L’aspiratore portatile

Ovvero il fante di picche
Acquistato nuovo ma a sconto, prelevato dallo scaffale del grande magazzino, oppure ricevuto in regalo a Natale, l’aspiratore portatile fa la sua prima comparsa un mattino freddo (ma non troppo) e subito palesa le sue qualità.
Il tavolo è pieno di briciole di una colazione di festa: panettone, biscotti al cacao, pasticcini, perfino qualche pizzetta e una focaccia al prosciutto, hanno lasciato tracce del loro essere state lì, sul tavolo.
La batteria dell’attrezzo è carica, il led indica lo stato di ready, si schiaccia il bottone e… un tenue vvvvv si ode nell’aria, un flebile risucchio si palesa alla bocca d’anatra del potente (si fa per dire) aspiratore, ma le briciole non si muovono. Le briciole restano sul tavolo, per nulla smosse da affetto per l’aspiratore, per nulla convinte dal flusso canalizzatore inesistente, a seguire il percorso verso l’interno dell’elettrodomestico.
Attimi di perplessità, dubbi di avere settato la modalità giusta, ma niente, i risultati tardano, nessun granello di pastafrolla si è avvicinato al suo destino di finir catturato.
Dopo pochi secondi l’oggetto viene spento, si toglie a sacco la tovaglia e la si scuote a terra, dove ramazza e paletta fanno il loro duro e sporco (ma efficace) lavoro di raccolta.
L’aspiratore? Ancora intonso e certo senza traccia di briciole nel suo capace contenitore interno, finirà tra i “regali potenziali per altri”. C’è sempre un aspiratore portatile che vi ritorna dai regali degli altri, un po’ come il fante di picche in certi giochi di carte.


(in realtà gli aspiratori post 2018 funzionano molto meglio, ma si sa, i fanti di picche girano da tempo)

24 pensieri riguardo “L’aspiratore portatile

  1. Sarà stato il Fante di Picche (perché le carte hanno sempre avuto su di me l’impatto di un asteroide emotivo, con tutto i loro carico simbolico, di metafore dell’umanità disciplinata a e perennemente in guerra di classe) o l’evocativo “ flusso canalizzatore” da te citato nel racconto, ma mi sono davvero emozionato e crogiolato in questo divertissement letterario, perché in fondo ho amato che tu abbia scelto uno dei tanti balocchi da tecnologia di consumo di basso profilo (la provincia periferica della tecnologia) per cantare l’ascesa ed il declino di questi anonimi campioni del vastissimo pianeta-discarica di oggetti useless che ci fanno compagnia nella loro (e nostra di acquirenti) dabbenaggine…

    Ma, mi chiedo…

    E se anche noi fossimo un po’ tutti dei piccoli aspiratori portatili poco funzionanti? Un’umanità che si dimena senza creare troppa energia e senza muovere in modo davvero sensibile l’indicatore analogico dei joule di energia intellettuale, sempre in bilico tra il numero anonimo che ha solo valore statistico ed il pezzo del puzzle il cui incastro non è sostituibile.

    Oppure se lo scopo di alcuni aspiratori non fosse quello di aspirare le briciole, ma di essere semplicemente scartati e messi in azione, creando fastidiosa zavorra, come quei sacchi di sabbia che trattengono le mongolfiere a terra finché non ce ne si libera… Che mondo bizzarro sarebbe questo, governato da una tendenza alla piattezza che scaturisce da milioni di baby-universi di materia oscura, per noi assolutamente invisibili, ma che influenzano tutte le nostre azioni, rallentando i nostri processi come un trojan di un pc in scala planetaria…

    Che poi, mi sarebbe bastato farti tantissimi auguri, maestro!

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    1. Credo che certa tecnologia sia la punta dell’iceberg del nostro essere effimeri… in un certo senso hai colto un mio strano epitaffio a ciò che la società tecnologica semina, e spesso non raccoglie.

      Ricevere auguri di questo tipo è molto molto importante

      Piace a 1 persona

      1. Ad ogni modo, tornando sulla tua considerazione, ciò che era importante cogliere è proprio questo senso di inutilità di certe cose, del progresso che le genera e le fa invecchiare l’attimo dopo, e del concetto di “si fa perché si può fare, non perché serva”.
        Ed è già il 2 gennaio 2021, e nemmeno ce ne siamo accorti, o quasi.

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