Al tavolino del bar


Al tavolino del bar, versione preliminare.

Le normali e non normali vicende sentimentali e anche fisiche di Nicoletta. Da sola già da qualche anno, uscita da una storia di quelle destinate a concludersi col matrimonio, si apre a nuove esperienze, e le affronta con uno spirtito di cui non sospettava l’esistenza in lei.

Genere.: come detto qualche tempo fa, volevo esplorare il genere rosa\rosso e vedere che cosa ne veniva fuori. Seguirà un progetto editoriale? No, quasi di sicuro no, è un gioco, allora forse sì. Il libro è disponibile? No. L’ho spedito solo ai lettori-cavia, e non ne saranno stampate altre copie. In un futuro prossimo chissà, forse… Se qualcuno lo pubblica. O sennò anche nulla.

La cosa divertente è stato scriverlo, inventare le storie (o cumunque trarle da vicende realmente accadute) e parlarne con vari personaggi, sentire le loro esperienze. Diciamo che la fase di raccolta informazioni, che si dovrebbe fare sempre quando si tenta di scrivere un romanzo, è stata davvero interessante, come interessanti sono le prime impressioni ricevute da chi ne ha letto le prime versioni e la definitiva che vedete qui sopra!

27 pensieri riguardo “Al tavolino del bar

    1. Quasi mi ero dimenticato, ci sono anche alcune interessanti recensioni… fatte dei lettori della versione definitiva…

      Lontano 1999


      Per essere un gioco… 😀
      Mi è toccato farne una mini serie e regalarlo in giro, ora stavo pensando a renderlo scaricabile in ebook e in cartaceo ma sotto falso nome…

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      1. Sei un genio! davvero per essere un esperimento sembra che sia riuscito piuttosto bene.
        La faccenda dei nome de plume a noi rischia sempre di prendere la mano.
        Ne ho uno per gli articoli da strega, uno per i romanzi storici e il mio per i lavori di editing… una follia ^_^

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      2. In questo caso lo userei perché leggere di una protagonista donna, descritta da un uomo che perdipiù ha scritto fantasy e fantasy con protagoniste streghette… magari fa storcere la bocca. Non vorrei, ma alla fine sarebbe l’unica soluzione. Quelli andati in regalo, invece, sono col nome ufficiale.
        Se davvero ne vuoi una copia… ne avevo stampate un paio in più.

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      3. Mi farebbe immensamente piacere, lo sai che adoro il tuo modo di scrivere.
        Al di la di tutto trovo comunque interessante l’approccio della visione maschile sul mondo delle donne. Sarebbe come dire che in quanto donna non possa avere personaggi maschili…

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      4. Una donna che scrive di uomini (visto che il rrapporto lettori\lettrici è 1 a 4) viene scusata di più, e soprattutto può permettersi di stigmatizzare la differenza (in peggio) degli uomini rispetto alle protagoniste.
        Nei gialli nordici e thriller nord-europei va di moda il maschio fannullone nella coppia, dove la protagonista sta divorziando e\o si comporta come adulto tra i due.
        Può darsi che rifletta la società, non dico… Probabilmente è così.
        Ma se scrivessi (uomo) il contrario, finirei nel tritarifiuti! 😀 😀 😀

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      5. Che ne sai tu di con chi cianciano quelle 20 persone? Magari con la mamma, della figlia, della sorella, della zia, della nonna di una tizia che ti conosce come scrittore di libri per ragazzi e grida allo scandalo sulla prima pagina del NewYorker

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      6. Le due teorie: che una farfalla faccia scoppiare una guerra e che un albero che cade nella foresta non fa rumore. Quale vincerà? 😀
        E comunque io spero che il libro, in quanto cartaceo, in qualche modo venga prestato e viaggi. E’ un piccolo grande successo, perché vuol dire che piace.

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      7. Carini i libri viaggianti! Lo presterò alle mie amiche, quelle streghe e quelle non streghe… aspetta! Io non ho amiche non streghe. Finirai in mezzo alle diatribe della congrega?
        Ops

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      8. Ahahah perché no? In fondo il dibattito, il dialogo anche acceso, sono una vera manna e poi, considera anche l’approccio da cui nasce quel libro, ovvero una specie di mia decodifica del mondo sentimentale, personale e sessuale di una donna, cioè quanto (io credo) è più lontano dal me persona.

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      9. Sì, assolutamente sì, anche perché voglio sviluppare e quindi fare intraprendere ad Emma un percorso magico di un certo tipo, quindi la risposta è sì. Tra l’altro mi piacerebbe fare progredire Emma verso una sua integrità e “deontologia professionale”. …E poi perché ormai le idee ci sono e vanno solo messe in fila 😉

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