E ancora di boschi

Un contributo epico del Kasabake (di cui istituirei la giornata mondiale) era finito in spam. Per rimediare, visto anche la complessità del post stesso, non posso non farne un articolo,

se vi va di leggerlo >> clickate qui <<

musica.

L’argomento è l’importanza dell’albero, del bosco, nei racconti. Non c’è un solo racconto o serial o film che abbia un minimo di fantasia nel suo nucleo, dove non compaia un albero. Dalla saga di Shannara, al Signore degli Anelli o meglio ancora il Silmarillion, per arrivare alle dannate fatine dei boschi di Game of thrones… Il bosco è lì, un po’ come nel misterioso (e per me dimenticabile) The Blair Witch Project, e in altri ancora… Be’ se vogliamo pure in Mad Max si fa riferimento agli alberi… Più o meno… Ecco magari nella fantascienza desolata lì forse no (Riddik insegna) forse ho esagerato… ad ogni modo, w i boschi.

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21 novembre e gli alberi

Oggi è la giornata nazionale degli alberi… non lo sapevo, ma c’è pure una legge che lo sancisce*. Va be’ vogliate bene ai boschi lo stesso, che sia festa o meno, che ci sia una legge che lo sancisce oppure no.
Io vi posto di nuovo il racconto scaturito dalla foto di 321clic
Se vi va di sapere cosa c’è nel bosco clickate qui o sulla foto


*riconosciuta ai sensi dell’art. 1 della Legge 10 del 14/01/2013!

Al via la XXXVII Edizione del FantaFestival

Se passate da lì… ah, se le storie vi ispirano e volete scrivere un racconto o un libro vi chiedo un favore: niente strafighi immortali con paturnie da adolescenti… 😉 Vi prego…

OutOut Magazine

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La XXXVII edizione del FANTAFESTIVAL alza il sipario con le attese anteprime di Panoramica Italia, due appuntamenti con il Fantastico Televisivo, un viaggio nel mondo del Fumetto e diversi appuntamenti immancabili.

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Le avventure di Emma Mancini

Sarei matto a non condivervi un simile articolo e non per la recensione in sé, quanto per i contenuti come sempre degni di nota.

kasabake

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Il mio mentore, il compianto professor Ezio Raimondi, indimenticabile docente di Letteratura Italiana, soleva ripetere ad ogni corso “I momenti di crisi di ogni grande romanzo o racconto sono sempre l’inizio e la fine, mentre in mezzo lo scrittore si diverte e per questo spesso il lettore gli perdona molto”.
Nel caso del libro di cui vi parlarerò, il primo dedicato alle avventure dello straordinario personaggio di Emma Mancini, lo scrittore Gianni Gregoroni ha scelto di usare come incipit del racconto d’apertura, “La Creatura della Casa Nera”, un cinematograficissimo landscape, con la ripresa a distanza di un’auto che s’inerpica agilmente per la strada a tornanti che conduce al Lago Maggiore e mentre l’attenzione del giovane lettore viene coinvolta subito, senza perdersi in leziose descrizioni paesaggistiche, quella dell’adulto può viaggiare nel suo immaginario visivo, senza nemmeno accorgersene consciamente.

Volendo continuare a restare in ambito cinematografico, diciamo…

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