La cultura al posto dell’odio?


15 novembre 2015 – Non è un bel momento, metà del pianeta è una polveriera e dovunque si inneggia alla violenza. Serve non serve reagire con la stessa violenza? Mah, l’argomento è immenso e va dalla fine dell’era coloniale fino alla notte tra 13 e 14 novembre 2015 ai fatti di Parigi. In ballo ci sono gli interessi commerciali, le linee di rifornimento di gas e petrolio e i dirittti di sfruttamento in mano a società con poteri veramente sovranazionali.
E in tutto questo si “incastra” la religione, il fanatismo religioso, che sposta il problema da un piano oggettivo, quello degli interessi economici, del potere, al piano più puramente spirituale. Si può quindi dire che si stia combattendo una guerra interessi contro spirito? E se sì? Ha senso?
Vi esorto alla lettura di questi articoli. Non limitatevi a leggere solo il titolo o a scorrere il contenuto, perché incorrereste nell’errore di superficialità no, leggeteli sino in fondo. Sono articoli e analisi che hanno formato il mio di pensiero sull’argomento.

http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_05/sartori-replica-islam_ddd2dd00-f9c4-11de-ad79-00144f02aabe.shtml

http://www.meforum.org/2442/ebraismo-cristianesimo-violenti-come-islam

http://www.lastampa.it/2011/09/22/cultura/con-l-islam-non-si-parla-tG8sPd6jQgAqoGwI9JeYKP/pagina.html

La cultura è la soluzione a tante cose, forse non tutte ma certo non come la violenza che risolve ben poco e genera odio. Quindi prima di tutto occorre rimuovere l’odio e la collera e aborrire chi è violento e isolare chi agisce con e per l’odio.

E su tutto un pensiero: vanno trovate e interrotte le vie del denaro, degli interessi e bisogna agire in modo netto e deciso su chi e cosa paga perché si ottengano armi, e su chi quelle armi le recapita e lucra. E poi va estirpato l’odio anche qui con decisione e chi lo alimenta.

 

Buona serata.