I videogiochi hanno ucciso i giochi di ruolo cartacei? da Miskatonic Mystery Café

Quesito interessante, tratto da un blog notevole

Per quanto ancora in vita, nessuno può negare che il gioco di ruolo cartaceo non goda di buona salute come negli anni 80 e 90. Certo anche all’epoca si trattava di una passione di nicchia, lontana dai grandi numeri, ma che comunque riusciva a tenere in vita case editrici e, in parte, negozi specializzati. Oggi […]

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20 pensieri riguardo “I videogiochi hanno ucciso i giochi di ruolo cartacei? da Miskatonic Mystery Café

  1. Il fatto è che la società, nonostante il proliferare dei “social”, in realtà propone solo modelli individualistici, anche nel gioco.
    I ragazzi anche se passano una serata insieme, preferiscono usare il cellulare o fare altro, piuttosto che sfidarsi a Risiko e Monopoli.
    Vuoi mettere quanto sia bello vedere e postare filmati su Tik Tok?

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      1. Onanismo… ^_^ oppure una nuova forma di socializzazione, dove il contatto umano (che schifooo) non serve. E’ la vittoria delle aziende tecnologiche su quelle meccaniche, un diverso tipo di consumismo, che non dà più peso alla libertà del primo motorino, poi dell’automobile, ma del primo smartphone con 8 core.. 😀
        E’ solo un diverso modo di essere, dettato da altri, come lo erano le reclame su sigarette, orizzonti sconfinati e moto…

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      2. Mio figlio ha 17 anni.
        Né lui né i suoi amici né i suoi compagni di classe hanno mai espresso il desiderio di un motorino.
        Incredibile, no?
        E non vanno più nemmeno a giocare a pallone, io davvero non capisco.
        Quella era la mia libertà, non di certo quella di stare sui social.

        (anche se devo essere sincero, mio figlio non va sui social, non ha questo tipo di interesse per fortuna)

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      3. Anche io, a 17 anni, non ero interessato al motorino: pensavo alle spese che mi sarebbe costato mantenerlo! XD
        E il calcio non mi è mai piaciuto (in generale, ho avuto scarso interesse per lo sport).
        Comunque, a partire dai 14/15 anni, ho iniziato a uscire di più, in modo progressivo, con l’aumentare di amicizie interessanti.

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      4. Haha, neppure io lo avevo (mancanza di soldi), ma tutti i miei amici lo avevano.

        Comunque era solo per prendere lo spunto e dire come sia diverso il tipo di “socializzazione” attuale rispetto a quella della mia generazione.

        Io socializzavo stando insieme alle persone, ora si socializza tramite uno strumento.
        E quando lo spegni sei solo.

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      5. Io avevo difficoltà a socializzare soprattutto per colpa di una scarsa affinità con la gente che mi circondava – il grosso delle mie amicizie deriva infatti dai miei hobby (associazione di giochi di ruolo, o sala giochi, o altri conosciuti tramite loro).
        Ma certi ambienti nemmeno sapevo esistessero, o non potevo frequentarli, prima dei 18 anni circa, ovvero quando ho iniziato a stringere molte delle mie amicizie.

        Probabilmente, oggi i tempi sono più stretti (per esempio, quando studiavo io alle superiori, non c’era da fare l’alternanza scuola-lavoro, che è un piccolo mangia-tempo) e il furbofono permette di velocizzare certe interazioni tenui che, per piacevoli che possano essere, non sono necessariamente significative, oltre a permettere quelle impossibili per motivi di distanze fisiche.

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    1. Come anche scriversi invece che vedersi o parlarsi. Capita talvolta anche a me: faccio due parole per messaggio con qualcuno, poi la cosa inizia a diventare lunga e dico “va beh dai, vediamoci, o al limite ti chiamo”. E spesso la riposta è “no sono stanco/non ho voglia di uscire/deo fare altro”. Ok. Però poi passiamo il resto della serata a scriverci papiri di testo. Io sinceramente lo trovo insopportabile. Anche perché non ti lascia niente. Non hai ricordi visivi/auditivi di un posto, una faccia, una voce, una serata. Hai il ricordo di scritte su uno schermino. Trovo sia oltremodo malsano.

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  2. Devo ancora leggere l’articolo, ma basandomi sul tutolo, direi: no. 😛
    Videogiochi e giochi di ruolo soddisfano esigenze simili (ma non identiche) in modo diversi, il problema è che i giochi di ruolo risolvono certe situazioni in modi talvolta non molto rapidi e dipendono dalla necessità di avere a che fare con anime affini: se hai amici pigri dal punto di vista dell’immaginazione, non interessati o disposti verso un impegno “fisso” (molti giochi sono fatti per sviluppare una storia che, una volta alla settimana, si svilupperà almeno per mesi, per essere soddisfacente) è sicuramente meglio un videogioco che un GDR ^^

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