GdK 8: La banalità di Max Planck — Tersite

Nuovo “numero” della rivista con più tentativi di imitazione on line. Forse non è vera ‘st’ultima affermazione, però il post è da leggere, non fosse per gli argomenti trattati, non fosse perché in poche righe riassume quello che, in quattro anni, sto cercando di realizzare!!
Bando alle ciance, dal blog Tersiteblog ecco… la banalità

Un bel giorno una bambina decise di scrivere qualcosa; poteva avere sui sette anni, non di più. Contenta del risultato, portò tutta trionfante il foglietto a una certa persona. “Banale“, ecco la risposta. Non “brutto“, non “scritto male“, non “sei sulla strada giusta, ma prova ancora“. “Banale“, solo quello. Trattandosi di una bambina, è ragionevole […]

via GdK 8: La banalità di Max Planck — Tersite

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4 pensieri riguardo “GdK 8: La banalità di Max Planck — Tersite

  1. ciao carissimo, come te la passi? tutto ok?

    una “para” che assilla gli scrittori, da sempre… è proprio quella di cadere nella “banalità”, tutte le storie sono banali, tutte le esperienze, se rapportate a otto miliardi di individui, sono banali, il vissuto di ognuno di noi è, sostanzialmente, banale. Non solo, è banale anche la nostra fantasia che mutua dalla vita banale di tutti i giorni gli spunti creativi. Ciò che fa la differenza, lo dico sempre ai miei allievi, è la “debanalizzazione” della storia che si intende raccontare. Un processo difficile, quando uscì “la stanza del figlio”, alcuni giornalisti e critici imputarono a Moretti l’aver scritto una situazione semplice, banale, lui rispose: “il difficile sta proprio nel fare le cose semplici”, l’unica volta in cui mi sono trovato d’accordo con lui.

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    1. Credo che il pensiero espresso da Tersite (Aka Francesca) sia proprio questo, e non solo. Credo ci sia anche una domanda: ma quanto puoi essere non banale se poi vai verso l’idiozia? Le cose di tutti i giorni contengono cose comuni, e non è detto che siano banali, soprattutto se ben fatte.

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      1. Esatto… pensiamo ai fantasiosi modi di agire di presunti serial killer nei vari libri degli ultimi anni, manca un serial killer che usi dei canguri per assassinare le vittime, poi siamo a posto! 🙂

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