Sulle particelle elementari…

Non potevo non segnalare questa notizia, invero già presente da qualche mese su lescienze.it.
Sempre più la scienza scopre gli elementi costitutivi della materia, ecco spiegato come fa il mondo a riempirsi di minchioni, le quasi particelle che generano minchionaggine.
Tutto sommato, con le mie teorie sugli sguardoni e sui dubbioni postulata nel lontano 2008, e con la scoperta dei minchioni, particelle emesse da individui dotati di scarso acume, che rinvenni in alcuni esperimenti condotti nei laboratori che all’epoca bazzicavo, fui un precursore. Forse arriveremo a dimostrare l’esistenza dei pantaloni e degli anti-pantaloni?  Si penserà che quello che sto dicendo è esso stesso frutto di troppe particelle di minchionaggine? Basta dare un’occhiata all’articolo qui sotto …

https://www.lescienze.it/news/2021/04/13/news/quanta_proliferazione_quasiparticelle_materia_luce_polaroni_magnoni_buchi_neri-4916721/
I polaritoni, quasiparticelle a metà strada tra luce e materia, emergono in un reticolo simulato di particelle portato a pochi gradi sopra lo zero assoluto (© Alexander Dreismann)  Il numero delle entità simili a particelle che emergono spontaneamente e manifestano proprietà esotiche è cresciuto rapidamente, tanto da far sorgere il dubbio che anche le particelle fondamentali appartengano a questa singolare categoria, e siano solo dotate di una maggiore stabilità rispetto al loro ambiente. Ecco alcuni degli esempi più curiosi e potenzialmente utili di quasiparticelle …

Altra domanda, ma l’antibagno, a contatto col bagno, si annichilisce? Potrebbe generare un buco nero?

27 pensieri riguardo “Sulle particelle elementari…

  1. Navigando nel liquido quantistico chiamato mare di fermi, ciò in cui immergiamo gli ipotetici remi non è acqua ma una distesa di fermioni, anzi di levitoni e sono sodale con te, Greg, nel sentire la splendida affabulazione portata nella nostra lingua dall’elenco delle quasiparticelle note, una sorta di club esclusivo ed alla moda, dove per altro ha fatto il suo ingresso anche il vecchio e caro elettrone , dato l’ingarbugliamento del suo stato di entangled, che da tempo lo ha spostato dalla sua vecchia posizione di particella, a quella nuova e molto più glamour di quasi particella.
    Insomma, siamo andati avanti ed ora la quantistica è la base di partenza (non solo in Star Trek, come dice l’articolo che hai linkato) per ogni nuova frontiera e teoria ed è così che ci siamo un bel giorno svegliati circondati dai vari Spinoni (una quasi particella canina separatasi dal canile dell’ elettrone), Solitoni (consuete quasiparticelle sempre impegnate in comportamenti ripetuti e prevedibili), Qualinquoni (noti per i loro commenti banali), Polaroni (quasiparticelle congelate a vari gusti da leccare), Plasmoni (quasiparticelle da sciogliere nel latte dentro il biberon), Magnoni (quando scendono in campo loro, tutte le altre nascondono le loro merende), Libroni (praticamente delle quasiparticelle bibliotecarie), Frattoni (entità drogate dalle gambe rotte) e Bipolaroni (quasiparticelle dal comportamento imprevedibile, possibili a scoppi di rabbia con repentini cambi d’umore e momenti di euforia).
    Per altro è noto che il segreto di come si spostavano i Navigatori della Gilda è basato sul concetto di Camera ed Anticamera (anni luce percorsi nel tratto dal bagno al tinello).
    Okay, questo commento è forse un po’ troppo specialistico, perdonami

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    1. Questa tua lunga risposta ne merita una veramente approfondita, vediamo se riesco…
      Qualche tempo fa cercavo un nuovo atlante del cielo, o dell’universo e via discorrendo… è una mia mia piccola quindicinale tradizione, diciamo così, ne ho alcuni, è un po’ un retaggio del bambino che c’era in me e voleva capire (pur non capendo)… Ho provato a scartabellare cataloghi, guardare sui negozi online, nei siti di vendita generalisti, insomma alla fine ne compro uno che (dovrebbe) viene da una società che si presume dia garanzie. E niente, 300 pagine di foto che potevo scaricare benissimo dai siti di Nase e Esa, un sacco di “abbiamo fatto qua, abbiamo fatto là” e poi spiegazioni che non mi avrebbero soddisfatto nemmeno a 12 anni.
      Quindi? Quindi forse la scienza è davvero diventata una “roba che ti devo spiegare facile, sennò non ti frega niente e guardi altro”? Sì ma a che pro? Cioè, è sempre un andare verso il basso per venire incontro al lettore?
      Ma com’è che i primi atlanti spiegavano a grandi linee (divulgavano?) le scoperte scientifiche, le formule utilizzate dai fisici e dai matematici per ipotizzare, e quelli di ora sono del tipo “caro bambino scemo, guarda la fotona degli anelli di Saturno e oooh come sono belli vero, è g h i a c c i o, scandisci con me le parole, bambino scemo: g h i a c c i o!”.
      Ma siamo davvero così pieni di particelle minchioniche?

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      1. La tua non-risposta (perché lo sai, vero, che tu NON hai risposto al mio commento così come io NON avevo commentato il tuo post?) lunga merita una risposta breve (questa che ho appena dichiarato non è consecutio logica ma ingannevole fallacia, giacché non sarà breve): questo tipo di apparente minchionaggiane a cui fai riferimento per la moda corrente di “abbassare” il livello della comunicazione verso il basso ha in realtà una valenza di marketing, giacché in un mondo globalizzato dove le news sono merce da vendere, la divulgazione segue le regole della pubblicità e quindi anche gli scienziati seguono due livello linguistici, in cui il primo (esoterico e specialistico) è rivolto ai colleghi di settore e non arriva al grande pubblico, mentre il secondo è la versione for dummies del medesimo argomento scritta nella vulgata social, così accade per i tuoi atlanti celesti o per il buon Raffaelli che con i suoi completi casual e ciabatte da frate finlandese spiega in tv che il tempo non esiste a persone che in realtà non riescono nemmeno a capire la matematica di base.
        È il mercato, signora mia, senza mezze stagioni, senza zone grigie, dove tutti devono sapere tutto senza capirlo, dove Peter Higgs è un attempato gentiluomo inglese che va a passeggio nei parchi cittadini, con a guinzaglio il suo
        Bosone di razza scalare e massiva, raccogliendone le deiezioni in un apposito spacchettino.

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      2. I viaggi interstellari cominciano dalla mente delle persone che li pensano, che siano realizzati fisicamente con veicoli di qualche tipo, automatizzati o abitati da umanoidi, oppure postulati da formule matematiche, come per esempio quelle che descrivono la materia e le sue più recondite, piccole e apparentemente insignificanti, parti. Divulgare cosa si trova, e cosa si prova, nel verificare che una certa formula, una teoria, ha fondamento anche empirico, deve essere come mettere piede su di un altro pianeta, e anche in quel caso, è come un piccolo passo per un umano, un grande passo per l’umanità.
        A volte cominciano anche dalla fantasia, e senz’altro sono sorretti dall’impalcatura delle parole che li descrivono, quindi neologismi, quindi modi nuovi di individuare con dei segni dei significati, tuttavia… a volte bisognerebbe capire che si espone il fianco all’ironia. E’ anche vero che i primi a essere ironici sono proprio gli scienziati più brillanti…
        Riguardo i navigatori della Gilda, il riferimento era stato colto, come non potevo, anche se io (ancora) lo immagino con quel mix di tecnologia un po’ cyber un po’ steam un po’ verne dei tempi che furono.

        Forse non risponderò mai bene al tuo commento, perché in questo periodo vivo una sorta di scollamento tra il tempo, il mio tempo e il tempo mio, e le tue frasi (come sempre) scatenano in me pagine e pagine di storie e visioni, tanto che non basterebbero ore a rispondere, ore che in questo momento non ho… Avrei bisogno di Scotty che moltiplica per quattro quanto tempo occorre per una riparazione, poi ci mette un sesto del tempo.
        Oppure di poter dilatare il tempo… e questo magari mi riesce.

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      3. Ci ho persino messo più del solito per risponderti, da tanto che mi è piaciuta questa tua risposta al mio commento, amico mio! Quindi sappi che non solo hai risposto perfettamente al mio non-commento (non-qualcosa / non-compleanno / Alice in Wonderland / Lewis Carroll / Matematica / Fisica quantistica / Stregatto / principio di indeterminazione di Heisenberg… Ma anche, in un’altra directory, quella fumettistica, del personaggio del killer di cui il protagonista del capolavoro di Miller e Sienkiewicz “Elektra Assassin” non ricorda il nome, che assomiglia a “Monday” ma non è Monday ed allora lui lo chiama “Non-Monday” perché non è qualsiasi nome ma un nome che non è Monday ma in qualche modo lo ricorda), m hai aperto altre porte ed altri corridoi e si, penso che tutte le grandi invenzioni e teorie e scoperte, fisiche e metafisiche, scientifiche ed artistiche nascono comunque in una zona argentea dove la luna si specchia e si ribalta e come dice il poeta Knott/Gearud le sue caverne escono e ci inghiottono.
        Così leggo le tue riflessioni ironiche ed i tuoi scherzi lessicali e penso all’affabulazione di una forma che diventa carnevale (leggasi ribaltamento) di significato, sul codice doppio dell’ironia e così penso al tempo come assenza ed al significato del ritenere l’esistenza sussidiaria dell’osservazione e da lì poi scendo quando leggo e vedo tutto, dai film, ai libri, ai quadri..
        E poi that’s all folk!
        P.S. I bozzetti preparatori di Dune, a proposito dell’infinita affabulazione…
        Non è finita Gianni, mai.

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      4. Sulla conclusione: Non è finita, mai, sono d’accordo. Non è finita mai, è il bello di vivere in un mondo con tanti orologi che misurano il tempo, che però non esiste se non in rapporto ad altro.

        Saltando di palo in frasca, ma sai che Elektra l’ho sempre snobbato? Colpevole di aver sempre preferito altro, nel momento di scegliere quale serie a fumetti acquistare, al grido di “ma sì, lo compro la prossima volta che passo”… Devo rimediare.

        Dune: come fare senza… 🙂

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      5. Per correttezza, su Elektra mi riferisco proprio alla miniserie prodotta come un graphic novel e non alla storyline (sempre ottima ma con i limiti della serializzazione) apparsa sui numeri della serie regolare Daredevil nel periodo in cui veniva gestita da Miller e Mazzucchelli: in realtà sono poi due le graphic novel essenziali su Elektra, appunto “Assassin” e “Lives Again”, quest’ultima interamente scritta è disegnata da Miller ed anche uno dei capolavori della nona arte in modo insindacabile.
        Debbo tuttavia confessarti un mio errore marchiano: la serie di vignette da me citate in cui Miller fa mettere al protagonista la sua definizione di “non-monday” per il killer di cui non ricordava esattamente il nome non è in “Elektra Assassin”, come ho erroneamente scritto, ma nell’altra graphic novel della stessa coppia di autori ed uscita nello stesso periodo sempre con eroe positivo Daredevil ovvero “Love and War”…
        Scusami profondamente… Odio queste inesattezze nelle fonti!

        Dune, opera somma, imprescindibile.

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    1. La cosa buffa è che sia io che Gianni da sempre amiamo la fisica ma non possiamo resistere alla tentazione di scherzarci sopra, ogni volta, immancabilmente!
      Tra l’altro l’elenco dei nomi italiani delle quasiparticelle è pazzesco: sembra scritto da uno sceneggiatore di Disney Italia, di quelli che creano storie con Zio Paoerobe che parte in qualche viaggio misterioso insieme ai nipoti…
      Notte notte!
      Simpati…CONI è bellissima!!

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      1. E si, magari fossimo due “fisici”… Siamo solo appassionati e Gianni molto più di me…
        La mia voglia di restare. ancora oggi in contatto con le novità della fisica mi nacque ai tempi delle medie, quando, mentre ero in punizione dentro la biblioteca scolastica per non aver consegnato i compiti assegnatemi per le vacanze e non avendo lì da solo altro da fare, presi da uno scaffale un volume dalla attraente copertina blu con un bel disegno in copertina di due cupole abitative sulla superficie di un pianeta cominciai a leggere il mio primo libro di fantascienza, un autore italiano fra l’altro: parliamo della cosiddetta sci-fi classica o ortodossa ovvero quella dove serie basi scientifiche sono usate per proiezioni di fantasia e che infatti era per lo più un tempo scritta da veri fisici, matematici ed astronomi (come appunto furono personalità come Isaac Asimov e Arthur Clarke, al quale si deve il soggetto del leggendario film di Kubrick 2001)…
        Per il resto la mia formazione è assolutamente umanistica e borghese (liceo classico prima e lettere e filosofia poi), ma non ho mai perso la fascinazione per l’infinitamente grande del cosmo e l’infinitamente piccolo delle particelle subatomiche…

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      2. Questa è una storia bellissima!! Quando si dice le punizioni … in questo caso è stata un bene direi!. Di che libro si tratta? Io purtroppo dagli indizi non riesco a indovinare. Pensa che in realtà non ho ancora letto nemmeno Asimov e Clarke shame on me!
        Molto particolare la tua passione per le particelle subatomiche da base classica e filosofica! Sicuramente hai un punto di vista del tutto peculiare.

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      3. Ah, non avresti potuto indovinare nemmeno se tu fossi stata una vera appassionata, perché è un libro assolutamente minore, che per solo per me ha una speciale valenza nostalgica legata al suo essere stato il primo libro ad avvicinarmi al genere, ma non lo consiglierei a nessuno come lettura oggi!!
        Trattasi di “Allarme: Raggi Gamma!”, con tanto di punto esclamativo nel titolo, di A. M. Ferretti, romanzo perso nei meandri del collezionismo vintage…

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      4. Sono daccordissimo!!!
        Non solo il tempo è relativo e diverso per ciascuno di noi (giusto per rimanere nel campo della fisica) ma anche l’emozione ed il gradimento di un’opera lo sono…
        Insomma, se c’è proprio una cosa che la fisica quantistica ci insegna è che ogni cosa esiste ed ha significato se qualcuno la osserva, che è un po’ come dire che nulla esisterebbe da solo per se stesso ma solo nel rapporto con gli altri, il che secondo me è anche ciò che qualifica gli esseri umani ovvero ciò che siamo acquista valore quando gli altri ci notano ed interagiscono con noi… Ma adesso sto diventando terribilmente noioso!
        Perciò grazie di cuore della gentilezza con cui mi leggi e buona serata!!!

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