Crom Award 2021 – Chiara e l’amore


Da Silvia e dal suo blog Come cerchi nell’acqua

Chiara e l’amore

Nel mondo esistono luoghi meravigliosi, ma quando alla bellezza si aggiunge
anche la magia allora diventano straordinari.
La storica regione della Transilvania in Romania è uno di questi, per via di tutte
le leggende e le fiabe che vi sono state ambientate e proprio nel cuore della
Transilvania si trova un luogo magico con un paesaggio incantato, “La valle delle
fate”: qui vive Chiara, una ragazza di nemmeno vent’anni che, contrariamente a
quanto sarebbe logico pensare, non é una fata e non ha poteri magici, tranne un
meraviglioso sorriso che sa entrare nel cuore della gente.

Chiara vive in un bosco poco distante dal paese, in una casetta molto graziosa
che era stata la casa dei suoi genitori e ancora prima dei suoi nonni e che non
cambierebbe mai con nessun’altra.
Il voler vivere isolata e lontana da tutti potrà apparire alquanto strano ad un
occhio superficiale, visto che la ragazza è rimasta sola al mondo, ma la realtà è
molto diversa, ed ora cercherò di farvela conoscere, raccontandovi una delle sue
giornate…

Quella era stata davvero una pessima giornata: iniziata male, con un imprevisto
che le aveva fatto far tardi al lavoro e il conseguente rimprovero del padrone
della pasticceria molto severo sull’orario, anche la prosecuzione non era andata
di certo meglio a causa di alcune clienti molto indecise che avevano causato
perdite tempo con una lunga fila di persone in attesa, giustamente spazientite.
Finalmente il suo turno era finito e dopo aver sistemato ogni cosa e dato una
pulita al negozio, si era apprestata a far ritorno a casa.
Chiara era di malumore e corrucciata per come erano andate le cose ma non
appena ebbe imboccato il sentiero che portava alla sua abitazione sentì il cuore
più leggero ed accelerò il passo.
Giunta a casa, appena chiusa la porta annunciò a gran voce il suo ritorno: «Sono
arrivata!»
Subito si accesero le luci e la radio diffuse una dolce e romantica melodia.
Chiara allora andò in cucina, dove ad aspettarla c’era la cena ancora fumante,
così si sedette e iniziò a raccontare la sua giornata.

Ora voi, giustamente, vi chiederete a chi stesse parlando, visto che ho detto
che vive da sola, ma aspettate, non siate frettolosi, perché le cose non sono
mai come appaiono…

Dopo aver cenato, sparecchiò e mise il piatto, il bicchiere e la padella nel
lavandino dove la spugna, aiutata dal detersivo iniziò a lavare le stoviglie mentre
lei, come se niente fosse, se ne andò a riposarsi nella sala.
Intanto, mentre proseguiva il suo racconto, la poltrona le si era avvicinata da
dietro toccandole leggermente le gambe per segnalare la sua presenza, così la
ragazza ci si sprofondò esausta.
Nel ripensare alla brutta giornata una lacrima era scesa lentamente lungo la sua
guancia, al che la poltrona dolcemente si era allargata, i braccioli erano diventati
lunghe e morbide braccia che l’avevano avvolta e la TV si era accesa sul suo
programma preferito.
Chiara, sciolta in quell’abbraccio e così accoccolata, ritornò con la memoria a
quand’era bambina tra le braccia della madre e finalmente sorrise: «Grazie
mamma»

Ora non fatevi tante domande, non siate impazienti, aspettate continuate a
leggere e pian piano capirete. Oppure se proprio avete fretta, beh, allora….
Chiedetelo alla casa!


Al mattino quando arrivò l’ora di alzarsi, una musica fatta dal canto di uccellini si
diffuse in tutta la casa e man mano che passavano i secondi, i gorgheggi si
facevano sempre più alti ed acuti.
«Ho capito, ho capito adesso mi alzo» disse la ragazza con la voce ancora
impastata dal sonno, poi si mise seduta sul letto stropicciandosi gli occhi e
stirandosi tutta.
Finalmente sveglia ed in piedi, Chiara esclamò sorridendo: «Buongiorno a tutti!»
Nello stesso istante le persiane si spalancarono, facendo entrare la luce del sole.
In cucina la caffettiera sul fuoco iniziò a brontolare ed il contenitore del latte
caldo riempì a metà la tazza sul tavolo, mentre lei in bagno stava finendo di
prepararsi.
Un nuovo giorno l’attendeva e l’avrebbe affrontato con il sorriso!

La poltrona, la sveglia con gli uccellini e la colazione che si prepara da sola…
Ma cosa è accaduto???…
Ah, ma allora siete proprio curiosi, aspettate ho detto, perché ogni cosa verrà
infine chiarita…


Dovete sapere che nella Valle delle Fate tutti hanno qualche potere, perché le
famiglie discendono dalle fate oppure dagli elfi, tutte tranne una, la famiglia di
Chiara.
Anche se benvoluta da tutti, per la gentilezza e l’amore verso il prossimo sempre
dimostrato, quella di Chiara era sempre stata una famiglia “normale” senza
alcun potere e quindi, purtroppo, guardata con una certa sufficienza, come per
qualcuno nato “sbagliato”: per questo motivo, quando il nonno di Chiara decise
di farsi una casa, preferì scegliere un luogo appartato, nel bosco vicino, distante
dal centro abitato ma nello stesso tempo facilmente raggiungibile.
Costruì quella casa tutta da solo, mattone dopo mattone e pietra dopo pietra,
senza fretta, preoccupandosi sempre che tutto fosse fatto nel migliore dei modi,
come stabilità, divisione equa del peso e precisione nei materiali: l’unico suo
scopo era avere una casa stabile, solida, resistente e per ottenere questo ci
infuse tutto il suo amore e la sua dedizione.
Questo fece sì che ogni pezzo della casa, man mano che si formava, si
affezionasse a quell’uomo tanto accorto, gentile e premuroso con lei e per
questo decise di contraccambiare aiutandolo in ogni modo.
Una volta terminata la costruzione, toccò poi alla nonna occuparsi dell’interno,
per il quale usò la stessa cura e le stesse accortezze: ogni decorazione ed ogni
arredo fu scelto o realizzato non per un semplice piacere personale, ma perché
si adattasse meglio alla casa e fosse in sintonia con essa e anche di questo la
casa se ne accorse e assorbì tutto quell’amore e quel rispetto che le veniva dato
che si impresse indelebilmente nel profondo della sua essenza diventandone
parte integrante.
Il medesimo amore e la stessa cura furono tramandati ai genitori di Chiara e
infine passarono immutati anche alla ragazza creando qualcosa di unico e
straordinario.
Da quando era stata creata, in quella casa mai nulla aveva deturpato un muro o
un pavimento e mai un chiodo aveva avuto bisogno di “ferire” le sue pareti:
quando si voleva appendere qualche cosa, un quadro o un calendario o una
pesante mensola, bastava appoggiarla delicatamente nel punto in cui si voleva
che fosse e quella restava magicamente al suo posto.

Il rapporto tra la sua famiglia e la casa era di completa simbiosi, ma quello che
nemmeno Chiara aveva mai saputo era che la fonte della magia della casa era
proprio lei: l’amore così profondo, prima dei nonni e poi dei genitori e che ora
scorreva in lei, la magia dell’amore e dell’affetto per la casa e il bisogno
profondo dell’amore dei suoi cari che purtroppo non c’erano più, a cui la casa
aveva sempre obbedito.

Quando prima i nonni e poi i genitori di Chiara si ammalarono e si capì che la
ragazza sarebbe rimasta orfana e sola, la casa promise che si sarebbe presa cura
di lei e così avvenne: come era già successo con la morte dei nonni, anche
quando ci fu la morte prematura dei genitori la casa rimase chiusa al mondo,
come per proteggerla, soffrendo per lei e con lei; poi, quando Chiara reagì, si
accorse di non essere più triste perché la casa le aveva dato la certezza di non
essere da sola e che i suoi cari sarebbero sempre stati presenti non solo nel suo
cure e nei ricordi ma nella casa stessa.
La magia della casa era quella di conservare e custodire l’anima di chi ci aveva
vissuto e si era amato: così il nonno e il padre continuano ad occuparsi
rispettivamente del giardino e dell’orto, e la nonna e la mamma si occupano
dell’interno e tutti si prendono cura di Chiara.

Nella Valle delle Fate, ignari di questa grande magia, tutti si chiedono, con una
certa invidia, come faccia una ragazza “normale”, così giovane e soprattutto così
sola, a riuscire a lavorare e a prendersi cura della casa, dell’orto e del giardino in
quel modo, tanto da essere i più belli e graziosi di tutta la Valle.
Ogni tanto capita anche che qualche cliente più in confidenza di altre le
domandi: «Ma Chiara, non ti senti isolata a stare là, da sola, lontana da tutti»
E ogni volta lei risponde: «Ma non sono sola, ho la mia casa!»
E mentre lo dice il suo volto si illumina del suo meraviglioso sorriso che
sappiamo ha il potere di zittire tutti i curiosi.

18 pensieri riguardo “Crom Award 2021 – Chiara e l’amore

  1. Per me questo racconto è semplicemente stupendo!
    Una fiaba, assolutamente, certamente non un fantasy sword & sorcery ma di certo un fantasy, con tante di streghe e fate e soprattutto con un messaggio d’amore potentissimo: io che mi faccio chiamare Kasabake (uno tsukumogami, come spiego nella mission del mio blog, di tipo spirito-artefatto, evocato e basato sull’amore che gli umani nel tempo hanno riversato su di lui) sono ovviamente molto sensibile all’idea di una casa che viene costruita e mantenuta viva dall’amore degli umani che l’hanno abitata e che poi finisce per contraccambiare… Una sublimazione del concetto stesso di “avere cura” di qualcuno o di… qualcosa!
    Ne verrebbe fuori uno splendido fumetto o anche un dolcissimo film d’animazione!
    Bravissima!

    Piace a 2 people

  2. Brava Silvia: una favola con una profonda verità, comune a tutti gli animi gentili. L’amore che permea tutto, anche le cose, che se pur materiali, continuano a custodire le emozioni di chi le ha costruite e di chi le ha vissute. E’ sempre l’amore che dona la vita…anche se fosse solo un riflesso…

    "Mi piace"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...