Al buio


Al buio

Quando ero bambino ricordo che eravamo poveri. Anche dopo, in realtà, ma questo poco importa.
Frequentavo la casa accanto alla mia, quella di coloro che ci avevano venduto l’appartamento. Loro avevano il piatto e l’impianto hi-fi.
Il nostro divertimento? Ascoltare dischi in vinile e stare così, a goderci la musica.

D’inverno, capitavano i temporali, di quelli forti che facevano saltare la luce.
Mica riparavano il guasto subito; no, non era possibile.
Quindi, candele e basta, niente cartone in tv.
Per andare in bagno avevo paura, mi accompagnava la mamma.
I padri andavano al lavoro, stavano finché c’era la luce naturale. Mamme e figlioletti in casa, ci si riuniva con i vicini e si stava a parlare, tutti quanti accanto alla stufa a legna, mentre un pentolino borbottava.
Le mamme parlavano con tono sommesso, quasi a non disturbare il buio imposto.
Noi ragazzini si giocava a carte, tutto il pomeriggio così, fino a sera quando rientravano gli uomini dal lavoro.
Il buio accomunava, sospendeva tutto.
Non era un limite, piuttosto un’occasione per ritrovarsi di più.
Il buio, una libertà più intensa.


Racconto di Rosario Galatioto.

9 pensieri riguardo “Al buio

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