La battaglia di chi scrive è una battaglia (persa) con se stesso (Paolo Nori dixit)

Non conoscevo niente di Paolo Nori. Rebloggo questa sua affermazione. Mi piace.

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28 pensieri riguardo “La battaglia di chi scrive è una battaglia (persa) con se stesso (Paolo Nori dixit)

  1. Mi da da pensare, e non poco, ma la prima cosa che ho pensato è stata “la battaglia di chi non scrive è una battaglia persa con sé stesso”. Aggiungo un non e tolgo le parentesi. Considerando quanto mi stia riuscendo scrivere (lasciamo perdere la qualità, di quella chissene) sono felice di tentare di combattere questa battaglia.
    Una bella frase, cercherò l’autore.

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      1. Sono impresentabili per ora, purtroppo. Le sole cose che riesco a completare perché più semplici da scrivere sono i pezzi per il blog, ma vedrai che prima o poi qualcosa salterà fuori. Sono anni che ho un racconto distopico in testa, è venuto il momento di dargli forma.

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      1. Ahahah pagine pesanti (e quindi bicipiti) e tomi di cuoio (e quindi dorsali!) e poi quando leggi sotto l’ombrellone anche addominali di ferro (per sostenere incunaboli borchiati!)… Scena pazzesca! Sei Hulklady lettrice!? 😛
        Oggi m’è presa così.

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      1. Perchè si perde con se stessi? Quando si ha la voglia di esprimere non può essere una perdita. La scrittura se usata per fare soldi è una perdita con se stessi, trasformare nel materiale ciò che di solito esce dall’anima e che la mente (strumento eccellente) elabora denota avidità, superficialità…e i scrittori scompaiono al primo libro. Ma se scrivi per dare te stesso, se scrivi per te stesso, per ciò che ha un valore, come puoi perdere? Anche se non avrai un lettore non hai perso niente, hai acquistato l’appagamento, hai dato un qualcosa di te al mondo, hai seminato nel vento un passaggio….e nessun passaggio su questa terra è una perdita. E’ riduttivo ciò che ho scritto, non so ben descrivere ciò che provo, ma non sono uno scrittore, ma non per questo mi sento in battaglia con me stessa, anzi apprezzo la mia voglia di provare, un valore.

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      2. Credo che si riferisca a un altro tipo di battaglia. Nori infatti indica come contendente non i librai, non l’editore, ma sé, solo se stessi.
        Quando si scrive si tenta di comunicare ciò che ha dentro al meglio ma nonostante ci si provi, si perde. E’ un conceto che approfondirò, così in effetti è una frase (a effetto) che dà adito a significati e interpretazioni diverse.

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