Delirio linguistico

Senza troppa enfasi, quindi un’enfasi minima, sebbene un’enfasi sia per forza troppa, sottolineo questo esperimento a quattro mani.

Un racconto senza capo né coda, ma molti contenuti, da cui si dipana un notevole, e per il momento illimitabile, flusso di frasi.

Finirà? Una data di fine non c’è… forse WordPress scoppierà prima.

[Di cosa si parla? Clickare qui per il racconto]
[e qui il riassunto delle prime cento e qualcosa frasi dell’esperimento]

L’aspiratore portatile

Ovvero il fante di picche
Acquistato nuovo ma a sconto, prelevato dallo scaffale del grande magazzino, oppure ricevuto in regalo a Natale, l’aspiratore portatile fa la sua prima comparsa un mattino freddo (ma non troppo) e subito palesa le sue qualità.
Il tavolo è pieno di briciole di una colazione di festa: panettone, biscotti al cacao, pasticcini, perfino qualche pizzetta e una focaccia al prosciutto, hanno lasciato tracce del loro essere state lì, sul tavolo.
La batteria dell’attrezzo è carica, il led indica lo stato di ready, si schiaccia il bottone e… un tenue vvvvv si ode nell’aria, un flebile risucchio si palesa alla bocca d’anatra del potente (si fa per dire) aspiratore, ma le briciole non si muovono. Le briciole restano sul tavolo, per nulla smosse da affetto per l’aspiratore, per nulla convinte dal flusso canalizzatore inesistente, a seguire il percorso verso l’interno dell’elettrodomestico.
Attimi di perplessità, dubbi di avere settato la modalità giusta, ma niente, i risultati tardano, nessun granello di pastafrolla si è avvicinato al suo destino di finir catturato.
Dopo pochi secondi l’oggetto viene spento, si toglie a sacco la tovaglia e la si scuote a terra, dove ramazza e paletta fanno il loro duro e sporco (ma efficace) lavoro di raccolta.
L’aspiratore? Ancora intonso e certo senza traccia di briciole nel suo capace contenitore interno, finirà tra i “regali potenziali per altri”. C’è sempre un aspiratore portatile che vi ritorna dai regali degli altri, un po’ come il fante di picche in certi giochi di carte.


(in realtà gli aspiratori post 2018 funzionano molto meglio, ma si sa, i fanti di picche girano da tempo)

Bisarca 2021

Siamo quasi alla fine del 2020, quindi occorre prepararsi in tempo, per cosa? Per il concorso letterario NON a premi BISARCA 2021.
La terza edizione è alle porte, il 2 di maggio 2021, data per l’invio dei racconti, si avvicina in fretta.

Come sempre qualche dettaglio, nell’attesa del regolamento ufficiale 2021, giusto per impostare le prime righe. La lunghezza dei racconti dovrà essere compresa tra 800 e 2.000 battute (lettere spazi e segni di punteggiatura inclusi). Il tema sarà l’alba e/o il tramonto e/o l’aurora.

Presto il nuovo logo*, e qualche dettaglio ulteriore.

Qui il link ai racconti delle passate edizioni [vai al Bisarca] per chi vuole dare un’occhiata.


*anche quest’anno disegnato espressamente da un artista di comprovata bravura.

Crom Award 2020 – presentazione racconti

Ed ecco i racconti finalisti del Crom Award 2020. In effetti pensavo che ce ne sarebbero stati di più, ma a causa di tempo e impegni dei possibili partecipanti, il numero si è ristretto di molto, direi molto molto. Ma non disperiamo, anche perché quello presentato è davvero delizioso.

Tempo in aceto

Commentate numerosi, comunque un bel lavoro. La votazione, essendoci solo un racconto, è superflua, tuttavia i commenti saranno apprezzati.

 

Non c’è pace sotto la doccia

Aprire agli sconosciuti

Suonano alla porta, una, due, tre volte. Andrea chiude il rubinetto della doccia, esce scalzo, bagnato, con indosso l’accappatoio -quello che usa in casa, non quello con cui va in palestra- e va a vedere chi c’è alla porta.
Sul display del citofono si vede solo la punta di un cappuccio e un bastone ricurvo.
-Chi è?- domanda svogliato, già immaginando la risposta “dolcetto o scherzetto”.
-Aprì, sono qui per te-
La voce è roca profonda, femminile. Non è una voce da bambina.
-Ma chi è? Che vuoi- dà del tu, agli scocciatori si dà del tu.
-Sono qui per te, apri, tanto è inutile, entrerò comunque, ma così evitiamo perdite di tempo, e problemi-
Andrea è tentato di mandare a quel paese la visitatrice indesiderata, ma tace, sbuffa, e si limita a riagganciare il citofono.
[il racconto continua qui…]


[zucca!] [altri horror della zucca] [vecchie teiere] [e caldaie…]

Versione beta?

Quanto ci si mette ad arrivare alla versione beta di un racconto? Dipende. Dipende da quanto chiare sono le idee e da quanto tempo si ha a disposizione per portarle su carta. E che differenzia la versione beta dalla alfa? Be’ che la alfa è letta e controllata da persone coinvolte nel progetto, la beta invece a essere coinvolti sono degli elementi (in questo caso lettori) esterni. E l’editing serio? Quello è l’ultimo step, in questo caso, ma mica è una regola, è che non ho trovato nessuno che volesse editarlo ^_^. Che esperienze avete avuto in tal senso?

Ah, ringrazio fin da subito gli sfortunati che sono stati coinvolti fin ora nelle due fasi su descritte.

Giusto, ma di che si parla? Del racconto in foto*, ovvio.


Buffo come il gergo che viene usato di solito per lo sviluppo di robe informatiche sia passato nel linguaggio comune, vero?

*non clickate sulla foto, vi porterà su una pagina dove sono possibili spoiler

Cronistoria di un disastro – Rosario Galatioto Libri Racconti e Blog

Reblog, per chi volesse approfittare, dal blog di Rosario Galatioto, il giorno 11 e 12 aprile 2020


 

 

 

Cronistoria di un disastro 

Ho voluto provare a sperimentare una possibilità distopica a breve termine. “Un distopico soft”; o, se si vuole, un rischio possibile del prossimo futuro se le coscienze non cambiano direzione.

Vai all’articolo Cronistoria di un disastro — Rosario Galatioto Libri Racconti e Blog

Le fiabe di Bob

Ok, questo post pubblicizza un dowload di una fiaba auto prodotta … Quindi questo post è da evitare

Ma chi vuole letture lievi, almeno credo, può leggere di Bob!
Qui sotto i nuovi disegni, un paio, aggiunti a questa edizione rivista e (molto) corretta (vai al download). Se lo scaricate, beh, ogni feedback è graditissimo.

[vai al download del libro]


Note: se i disegni vi sembrano disegnati da uno che disegna male, sappiate che vengono fatti a mano da uno che disegna male, apposta! dopo attento studio di marketing.