Legge il tuo manoscritto

Mi è capitato di imbattermi in una serie di interessanti articoli del blog Circolo16.
Lui legge il tuo manoscritto, però, mi viene da suggerire, prima date un’occhiata attenta anche ai presupposti fa, perché sennò non si capisce il senso e soprattutto perché sennò lo sommergete di file.

[I perché]

Da Il controeditore: Leggo il tuo Inedito

Annunci

7 pensieri riguardo “Legge il tuo manoscritto

  1. Ciao Gianni, ho letto l’articolo. Posso essere d’accordo sul fatto che un romanzo deve essere fatto di cuore grezzo, ma non lo sono per nulla sul fatto che debba essere obbligatoriamente commerciale. Oggi le grandi case ci propinano solo cose banali e bannano quelle considerate più impegnate perchè credono che gli italiani siano stupidi? Leggiamo libri inglesi, americani… proprio perchè l’humus made in italy è estremamente carente. Colpa degli scrittori? Affatto, colpa degli editori e dell’idea che per vendere devi scrivere cose leggere. Se ci allunghiamo ad osservare il mondo musicale è la stessa cosa. Io scrivo “non commerciale”, tra un mese esce il mio ultimo romanzo e per fortuna non mi mancano i lettori. Dov’è l’errore? Pensare che pubblicare facile dia guadagno altrettanto facile. Ma l’arte non si può svendere, non mi piegherò mai alle logiche di un mercato che premia la fiera della banalità.
    Grazie per la possibilità che mi hai dato di esternare un’opinione e scusami se mi sono troppo dilungata.
    Ciao 🙂
    Stefania

    Piace a 1 persona

    1. Ciao, e invece il fatto che ti sei dilungata per spiegare bene a me fa piacere, altrimenti come ci confrontiamo? Grazie quindi a te. Più avanti, nel corso dei giorni, mi piacerà ritornare qui e rispondere alle domande implicite e esplicite che hai posto.
      Di nuovo grazie mille.
      Gianni

      Piace a 1 persona

      1. Riecomi
        In linea di massima sono d’accordo con quanto esprimi. Certo la mia è una considerazione personale, di non addetto ai lavori. Per quanto riguada me ciò che vorrei leggere, e che leggo, non collima quasi mai con ciò che è indicato come commerciale, in testa alla classifiche, pubblicizzato. Sono snob? No, ci sono migliaia di ottimi libri tra i milioni scritti, ognuno sceglie secondo il proprio gusto.
        Altro discorso per quel che riguarda il mestiere dello scrivere. E’ una considerazione che vale sempre per me. Quando scrivo io lo faccio per me e per i pochi che leggono ciò che produco. Ciò che non deve mai mancare è un briciolo (anche più di un briciolo va’) di scorrevolezza di correttezza, di leggibilità, e coerenza. La coerenza l’ho messa per ultima, però troppi buchi nella trama, rendono il tutto impossibile da leggere.
        Resta un’ultima cosa, individuare cos’è il libro. E’ anche un prodotto commerciale? Sì lo è, perché si deve vendere (non se lo regali agli amici e se l’hai fatto con l’intento dello sfizio, ma questo è un altro discorso) … quindi troppo fuori da ogni contesto o genere non puoi andare, non te lo accetta nessuno. E’ giusto? E’ sbagliato? Esistono editori in grado di rischiare? Forse sì, forse no, molto dipende dal valore dell’opera. Ciò che (penso) l’autore del blog da cui ho tratto quel post così controcorrente, forse, voleva proprio suscitare quste domande. A breve gli domanderò come è andata, cosa ha raccolto, soprattutto cosa si aspettava.

        Di nuovo grazie dell’intervento, sempre prezioso.

        Piace a 1 persona

      2. La premessa è fondamentale, il libro deve essere perfetto: trama senza buchi temporali, ben strutturato, ottimo impianto, no refusi, personaggi ben delineati. Detto questo, che è l’ABC di chi vuole scrivere… quindi eliminati diarietti, poesie notturne e la storia della propria vita, il resto merita attenzione. Purtroppo oggi la grande editoria prima guarda se l’autore è social (molti followers molte vendite?) e poi forse ti legge il libro. Perchè negli ultimi cinque anni di pubblicazioni terribili ne abbiamo avute a iosa, nemmeno ben editate. Il cassetto viene prima dell’arte Gianni, triste ammetterlo ma è così. Un pò come le boy-band, dei 7 elementi utili a mobilitare intere folle di adolescenti alla fine dell’epoca (max cinque anni) forse si salva il leader. I nostri autori contemporanei dopo la terza opera mezza autobiografica riusciranno a sfornare trame professionali? Il tempo ci dirà chi resta e chi è stato una meteora. Nel frattempo per fortuna esiste l’editoria intermedia che ogni tanto fa da ponte con la grande editoria e scova giovani veramente talentuosi, perchè rischiare può essere arduo ma solo chi ha coraggio può andare oltre.
        Un caro saluto e grazie per lo scambio
        Stefania

        Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...