Bisarca 2019 – La mia settimana


La mia settimana

Lunedì: mi alzo, mi lavo, vado a lavoro, torno, mangio e vado a letto.

Martedì: vedi sopra.

Mercoledì: vedi sopra.

Giovedì: vedi sopra.

Venerdì: vedi sopra.

Sabato: mi alzo, mi lavo, faccio la spesa, pulisco, mangio e vado a letto.

Domenica: mi alzo, mi lavo, mi metto davanti al televisore, mangio  e vado a letto.

E poi si ricomincia. Così ogni settimana. Ma è questa la vita che sognavo da giovane? È questo ciò che volevo quando correvamo in due in motorino e senza casco? Quando ero piccolo almeno non vedevo  l’ora arrivasse la domenica per andare allo stadio. Chi l’avrebbe detto che, un giorno, mi sarei ridotto così, esattamente a fare la vita di mio padre, una vita che ho sempre cercato di non seguire? Ecco… sono diventato come lui. Si arriva sempre a quel punto nel quale diventi come le persone che hai sempre voluto combattere. Ah… ma poi arriva anche il fatto peggiore…. Quando mi chiedono come stia rispondo “Sono molto stanco”. Rispondo così il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì. Il sabato e la domenica no ma solamente perché non me lo chiede nessuno.


Racconto di Alemarcotti.wordpress.com

26 pensieri riguardo “Bisarca 2019 – La mia settimana

  1. Un po’ mi ricorda i ragazzi del ’68. Ero più piccola, li ammiravo mentre protestavano con le chitarre, con le treccine, con le minigonne e le gonne folk, coi jeans e le camicie sbottonate. Coi loro sogni.
    Decenni dopo stentai a riconoscerne molti, tutti impettiti e compiti, con gonna e giacca, con cravatta, dietro un bancone d’ufficio a sorridere cortesi e freddi alla clientela.
    E che vuoi fa’? Si deve campa’.

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  2. “Quand’ io l’ ho conosciuto o inizio a ricordarlo era già vecchio,
    sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo
    e non capivo che quell’ uomo era il mio volto, era il mio specchio
    finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo…” (Guccini – Amerigo). Il tuo racconto mi ha richiamato immediatamente questi versi che adoro. P Il protagonista del tuo racconto però e’ disarmato, arrendevole. Un’ottima provocazione ad agire, piuttosto che no. Per quel che leggo in altri tuoi scritti, mi dico che il protagonista (per fortuna) non sei tu.

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    1. …per altri, la ripetitività potrebbe rappresentare una comfort zone. Lasciarsi scivolare la vita senza dover prendere troppe decisioni. Terrificante visto dall’esterno… ma quanti di noi non si accorgono di essere essi stessi dentro ad un loop similare ? Un soggetto interessante ..

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  3. La ripetitività, in questo caso ossessiva ed annichilente, che richiama più la fantascienza adulta degli impiegati burocrati di Brazil di Gilliam piuttosto che il travet di fantozziana memoria: una ripetitività che vuole diventare storia, in assenza di un plot in primo piano.

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  4. Ogni tanto ci penso a quel che sognavo ed alla vita che ho.Nulla è andato come avrei immaginato. Non mi lamento alla fine però…boh…almeno un paio di quei sogni se si fossero avverati non mi sarebbe dispiaciuto!E quindi non rimane che cenare e andare a letto!

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