Quante parole?

Di quante parole, al massimo, si deve comporre un post perché sia efficace? Ottanta? Cento ottanta? Non c’è una regola? Oppure dipende dal lettore, da quello che cerca. Quindi se il lettore del post ci è capitato a seguito di un ricerca (es.: come smontare la coppia dell’olio del Gilera Saturno 500) allora leggerà avidamente ogni passaggio, purché non si accorga che ci sono imprecisioni… Se invece è capitato per caso, sfogliando la lista dei blog, potrebbe annoiarsi alla prima riga, e allora? Si potrebbero inserire parole in grassetto e colorate? Molti lo suggeriscono, perché pare che la lettura veloce se ne avvantaggi. Ma su un libro? Su una storia? Come funziona? Cioè: se ho cercato e poi preso un libro giallo (non solo la copertina) lo leggerò, e, se non mi annoia, lo porterò in fondo. Se invece mi prestano un libro di un autore qualsiasi, di genere qualsiasi, dicendomi “dai provalo”, lo leggerò? Ne valuterò la lunghezza? Non lo aprirò nemmeno se è 3,4,500 pagine? Quanto vale, quindi, l’azione attiva, rispetto a quella passiva?

Arrivati sin qui non potete evitare di clickare qui sotto, oppure sì?

[vediamo chi fa click] c’è sempre un giorno e un buon motivo per fare click!

 

 

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C’era una fiaba! Progetto a quattro mani con Fancyhollow – STRAVAGARIA

Un progetto che mi preme ribloggare! I disegni, le fiabe, la manualità delle realizzazioni, non c’entrerà direttamente con i libri, ma a me è piaciuto un sacco per la creatività

In questo blog di recente si è parlato spesso di fiabe ma “C’era una fiaba!” è un progetto tutto nuovo e tutto diverso. Un progetto a cui tengo moltissimo proprio per come è nato e si è sviluppato. Oggi vi racconto la storia di una collaborazione che ha preso vita tra Monza e Firenze a […]

Per approfondire C’era una fiaba! Progetto a quattro mani con Fancyhollow — STRAVAGARIA

Articoli strani

Questo post è del tutto inutile, quindi si può saltare a piè pari.

Prima che il romanzo di Emma venisse pubblicato da una Casa Editrice, avevo fatto stampare, tramite Lulu.com, le storie che lo compongono. Accadeva nel lontano 2014 (sembra ieri ed è già un lustro) e su Amazon c’è ancora – nonostante ogni tentativo di rimuoverlo – e si compra a cifre notevoli! E non ne capisco il motivo. Siamo a quasi il doppio del libro intero. Che venga premiata la rarità? L’evidente valore dell’autore?

Certo, le spese di spedizione sono comprese… Ah, che tempi. E tra l’altro è solo una delle due storie che compongono il libro completo, quindi dovreste comprare anche la seconda parte, che, con sconcerto, noto si trova a molto meno.

Oh, eppure a me la curiosità di fare l’ordine verrebbe proprio. Così, tanto per vedere se lo riescono ancora a stampare e inviare. E se non fosse stampabile? Sì, perché allora sarebbe cosa? Un fondo di magazzino? Un reso? Domande a cui forse non avrò risposta.

Sagaci e feroci i commenti su autori affermati

Qualche tempo fa, parlando di JRR Martin su di un altro blog, e criticandone la lungaggine in molte delle trame e sottotrame dei suoi capitoli della saga Il trono di spade, sono passato come detrattore, no oh, beh lo incontrassi dal vivo mi comporterei (come ho detto anche su quell’altro blog) come Wayne e Garth al cospetto di Alice Cooper (si vada al secondo 87 del filmato, se il link non vi ci porta).

Vale anche per molti altri, non li cito, ma immaginatevelo… ecchéssennò pare che scrivere 10 libri (includendo i Reference Books) e venderne milioni sia cosa da tutti. Poi si può disquisire sul fatto che il successo sia o meno meritato, che sapesse fino dal principio cosa scrivere, che volesse o meno terminare la saga, oppure continuare a farsi la pensione…

Che sia un autore sopravvalutato? Non so, penso di no, anche solo per la mole di scritti di buona qualità, senza troppi buchi nella trama, di certo è molto fortunato.

Ah, il blog che cito è quello di Pendolante

Come scrivere un libro e per caso vincere un concorso

Il caso però si aiuta, se leggete come è andata a Storie di un illustratore di francobolli capirete che, casuale sì, ma non troppo. La fortuna va aiutata e comunque, sotto, ci deve essere sostanza.

Mentre la settima dell’anteprima prosegue, e a fare compagnia è l’illustratore di francobolli, spendo due parole su come è nato il libro in questione. Visto il tipo di libro, surreale se vogliamo, non poteva che finire come è finita. Però siccome qui si è pigri e non si ha voglia di ripetere quel che Nadia stessa ha già detto, voi clickate qui sotto, per scoprire come è andata.

[storia di una vittoria]

Quel che resta è la musica che da quella esperienza ne è scaturita e che, Nadia, ci ha detto di accostare alla lettura. Un po’ come si fa scegliendo il giusto vino per un certo piatto.
Quindi ascoltate:

Zobi la Mouche (Les Negresses vertes),
Me and my old lady (Offspring),
Sirene (Cousteau),
Freestyler (Bomfunk MCS)

Questo post verrà modificato, prima o poi, con le giuste immagini…

Libri e social

I libri i social e il passaparola

Con un inizio così, ci si aspetta chissà quale post, no, una semplice domanda: quanto contano per voi Anobii, Goodreads Shelfary o LibraryThing? Cioè i social per archiviare, conoscere, condividere le proprie letture, e quanti ne conoscete?

E vi interessa il passaparola su quei social? So’ curioso. Io li uso come ricordo, nel senso, così mi ricordo che libri ho letto e non li compro due volte.