estratti da Emma la strega – Orrore a Lago Maggiore


 Aspettò col fiato mozzo, aspettò ancora. Dalla finestrella entrava poca luce, ma si vedeva benissimo che il sole stava calando. Certo era quasi estate e le giornate erano lunghe, ma intorno c’erano tante montagne e prima o poi avrebbe fatto buio.

Qualcosa la fece sussultare, aveva chiuso gli occhi da pochi minuti però era ancora sveglia; aveva sentito prima uno scricchiolio e poi un lieve rumore, come di pantofole che strisciano su di un tappeto. C’era una luce nella cameretta che la illuminava e fu costretta ad aprire gli occhi. Vide che c’era un gatto che la guardava dal davanzale della sua finestra, le imposte della finestra erano aperte esattamente come le aveva lasciate lei. Il gatto ci si era accoccolato comodamente. La luce invece proveniva dai piedi del letto, Emma non si mosse, stava pensando se alzarsi o no, se chiudere la finestra o no, se scappare. Per ora rimaneva immobile con gli occhi nascosti dal lenzuolo.

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