Sessantuno minuti

Oggi è il giorno del Reblog! Questo articolo risponde ad una “sfida con se stessi” lanciata sul presente blog qualche tempo fa e cioè comporre un racconto in 61 minuti! Magari ascoltando un album che duri 61 minuti.
Ysi lo fa con la sua consueta mano tagliente. A me ha ricordato il serpente che si nutre di sé, a voi?

Discussioni concentriche

Molto piú di sessantuno minuti sono passati da quando Gianni mi ha proposto di scrivere un racconto in soli, appunto, sessantuno minuti.
Ho fatto in modo di non pensare a niente prima di mettermi a scrivere e di non scrivere niente a cui avevo pensato prima. Sembrerebbe una cosa difficile ma per me che non penso mai a niente è quasi una dote naturale.
Scelto un album da ascoltare per l’ispirazione, ho impostato un timer ed ho iniziato a scrivere un carattere dopo l’altro.
Il risultato sarà quello che sarà, ma almeno questa volta ho una scusa!
Ci tengo a precisare che ho impiegato solo cinquantotto dei sessantuno, compreso una rilettura e mezzo.


Era un sogno, questo lo sapeva. Una delle particolarità di questo sogno era proprio la consapevolezza di star sognando e certamente non era l’unica.
Nessun sogno è privo di particolarità. O di particolari.

Vagava in un…

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