Bob l’orso unchained


Bob come non lo si vedrà mai nei racconti

 

Il tempo era strano quel giorno nel bosco dei faggi molli, il sole faceva capolino dopo una lunga notte di pioggia, riscaldando il letto di foglie morte e facendo splendere i muschi sulle rocce rotolate a valle dalle colline più su.

Bob se ne stava rannicchiato a sbadigliare, la testona appoggiata alle zampe pelose, la bolla al naso.

D’un tratto il grosso animale peloso sentì come uno schiocco. Da sotto il fogliame vide scappare su un fungo, che si aprì sparpagliando, come lucciole, tutte le spore e facendo scappare un paio di formichine. Incuriosito Bob si alzò e si avvicinò a quel prodigio, e come fu lì vicino, pop! Sbucò fuori un altro fungo e un altro ancora. Che meraviglia, esclamò sfregandosi le manone unghiute.

L’orso, profondo conoscitore del Bosco dei Faggi Molli, sapeva che quei funghi non erano proprio commestibili, ma che in piccole quantità davano come un senso di leggerezza, o se vogliamo di spensierata follia. Con l’unghia grattò un via  po’ di polpa dal cappello del più piccolo, e con gesto sapiente la masticò.

L’effetto non sarebbe stato immediato, ma certo di lì a poco a Bob la giornata sarebbe parsa migliore, più leggiadra, fatta di scoiattoli verde acido e corvi blu a righe gialle, che gli avrebbero parlato a suon di musiche sincopate.. Già, proprio una bella giornata.