Lontano 1999

No, niente serie televisiva dove la luna per un’esplosione si perde nello spazio, ma un vecchio live di una band che all’epoca sfiorava l’apice.


E nel frattempo arrivano le prime considerazioni su Al tavolino del bar. Se non volete leggerle, non espandete il paragrafo qui sotto. Ciò che reputo interessante è che tutti hanno finito il libro in

qualche giorno, chi addirittura in qualche ora. Che sia corto? Ad ogni modo è interessante anche capire cosa emerge. Lo rimaneggerò? No, perché tutti i lettori non è mai possibile accontentarli e comunque il profilo dei personaggi è deciso. Correggerò qualche passaggio perché traballa la punteggiatura e amplierò qualche segmento, ma per ora, giusto questo. Intanto attendo le ultime due lettrici e un lettore, che sono ancora all’opera.

L: “…mah, io non mi sono mai ubriacata. Libro divertente.”

Y: “Lo stile è quello tuo piacevole e scorrevole di sempre, alcune scene sono intriganti e non ho niente da dire, ma mi restano delle criticità che non comprendo, forse perché non sono io il target del romanzo: ci sono diversi capitoli ‘vuoti’ che toglierei, addenserei in altri o riempirei dando loro dignità. Il baretto secondo me è troppo poco usato, le cameriere potrebbero e non fanno, e la spa, per fare un altro esempio, mi sembra un punto un po’ vuoto.
Poi Daniela sa cosa si fa in quelle feste o no?
David non ritorna piú nonostante lei abbia scelto, per il momento Dario?”

S: “Sono perplessa. Il racconto bellino. Ma Nicoletta è troppo brava per il suo ruolo. Secondo me, in crociera avresti dovuto osare di più.. (dopo il festino, o ti fermi, o cresci di intensità, altrimenti deludi le aspettative del lettore).
Bella l’idea del set [fotografico ndr], ma c’è troppo perbenismo.. Un applauso sincero a Nicoletta per come ha gestito la situazione. Comportamento esemplare, ma non adatto ad un racconto erotico.. (e poco romantico per una storia d’amore).”

S ha anche scritto altro, ma poiché contiene spoiler avverto, saltate al prossimo, oppure leggete qui sotto

“Perché non provi invece a fare un confronto col primo racconto [prima parte del libro ndr] che, secondo il mio modesto parere, funzionava..
Nel primo c’era un “obiettivo” da raggiungere. Fin dalle prime pagine si capisce che Nicoletta sta andando in contro a qualcosa di grosso..
Il resto vien da sé: il giusto compromesso tra curiosità ed eros (mai volgare), ti porta inevitabilmente a scoprire la fine del racconto, dove trovi sia la parte intrigante del festino, che il finale romantico..
Recensione: intrigante, non banale, erotico, non porno. 5 stelle
Nel secondo [seconda parte ndr] percepisco una Nicoletta che ha voglia di fare sesso, incontra un amico ed approfitta…
Descrizioni ottime e precise come sempre (sembra scritto da una donna e su questo rinnovo i miei complimenti), ma come lettrice non mi basta!
Intuisco il resto del racconto: Nicoletta si incontrerà con qualcun’altro.. E ci va a letto.. Descrizioni precise, doccia, qualche dubbio, lo racconta all’amica poi va con un terzo di cui forse si innamora.

F#1: “Libro finito, interessante, scritto molto bene. Niente da invidiare ai ’50 sfumature’ e ai ‘Il colore di’”

F#2: “Grazie ancora per Nico, la tengo in libreria con gli altri libri sull’atomica, di tanto in tanto ci farò due chiacchiere e mi farò raccontare qualche avventura. L’ho aperto a caso e ho letto qualcosina.”*

M: “Ma è un porno? Comunque a me piace”

S: “Certo che scorre ed è anche accattivante, infatti l’ho letto tutto di filata, sinceramente l’inizio mi è sembrato un po’ blando ma si è rifatto subito proseguendo il racconto.
Il tutto è anche molto attuale e realistico, sia come linguaggio che come ambientazioni che, a tratti, ricordano varie vicende accadute nel tempo o viste in qualche film che riguardavano vari aspetti del sesso e delle sue varie dinamiche.
Purtroppo la preferenza del sesso fine a se stesso continua ad essere molto in voga, io sono vecchia quindi la penso diversamente, ma è una realtà.
Mi è piaciuto molto il tuo affrontare appunto le varie forme del fenomeno, la spregiudicatezza e comunque la predilizione per un rapporto che, comunque, va oltre il solo sesso.”


*è alla seconda lettura, prima digitale, poi cartaceo.

11 pensieri riguardo “Lontano 1999

    1. Una cosa però credo, in base a quello che ho letto e a quello che mi avevi detto, che per scrivere un vero “porno” bisogna in un qualche modo “sporcarsi” nel senso di saper usare un linguaggio anche volgare e di raccontare le cose in un determinato modo, cosa che, sinceramente, per un “signore” come te vedo molto difficile….

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      1. In realtà il gergo tra i personaggi è più esplicito, tuttavia nelle descrizioni avrebbe avuto poco senso, e poi voleva essere una cosa diversa dal solito.
        PS.: grazie 10.000 per avermi definito “un signore” 🙂 🙂 spero di esserlo

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    1. In effetti, per come è stato concepito il racconto dal suo esordio (40 pagine) si è popolato di personaggi (conoscenti, colleghi, amici, parenti) e quindi aggiungere episodi comunque connessi alla trama principale è abbastanza facile.
      Il fatto è che nessuno prenderebbe mai sul serio uno scrittore, uomo, che oltretutto non vuole spingere più di tanto sul gergo spinto, ma rimanere sul: si ok, si capisce cosa stanno facendo… insomma, ci sarebbe da impegnarsi e dovrei vincere parecchie resistenze.
      Lo stile poi è sempre migliorabile, anche se è cresciuto molto (mi auto incenso)…
      A ogni modo, c’è pronto anche il seguito. Vedrò questa estate quando forse avrò più tempo libero, forse!

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      1. Non sono molto d’accordo su un punto. Snaturare il proprio stile per andare incontro al pubblico talvolta è controproducente, quanto meno per lo scrittore. Lo scorso anno ho lavorato all’editing del nuovo libro di una mia carissima amica, era disperata dalle imposizioni della sua precedente editor che cercava di mandarla in direzioni che a lei non interessavano in nome di una presunta maggiore vendibilità, ma alla fine si evinceva da ogni frase che le parti imposte stridevano perché forzate.
        Un conto credo sia mettersi alla prova come scrittori, un conto è tirare troppo.

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      2. Sono d’accordo, e non lo faccio mai. Anche perché non mi riuscirebbe. Scrivo e penso in un modo, e anche se i personaggi fanno cose che non farei, senza dubbio scriverei come mi piace (e come mi piacerebbe leggere).
        Questo racconto è il primo che ho studiato a tavolino nel senso che ho intervistato una dozzina di amiche e amici. E’ stato buffo vedere come le ragazze si siano aperte e abbiano descritto in maniera scientifica le loro passioni (è quasi un ossimoro).

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      3. E’ comunque un esperimento interessante. Noi lo abbiamo sperimentato la scorsa primavera quando ci siamo trovate travolte dalle domande per il Q&A … quando di scrivo per mandarti l’indirizzo se ti fa piacere ti mando il PDF del libro. E’ solo in e-book per cui o hai la funzione kindle Unlimited e lo puoi leggere tutto o ti lascia leggere solo l’anteprima.

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      4. Ok. Allora quando ti scrivo l’indirizzo ti mando anche il link (che comunque trovi nell’ultimo articolo pubblicato perché da l’accesso diretto al mio account di Amzon) 🙂

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