Bisarca 2019 – Natura e desideri


Natura e desideri

“Voglia di morire ne abbiamo?” Gridò al vento e, senza attendere la risposta, si buttò dalla piramide più alta di Segonzano.

MA! Si sa, quelle piramidi sono circondate dalla natura, così, nonostante l’altezza, fu salvata da uno scomodo materasso di rovi.

Ne uscì salva ma non sanissima, poiché le spine avevano disegnato per bene la sua pelle con tanti piccoli graffi superficiali, qualcuno anche profondo.

Tornò a casa in fretta passando attraverso boschi e strade buie per non essere vista ed evitare domande imbarazzanti. Appena entrata andò in bagno, fece una doccia, si disinfettò e spalmò sulle ferite un olio lenitivo per calmare il brucione.

Sentendosi un po’ ammaccata e fiacca si distese sul divano pensando che la natura l’aveva salvata perciò doveva restare al mondo. Poi si abbandonò a un sonno profondo, tranquillo e riposante.

Dopo qualche giorno la nonna andò a portarle una torta di mele che a lei piaceva tanto e la trovò ancora distesa sul divano.

La chiamò, ma lei non rispose: il sonno era stato così riposante che il riposo divenne eterno.

L’autopsia rivelò che aveva contratto un’infezione da una cacca di piccione penetrata dentro a una ferita procurata dai rovi, conclusione: shock anafilattico.

La natura è sempre magnanima con gli umani, talvolta li salva, talvolta soddisfa i loro desideri. E se, casualmente, la successione degli eventi non corrisponde a quella dei desideri la magnanimità può essere fatale.


Racconto di evaporata

22 pensieri riguardo “Bisarca 2019 – Natura e desideri

  1. Strepitoso!
    Amo questo racconto!!
    Li ho letti tutti quelli proposti in questa pagina e devo dire che sono tutti di livello davvero ragguardevole, ma spero in assoluta sincerità che nessuno si offenda se reputo questo, a mio modestissimo giudizio, il migliore tra quello proposti, per l’ironia glaciale, per una sorta di neo-pessimismo cosmico, per sembrare uno sberleffo universale e per la prosa asciutta e molto British.
    Che nessuno me ne voglia per essere stato sincero, ma se non lo si è nel giudicare un’opera altrui, le proprie parole non servono a nulla.

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  2. Questo racconto apre un mondo di riflessioni. Di getto, mi verrebbero in mente proverbi e detti sul destino, casualità, e così via. Questo è’ un racconto creato opportunamente per i parametri di questo concorso, ma, se posso permettermi un suggerimento all’autore/autrice, ci vedo un buon soggetto per un romanzo. Persino un incipit, nonostante la protagonista muore da subito. 👏

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  3. Avevo letto qualche giorno fa del tetano la cui convinzione generale a riguardo è quella che si prende ferendosi con chiodi o metalli arrugginiti.Ed invece no, la ruggine non c’entra nulla mentre, anche quella da te descritta può essere una modalità di infezione coi batteri che si annidano un po’ ovunque. Io mi chiedo solo come ho fatto a sppravvivere da bambino…

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