E non dimentichiamo il fantasy

Come dimenticare il fantasy? Ora che anche le serie TV hanno sdoganato questo genere nerd\maschile, portando davanti al video anche i più insospettatibili (e le più insospettabili) non si può proprio.
La ricetta, da che fantasy è fantasy, è sempre la stessa: un mondo inventato, con regole inventate, modificabili alla bisogna, un sacco di razze fighissime e gli umani. Già, che ci fanno gli umani? Ci fanno la figura dei gretti, oppure di quelli che, se valorosi e forti, sono tutto sommato accettabili, sennò son dolori.
A tutto questo si sommano: tradimento, un pericolo imminente, un super cattivo che vorrebbe dominare, quando non distruggere, l’intero mondo (fantasy) stravolgendone le regole (inventate).

Il filone per antonomasia, però, da lettore di fantasy sono le storie sugli o con gli elfi, alti belli, ascetici, longevi se non addirittura immortali, che fanno agguati e battute sarcastiche un po’ a tutti, soprattutto nei confronti delle altre razze, e che, pur mantenendosi in contatto con la natura, costruiscono fior di dimore esteticamente eccele. Elfi che, nonostante questa figaggine e grandi capacità, si fanno fregare, sempre, dai cattivi, magari per colpa di qualche traditore (non elfo, o elfo sì, ma di seconda stirpe, reietto quindi)! Roba che le Termopili sono una bazzecola.

E quindi? Quindi mettiamoci dentro anche l’adolescenza (che per gli elfi potrebbe durare venti o trenta anni) e il vampirismo, oltre a una buona dose di estetisti e parrucchieri, per rendere glitterato e foffato il tutto.
Capelli fluenti, entrate in scena mozzafiato, amori impossibili, morti tragiche… ce n’è abbastanza per dare il là a una band Metal* fine anni ’90 inizi anni 2000… Specie se intorno c’è una scogliera da usare per un assolo di chitarra!

Insomma, molta letteratura fantasy si ripete e si ripropone, un po’ come l’aglio, o la trippa.
E perciò? Perché inventare qualcosa di nuovo? No? Esatto, ecco un bel prologo a un probabile fantasy-rosa** con niente di nuovo, ovvero La storia di Ty, un racconto intriso di cliché, credo.


*Metal, è più forte di me, lo scrivo sempre maiuscolo, ma per pari condizioni faccio così anche con il Blues, il Rock…
**ce ne sono già, temo. Io ho fatto anche presupporre qualcosa di più hard del solio rosa. Un accenno.
***non c’è la nota tre asterischi. Clicka su Ty per leggere oltre



[regolamento]

11 pensieri riguardo “E non dimentichiamo il fantasy

  1. E’ colpa mia, non c’è dubbio: prima o poi riuscirò a leggere in fantasy. Personalmente, non mi schiodo da questo pianeta terra, dall’infinita e inesauribile varietà di fatti, anche miserabili, che riguarda l’umano. Mi piace contemplarne la speranza al di là del quotidiano fallimento

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    1. …ad ogni modo, proprio per renderti ancora meno allettante la storia, puoi provare a leggere il racconto di Ty, che unisce proprio quel che di fantasy al rosa… forse anche un po’ goth. Insomma io ho cercato di ripercorrere tutti i cliché che potevo, proprio per vedere cosa ne usciva.

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    1. Sì, sì, non smetterò mai di leggere fantasy, né di scriverla, ma come sempre ne scrivo a modo mio, cercando di ripercorrere il più trito schema usato fin qui. Tolkien resta un grande, non solo del genere.

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