Brina


Brina

È un giorno come tanti altri, un giovedì come tanti altri, solo che stavolta la temperatura è sotto zero. La sera prima ha nevischiato, la notte gelida ha regalato quel fermo immagine grigio blu che dà la brina. Se non ci fossero mille veicoli che si muovono a passo d’uomo in colonna, tra cavalcavia e svincoli autostradali, il paesaggio sarebbe anche bello.
Il signor T si trova al volante della propria autovettura su uno di quei tanti cavalcavia e guarda davanti a sé i fari rossi delle altre auto, mentre lo stereo permea l’auto di musica vagamente metal.
Si avanza a scatti, venti metri, fermi, venti metri, fermi… Il signor T è stato sempre criticato per avere un’auto col cambio automatico, che in quel momento, però, evita il continuo lavoro sulla frizione. Alzi il pedale del freno, la macchina si muove, premi il freno, la macchina si ferma.
Passa qualche ciclomotore, svicolano tra i mezzi fermi, e poi, sopra la musica, un rumore di plastica e ferraglia che struscia. Una ragazza con uno scooter di piccola cilindrata, col suo giubbotto lungo di colore grigio, è caduta qualche metro dietro l’auto del signor T e ora, sul cavalcavia in discesa e per colpa del ghiaccio, sta scivolando parallela alla fila. È incastrata con gli abiti al motorino e si ferma a qualche passo davanti al naso del signor T, a cavallo della striscia di mezzeria.
T sospira, attiva l’hazard, tira la leva del freno a mano e, dopo avere guardato se ci sono altri che arrivano, scende.
Le auto dietro di lui, animate forse da vita propria, cominciano a superare, qualcuno suona, nessuno sembra notare la ragazza in terra, che piano piano comincia ad alzarsi, bianca in volto. Gli abiti invernali di lei sono stropicciati e sporchi, lo scooter graffiato e con le plastiche rotte, ma ancora acceso e, pare, integro.
«Tutto bene?».
Lei annuisce.
«Sposto lo scooter io, tu mettiti tra la mia macchina e il guard rail».
Le auto li scansano come se dovessero raggiungere chissà quali mete, certo importantissime.
Il signor T alza lo scooter, lo spegne e lo sposta a destra, quindi lo mette sul cavalletto e va dalla ragazza.
«Ce la fai a continuare?».
Lei annuisce ancora e mormora un grazie.
«Sicura?».
«Sì, telefono a casa».
Lui prova a mettere in moto lo scooter, che riparte, senza problemi.
Qualcuno suona, l’auto del signor T è ferma sul cavalcavia e genera rabbia, frustrazione.
«Ok, io vado, o qui ci linciano».
L’uomo risale in auto, toglie l’hazard e leva il freno a mano.
L’auto riparte, la musica continua, c’è un pezzo più movimentato ora.
… search for enrichment
And injure others
Earning more that you can spend
You’ll pass the borders

When you think you’ve succeeded
But something’s missing
Means you have been defeated
By greed, your …

Si riparte, la ragazza scompare nello specchietto retrovisore, con il suo scooter, dietro.
A volte la tua città è più fredda di quanto dice il termometro.

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9 pensieri riguardo “Brina

      1. C’è gente che ha una microidea e su quella ci costruisce intorno un libro di 400 pagine. Ma il 90 per cento del contorno è acqua fresca che allunga un brodo, ed è di una noia pazzesca. Eppure la gente compra quei libri.

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