai un nome che li preceda e senza però mai nemmeno un dubbio da parte del lettore su chi stia dicendo cosa.
    Certo, ci sono le virgolette, come quelle che usi anche tu, perché sono segni di unanime condivisione in tutti gli scritti (eccetto quelli del geniale e profondissimo Saramago, il mio numero 2 al mondo, che li ha proprio aboliti, come tante altre cose…), ma il tutto è molto scarno.
    La sto prendendo alla lontana, perché non sono un becero ruffiano da paragonarti impietosamente ai miei numero 1 e 2, ma già in altre occasione ho pubblicamente affermato che scrivi dannatamente bene e per verificare questa mia stessa affermazione, ti sto mettendo alla prova con quello che a mio avviso è uno degli ostacoli maggiori di un romanzieri (assieme alle descrizioni ambientali, sempre in bilico tra il fracassamento testicolare di chi descrive un prato partendo da ogni piccola foglia, come Tolkien – bravissimo su tutto il resto, per carità di Dio – e chi invece sembra sintetico quando in realtà è solo confusionario e distratto, come quel cane della Suzanne Collins), ossia proprio i dialoghi.
    Sto leggendo qui e là i tuoi racconti, anche quelli lunghi (tra l’altro, devo criticarti perché hai un sito che è un po’ incasinato e manca un efficace strumento di ricerca… ma tu sei uno scrittore e non un creatore di pagine web, quindi chissene…) e siccome hai già brillantemente superato le prove della caratterizzazione dei personaggi e delle storie (queste il tuo vero punto di forza, perché animate sempre da una potenza immaginifica che surfa sulla sci-fi, sul fantasy e sull’horror mainstream, con puntate veloci presso disturbia city e visioni altre), consolidando inoltre un ritmo nella lettura che sembra alimentato dalla volontà pervicace di allontanare lo spettro della noia (ed infatti non ci si annoia MAI), non mi rimaneva che sottoporti al test Bendis-Rosenberg (ovviamente non esiste… parafrasando quel Voight-Kampff usato in Blade Runner per scoprire un replicante, me lo sono inventato io, mettendo assieme i cognomi di due miei idoli nei dialoghi fumettistici e televisivi, ossia Brian Michael Bendis della Marvel, creatore del comic “Alias” oltre che di tant’altro e Melissa Rosemberg, sceneggiatrice della fiction Netflix “Jessica Jones”).

    Bene, il poligrafo sta buttando fuori ancora adesso i fogli con le tue analisi e sei risultato sorprendentemente bravo.
    Parlo di accortezze minimali, ma di quelle che danno l’integrità del flusso (mai incrociare i flussi!) narrativo.

    Ecco un esempio da “Della carne e delle stelle – Nurnè”, capitolo 13, Il Duello:

    Ildea e Vaansta si fronteggiano di fronte allo sguardo di Jiari

    Sono qui per affrontarti.”Quella voce?
    Apparsa dal nulla c’era l’ancella.
    Ildea?
    Sai il mio nome. Qual è il tuo?
    Io sono Vaansta.

    Bellissimo.

    Ancora, questa volta da “Della carne e delle stelle – Intrighi”, capitolo 13, Il Duello, con un maggiore livello di complessità, perché il dialogo si sdoppia con i pensieri degli ascoltatori Icari ed il suo servitore, nascosti nell’ombra su un diverso piano da chi sta per parlare, ignaro di essere ascoltato:

    …Ancora non si è vista.
    No, né lei né la vecchia strega.
    Riconobbe la voce del primo: Menio, uno dei consiglieri e l’altro?
    L’altro chi era? Icari fece cenno a Mido di tacere.
    Menio continuò, sembrava agitato.
    A quest’ora la puttanella doveva già essere in mano nostra, invece nessuna notizia.
    Aspettiamo. Il bimbo rimarrà comunque senza amici, è solo questione di tempo.
    L’altro invece era calmo, pacato. Una voce che Icari aveva già sentito, non molto tempo prima, ma che veniva distorta dalla conformazione delle rampe e della volta del castello.
    Possiamo fare niente col nostro marinaio?

    Oh, quello. Sembra uscito dalle tragedie di Gesilano, il guerriero incorruttibile.
    Tutti hanno un punto oltre il quale cedono, tutti.
    I due ripresero a camminare, senza dire altro. Icari guardò Mido.
    C’è in atto qualcosa che non mi piace Mido.
    Cosa conti di fare, mio signore?
    Per ora niente, per ora niente. Devo riposare poi chiederò udienza privata al re.
    Hai riconosciuto le voci?
    Con certezza soltanto una. Ora però non attardiamoci oltre, andiamo ai miei alloggi.

    Che dire, Gianni, se non che bravissimo?
    Io continuo a testarti e tu continua a scrivere, please!

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    1. Sono senza parole…
      E’ anche colpa della serata che tra chiacchiere e hamburger mi ha riempito di vino e birra, birra e vino fino a perdere quasi il filo del cervello.
      Grazie, davvero.
      Questo tuo intervento merita una risposta più articolata di quella che posso fare ora, pieno di alcol (dice che faccia un sacco bene e sia un ottimo antitumorale… forse perché si muore di cirrosi prima!) e quindi chiedo tempo.
      Il sito è da tempo che voglio articolarlo meglio ma il tempo è proprio quello che mi manca sic! Ma ce la farò. Forsse.

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    2. Ed ecco la mia risposta alla tua splendida critica.
      Credo di essere un piccolo scrivano, di scrivere principalmente perché mi piace ciò che scrivo e ciò che scrivo mi deriva da cosa ho vissuto, letto e visto, il tutto rielaborato, miscelato e reinterpretato a gusto mio. Normalmente quando scrivo mi innamoro di qualcosa. Può essere un paesaggio un personaggio, perfino una foto da cui parte tutto e allora si scatena tutto quanto, qualcosa che arriva tipo flusso continuo. Non è detto che il risultato finale sia apprezzabile sotto vari punti di vista, la tecnica mi fa molto difetto, spesso dimentico di chiarire bene certi dettagli che invece il lettore si aspetta. Che dire: si prova a migliorare e per ora i miglioramenti vengono dal continuo feedback con i miei lettori.
      Come dico sempre non sono all’altezza degli scrittori di mestiere e forse nemmeno di alcuni che lo fanno per hobby, ma mi piace scrivere e condividere quello che faccio, cercando di dare qualcosa che possa piacere o fare schifo, ma infischiandomene di venire in contro ai gusti di altri. L’unica cosa che adoro fare è ripercorrere i cliché, prendere le storie più lineari possibili e vedere come animarci dei personaggi.
      Per concludere quello che mi hai scritto mi riempie di gioia, perché è come il riconoscimento di avere costruito qualcosa che possa essere coerente, che stia in piedi, abbia un inizio una fine e un senso, e questo mi dà molto.

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      1. Leggo spesso molto più volentieri te di tante altre cose che vivi in giro pubblicate in libreria e sono di gusti abbastanza difficili… se tu fossi una società per azioni quotate in Borsa, comprerei le tue azioni, certo… servirebbe avere anche dei soldi, ma il principio è quello che conta!

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  6. Noi per pulire la tastiera dentro usiamo un affare che sembra “Slimer” quel coso di ghostbusters.
    E’ una sostanza verde dalla consistenza strana che la spiaccichi premendo sui tasti e si porta via anche tutto quello che ci si ficca sotto.
    La vendono in un barattolo di plastica con il coperchio tu la tiri fuori e la usi poi la rimetti dentro.
    Dura per un po’ di volte, ovviamente a seconda di quanto è zozza la tastiera.

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