Poiché avevo poco da dire, l’ho scritto

Due nuovi brevi racconti.
Spero non avere inserito troppi refusi e errori nella punteggiatura.


[Un aperitivo]

[Cambio di idea]

 

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26 pensieri riguardo “Poiché avevo poco da dire, l’ho scritto

  1. Che cos’è un Racconto Breve?
    La risposta non è semplicemente incentrata sulla lunghezza della narrazione, ma sulla sua essenza quasi orale, di riflessione veloce e non completamene approfondita su fatti della vita e spesso persino sui massimi sistemi.
    Chi ama la letteratura sa farne risalire la genesi completa al modo con cui Boccaccio ne fece arte con le sue novelle del Decameron (oggi ancora fonte d’ispirazione per tantissimi scrittori, che si abbeverano alle suew acque senza dirlo) e certamente lo stesso Boccaccio fece questo partendo da una tradizione che fu orale prima ancora che scritta eppure io vedo il moderno Racconto Breve come un pendolo che oscilla tra il sensazionalismo dei racconti di sci-fi pubblicati sulle riviste popolari del dopoguerra (come Astounding Science Fiction, Astonishing Stories o Super Science Fiction) ed i frammenti di commedia umana di cui fu maestro Maupassant, scaturendo nel minimalismo post-esistenzialista statunitense, fino ad arrivare a quello specialissimo approdo rappresentato dalla tradizione giornalistico-letterario che fece di Paul Auster un ispiratore per tutti gli scrittori conteporanei.
    In particolare, da appassionato di cinema oltre che di letteratura, il mio riferimento va al suo racconto che certamente tutti conoscete ovvero quel Auggie Wren’s Christmas Story che fu ispirazione per il celeberrimo film Smoke, co-diretto e co-scritto dallo stesso Auster assime a Wayne Wang nel 1995.

    Questa doverosa premessa per far capire quanto io abbia apprezzato l’apparente impudicizia ed il meraviglioso feticismo della memoria con cui tu, Gianni, hai scritto queste due nuove perle letterarie, alle quali, ti confido, non muoverei modifiche, a rischio di snaturarli proprio nella loro potenza quasi immorale: il voyerismo del protagonista narrante del racconto Un Aperitivo (un antipasto per il pasto successivo e più elaborato) diventa visione alternata e vorticosa in Cambio di Idea, tutto giocato su un passaggio di punti di vista davvero ardito tra i tre personaggi, dove infine un erotismo di supposizioni ed aspettative viene giocato con un disincanto borghese che lascia estasiati.
    La potenza di questi due racconti brevi è quella che muove i grandi romanzi contemporanei, ma senza il rischio della pesantezza che l’inevitable complessità di un filo narativo crea allargando la visione che qui è solo fugace.

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    1. Un commento del genere è fin troppo lusinghiero, fatto poi da te che (dannato) dimostri una conoscenza di beh direi di tutto! vale doppio.
      Le riviste di fantascienza che citi io le ricordo, ma forse no, per averle lette nelle biografie di altri che le citano tra le letture… o almeno credo, perché potrebbe essere un ricordo indotto.
      L’idea alla base dei due racconti è quella che hai individuato il gioco dei punti di vista e i pregiudizi. Non è detto che la madre che va all’aperitivo col figlio poi non tradisca un marito pantofolaio, non è detto che la madre che va dal tatuatore non ritorni per una seduta più ficcante. Noi vediamo solo un briciolo, un segmento della vita di altri, nulla più. La bellezza del racconto breve. 😉

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      1. Ti ringrazio. A essere onesti, soprattutto un aperitivo è stato sofferto. Breve ma non facile, per il soggetto e per evitare il cambio di soggettiva.

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      1. Ho riletto 3 volte l’ultima fatica del gathering e devo dire come già ho più volte manifestato, che ne andrebbe fatto almeno un fumetto. Per motivi di diritti e altre quisquiglie legali occorrerebbe cambiare tutti gli attori veri con attori verosimiglianti, creandone una falsa filmografia, insomma un lavorone. Niente di impossibile, però.
        Farne un fumettone e poi un film, perché no… attori che fingono di essere attori che fanno parte di una lega a difesa del mondo.

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      2. Idea affascinante… Molto affascinante… Un gioco di finzione nella finzione che si sposerebbe sia con le tematiche nerd dei role playing game sia con l’idea di base dello stesso Gathering degli alter-ego… Debbo rifletterci di più… Sei un grande!

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      3. Cambierebbe tutto ed il gioco aasumerebbe ancora più significati, con un che di decadente e crepuscolare ed una sorta di eroismo nella dispeerazione… Gli ultimi che divengono i primi… Bello bello bello…

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