Cos’è la follia?

Cos’è la follia?

Come si comporta un personaggio folle? Quali sono le sue prerogative? E’ come il re ragazzino di Games of throne, ipotizzato da Zerocalcare? Oggi mangio un pandistelle domani faccio impalare chi mangia pandistelle? Come lo si può rendere su carta così da  renderlo, per quanto possibile, credibile, anche bello se vogliamo?
Chissà!
Magari si avranno le idee più chiare dopo avere visionato almeno una dozzina di volte di seguito questo interessante filmato

 

17 pensieri riguardo “Cos’è la follia?

  1. Dipende dal tipo di follia e si dovrebbe supporre che chi legge non sia folle a sua volta. Maniaco depressivo? Bipolare? Narcisista patologico e/o maligno? Mettiamo che il folle in questione sia uno psicopatico, uno di quelli con manie di grandezza capace di nascondere la propria condizione al prossimo, la difficoltà nel rappresentarlo è concreta proprio perché le potenziali vittime non si rendono conto di avere a che fare con uno psicopatico. Prendi Ted Bundy, mica ci andava per il sottile, ma sembrava un angioletto, tutto pettinato e carino. Credo sia difficile rappresentarlo, bisogna dare l’idea di un’anormale semplicità, costante, sempre uguale, una persona che non si arrabbia mai, sempre buona e dolce, che poi allo scoccare dell’occasione giusta (magari essere in disaccordo, di solito funziona) esplode o semplicemente si comporta in modo radicalmente diverso. Diffidare sempre di chi sorride sempre, di chi è sempre troppo mellifluo. Poi sai cosa funziona? Una persona sempre lineare, dolce, che non sai come non sai perché butta fuori qualcosa di estremamente inadatto al momento. O che ripete sempre gli stessi discorsi. E lo sguardo, che raramente è in linea con i sentimenti espressi, solitamente spento. O troppo acceso, come finto, dipende sempre dal contesto. Da quel che ho capito negli ultimi 4-5 anni, la follia molto raramente è la persona che urla e si strappa i capelli. Serve un po’ di allenamento per riconoscerla.

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    1. Hai reso bene il concetto e mi piacerebbe approfondire la cosa, credo che ci lavorerò sopra un po’.
      Da come scrivi, inoltre, pare che tu abbia analizzato con precisione questi aspetti, decisivo il fattore tempo.
      Ho conosciuto persone dell’ultimo tipo, di quelli che urlano e si strappano i capelli, cioè quelli che vengono bollati come matti, e ho lambito qualche soggetto inquietante, ma mai ne sono venuto a contatto seriamente. Renderli poi su carta, a parte Riccardo (gelido, senza sentimenti) e Donata (distaccata, assassina) che ho pensato per il Ragno, non ne ho mai scritti davvero… forse Emma, e i suoi gatti, che ancora non ho capito se li vede solo lei, o li vediamo anche noi…

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