Distopia distopia canaglia

Sto notando in giro un infinito fiorire di racconti, libri, e anche serie TV e online, tutti distopici. L’idea in sé non è nuova e vabbè, si potrebbe dire che le note sono sette, fare qualcosa di veramente nuovo è impossibile… Ok, ma non è cavalcare un po’ troppo un filone che ora tira? Un po’ come la mandata in stile pioggia monsonica del periodo Vampiresco-figo, o la valanga di Erotico-manutentivo* di qualche anno fa.
Insomma, ora son tutti a intrecciare trame di mondi e universi paralleli e\o in tempi futuri, dove la società si è strutturata con regole in stile gioco di ruolo anni ’90. Detto questo vado col mio personalissimo parere.

Non è una critica a chi fa e\o scrive qualcosa seguendo questo genere, affatto, ma vorrei che tutto non si risolvesse col “battaglione finale” o “duellone finale” tra Cattivonio de Crudelis, supremo imperatore di ‘sto Mondo Distopico e, Bella et Buona, figlia scampata al massacro del precedente presidente del Mondo Buono, Buonino de Buoninis

Nelle distopie, presunte, di cui ho letto ci sono i cattivi e i buoni, i cattivi fanno cose efferate e sbucano sempre all’improvviso nel rifugio dei buoni, e c’è sempre la scena “Scappa Mettiu**, mettiti in salvo!” con tanto di salvataggio del chip contenente tutti i segreti del gruppo Sommossa Libera Tutti (S.L.T.) che viene trafugato!
Ma in un modello di sistema o società controllata che dà luogo alla distopia, sebbene ci siano emissari, infiltrati e microfoni ovunque, il vero zoccolo duro lo fa la massa, ovvero quella maggior parte degli “umanotteri” che abitano e vivono in un determinato posto e periodo, contenti di fare parte di quel mondo lì, o comunque incapaci di alzare la testa. O così almeno credo! (Mettiamo le mani avanti va’). Perché sennò è un normale libro di fantascienza o fantasy e non è distopia.
La difficoltà nello scrivere di distopie – per me – sta nel realizzare un mondo che funzioni, davvero, con un insieme di leggi, parlamenti, governatori, organi di controllo, funzionali a che tutto perduri. A quel punto si noterà che, il tutto funziona e funzionerà anche nel caso in cui, l’unico al comando, venisse rimosso. E poi, come detto sopra, ci sono i soggiogati o presunti tali. Ci deve essere un motivo per cui non si ribellano, se sono milioni e stanno tutti male, ci deve essere un motivo molto valido. Che sia l’appartenere a uno step di casta così vantaggioso da rendere i controllori convinti e felici del loro lavoro, che sia una questione religioso-fanatica, che manchi del tutto la circolazione di idee e informazioni, insomma, roba tosta. E poi si deve poter rispondere alla domanda: tutto ciò perché? Cioè perché si è arrivati a tutto ciò? Se stai sottoterra per sfuggire alle radiazioni e sono 2000 anni che lo fai, come mai non è uscito mai nessuno? Magari perché la casta al potere ha ucciso tutti quelli che hanno tentato, dando la colpa alla radioattività? Bene, è perché c’è una casta al potere? Denaro? Religione? Potere occulto?

Cielo mi sono perso… Comunque questo per dire che, se si scrive di mondi distopici, di ribelli che si ribellano, bisogna arrivare a far reagire i principali abitanti della distopia, pro o contro. Magari il su detto gruppo S.L.T. di tanto in tanto farà saltare in aria la residenza estiva del cattivo di turno, brucerà gli archivi della Poliza Super Segretissima (P.S.S.), però alla fine sarà il tessuto sociale, la massa, a risolvere. O no?

Dite che esagero, che sbaglio chiave di lettura, che in fonto un fantasy\fantascientifico è anche così? Be’ forse un po’è vero, esagero.
Ah, se avete tempo e voglia date una lettura a un vecchio manga, Alita, che apre divertenti scenari. E poi il gioco di Ender, e poi boh il primo Matrix, 1984, …

Concludo dicendo: continuate a scrivere distopie, quindi, perché le note sono sette ma si possono combinare in tanti modi.


* Ci sono romanzi dove più che atto sessuale siamo in presenza di manualistica sull’uso e manutenzione dei genitali e\o del corpo umano, tanto è dettagliata l’azione e la reazione. Il manuale da officina di una moto a volte è meno preciso.

** sì lo so come si scrive Matthew, basta leggere un qualunque romanzo distopico. Ma mai che un buono si chiami Aristide o Carmela!

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22 pensieri riguardo “Distopia distopia canaglia

  1. Probabilmente, viviamo in tempi così “interessanti” che le odierne distopie letterarie un tanto al kg riescono a forzare qualche corto circuito nella testa di alcuni lettori sembrando realistiche. Ma non troppo, perché una vera distopia non è abbastanza glitterata e trendy, perciò serve una certa quota di Belle Virtuose, Fusti Sensibili e così via.
    In pratica, le distopie di oggi rispondono all’esigenza di storie horror glamour, non abbastanza complesse da impedire che qualche messia dal capello perfetto possa far saltare il banco e dunque facili da seguire – basta far finta che le incongruenze non ci siano 😛

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  2. Forse è solo voglia di evadere! Comunque io ho letto la saga di twilight e ne ho gustato i film che sono stati scritti e realizzati molto bene!
    Forse come dice evaporata bisogna scriverne uno sullo stato e sui cittadini che tanto allo stesso modo sono soggiogati dalle leggi di convivenza che sono fatte ad personam X i stanti al potere! Provaci, io ti sostengo!
    Buona giornata
    😘

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  3. ultimamente se non indori una frase qualsiasi con i termini “distopia” o “distopico” non se à la page: sarà un effetto riverbero dai film di Romero o dal filone catastrofico, certo che il buon Milton si starà ancora rivoltando nella tomba

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