Frazione

Abitava in una frazione, 16/9, ed era tutto un programma, perché andò a lavorare in televisione, dietro lo schermo quindi, un lavoro un po’ piatto. Ben remunerato, tuttavia.
Se ne andò presto, non appena capì che quel lavoro era irrazionale, ma lui invece preferiva qualcosa di periodico, qualcosa che gli ricordasse le origini. Capitò per caso nella redazione di un settimanale, ma alla fine preferì darsi al mensile, visto che lo stipendio arrivava una volta al mese.
Ora è da qualche parte con la sua fidanzata, insieme lavorano per il circo, lei una performer in un numero complesso, lui in contabilità.
Chissà forse staranno insieme tutta la vita, o forse la loro sarà una breve parentesi.
Prima o poi sapremo la storia integrale.

28 pensieri riguardo “Frazione

  1. La complessità dei numeri composti (come 16 che porta con sé il fardello di essere un 2 alla quarta o un 9 che è poi un 3 alla seconda) all’opposto della (romanzesca) solitudine dei numeri primi, ci racconta storie e ci mostra, grazie alla tua pazza penna, come l’aritmetica (cosa ben diversa dalla matematica) ci possa mostrare la vita di una coppia che si arrabatta in lavori a stipendio variabile, settimanali (come la famosa rivista di enigmistica) o mensile (come il suo supplemento), tra i decimali ripetuti (come i 7 di quel 1,77777778 che esce dal 16/9), con uno stile che per qualche strana circonvoluzione della spirito sembra preso da un plot di un film di Tim Burton, forse per via del circo e non mi stupirei di un sequel, con la nascita di Pi Greco, bellissimo e sorridente bambino, amante dei cerchi e silenziosamente potente.
    Leggerti è sempre una bellissima esperienza, maestro ed anche un gioco.

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    1. Troppo buono con me, come sempre, ma apprezzo. Apprezzo soprattutto che tu abbia colto le (folli) relazioni tra numeri ed eventi.
      L’idea mi era venuta già da qualche tempo, da quel modo di dire: “abita in una frazione” che sento sempre, e allora ecco che il caldo, o all’opposto il suo non – freddo, hanno fatto il resto.

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      1. Sì, e spero di non guarire! 😀
        Mi fa lo stesso effetto la parola “spesso” che io associo allo spessore. Quante volte vai nel tal posto? Mah, spesso… e a me viene in mente: sì, mezzo metro!
        Secondo me è qualcosa di ereditario 😀

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      2. Ogni riferimento è puramente voluto?
        So che non dovrei farlo, ma lo farò. Qualche tempo fa, non molto in effetti, con Ysingrinus è nata una discussione senza alcun riferimento, pensiero libero appunto. Volevamo arrivare a più di mille botta e risposta, e alla fine ce l’abbiamo fatta. Ne è nato un libro di boh, forse è troppo chiamarlo libro? 100 pagine di pensieri…. non se l’avevi visto. In realtà non te lo volevo segnalare, perché è una vera perdita di tempo, poi però mi son detto, le perdite di tempo, non sono forse comunque interessanti?
        Beh, comunque è qua https://ilperdilibri.wordpress.com/2021/06/23/conclusioni-iniziali-vede-la-luce/

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      3. In realtà me lo avevi segnalato a suo tempo ma era un momento particolare (in parte lo è tuttora) e non riuscii ad approfondire…
        Dal punto di vista del leggere e dello scrivere sto vivendo una fase che potrei eufemisticamente definire bipolare…

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      4. Ti capisco, quello è stato, proprio per sua natura, l’ultimo mio scritto lungo (anche se è costituito da frammenti) perché ultimamente non ci sono più nemmeno i secondi da dedicare alla scrittura creativa.
        Mi ricordo (ora) di avertelo segnalato (perché la memoria è fatta per dimenticare e ricordare quando è già passato il tempo utile) vero.
        Scrivere prende energie, le energie vanno ricaricate. Non è mai banale scrivere.

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      5. Per altro, anche quando da bambino sentivo mia nonna canticchiare “Maramao perché sei morto, l’insalata era nell’orto…” pensavo sempre ad un fatto delittuoso e poi che Maramao fosse in realtà un signore dal nome “gattoso” mi sembrava a suo tempo più verosimile di un gatto vegetariano…
        Chi aveva ucciso Maramao?
        Forse la pubblicità o l’industria del caffè?
        E con questo commento, dopo la dignità, ho anche distrutto qualsiasi coerenza nel parlare del tuo racconto e non dei fatti miei!!
        Sorry

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      6. E già, anche se il compianto Battiato cantava “le pareti del cervello non hanno più finestre” in realtà qui tutto fugge via!
        Una “sciolina cerebrale” che nemmeno un campione olimpico di slalom!

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