Aprire agli sconosciuti


Aprire agli sconosciuti

Suonano alla porta, una, due, tre volte. Andrea chiude il rubinetto della doccia, esce scalzo, bagnato, con indosso l’accappatoio -quello che usa in casa, non quello con cui va in palestra- e va a vedere chi c’è alla porta.
Sul display del citofono si vede solo la punta di un cappuccio e un bastone ricurvo.
-Chi è?- domanda svogliato, già immaginando la risposta “dolcetto o scherzetto”.
-Aprì, sono qui per te-
La voce è roca profonda, femminile. Non è una voce da bambina.
-Ma chi è? Che vuoi- dà del tu, agli scocciatori si dà del tu.
-Sono qui per te, apri, tanto è inutile, entrerò comunque, ma così evitiamo perdite di tempo, e problemi-
Andrea è tentato di mandare a quel paese la visitatrice indesiderata, ma tace, sbuffa, e si limita a riagganciare il citofono.
Sta per tornare in bagno per finire la doccia, quando con la coda dell’occhio vede il display illuminarsi ancora. La cornetta è agganciata, nessuno ha suonato, il display si è acceso da solo, e mostra la strada vuota, e poi scariche e righe disturbate. È di nuovo buio, spento.
Giusto il tempo di avere un minimo di timore e il ragazzo sente bussare alla porta.
-Allora apri o no?-
La stessa voce. È già lì? E come ha fatto? Dal portone esterno fino al suo appartamento ci sono cento metri di parcheggio e quattro rampe di scale, come ha fatto?
Andrea si azzarda a guardare dallo spioncino, stessa storia: la punta di un cappuccio, adesso lo vede a colori ed è blu scuro, e un bastone ricurvo.
-Sei dietro la porta, apri e facciamola finita-
-Ma che vuoi da me? E chi sei poi?-
-Ti ricordi quando avevi sedici anni e dicesti che avresti dato tutto per il successo? Ti ricordi quella tua amica che diceva di essere una strega e che ti chiese se poteva aiutarti?-
Andrea riflette, ripensa alle superiori, al cortile, al liceo, a lui appoggiato allo scooter e all’amica, non ne ricorda il nome, ma che era strana sì. Diceva di praticare la magia occulta.
-Ah, bravo, vedo che te la ricordi. Bene ragazzo mio. Ricordi la promessa? Ricordi la richiesta? Chiedesti fama, e l’hai avuta e ora sono qui per riscuotere-
Andrea si allontana, stavolta spaventato, dalla porta. Si guarda intorno, ci sono i due dischi di platino, le foto della tournée.
-Sono qui per te, se apri con le buone sarà veloce, sennò entrerò comunque, e sarà- la donna, creatura, incubo, prende una pausa, abbassa il tono della voce e conclude: -e sarà più lento. Non ti piacerà-
Che fare? Si domanda lui, aprire?
-Conto fino a tre. Uno, –
Che fare? Ora è nel panico
-Due-
Apre, e non può credere a ciò che ha davanti.


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