La scatola – pagina 3


Bob l’orso, segue da pagina 2


Bob ruotò tutto il corpo verso il corvo, per guardarlo meglio senza fare cadere Taddeo; il corvo si mise a ridere allargando le ali.
“Ah ah! Un orso con un cappello di porcospino! Questa è davvero bella.”
Effettivamente era così: Bob aveva un cappello di porcospino e preferì non aggiungere niente, la situazione era già piuttosto strana.
“Forse è meglio se mi fai scendere.” Disse il cappello, cioè il porcospino.
“Sì!” Bob lo fece salire delicatamente sul palmo e lo appoggiò per terra. Quando il porcospino fu di nuovo sul suolo, corse verso la scatola, mettendoci un bel po’ a raggiungerla.
Bob non sapeva come fare, era proprio in mezzo alle spine, non vedeva nemmeno dove mettere le zampe, allora ebbe un’idea.
“Corvo, perché non ci aiuti tu?”
Il corvo che ancora tratteneva le risate, si ricompose.
“Perché no. Che devo fare orso?”
“Chiamami Bob. Dovresti guidare me il signor Taddeo, in modo da farci sapere come muovere i rami del roseto. Da lassù sul ramo ci puoi essere di grande aiuto.”
Il corvo sbatté gli occhietti neri un po’ e quindi disse “Perché no.” e si portò su un ramo ancora più in alto per dominare meglio la situazione.
I tre si misero all’opera: il piccolo porcospino che tirava da sotto, mentre Bob l’orso rimuoveva rametto dopo rametto, e il corvo ad indicare quali spostare. In pochissimo tempo riuscirono nell’impresa e alla fine la scatola fu fuori dalle spine, così come il porcospino, che affaticato si sedette vicino alla scatola.
“Vi ringrazio, senza aiuto non ce l’avrei mai fatta.”
Il corvo scese dal ramo e si appollaiò sulla scatola.
“E ora? Cosa ve ne fate di questa scatola signor porcospino?” Chiese l’uccello.
“Ora la porterò alla nostra tana, la useremo io e la mia famiglia per dormirci; renderà meno freddo l’inverno.”
“O!” Il corvo si drizzò e guardò in alto. “Ma è quasi buio, bisognerà sbrigarsi o tornare domani.”
“O no domani non è possibile,…” Disse evidentemente preoccupato Taddeo “…domani sarà tardi, stanotte nevicherà.”
Bob l’orso stava ad ascoltare le due piccole creature, secondo lui non sarebbe nevicato, era troppo caldo, ma capiva la preoccupazione del porcospino e ad un certo punto prese la parola.
“Scusate, se la tana è qui vicino, posso portare io scatola e porcospino.”
“Saresti così gentile?”
“Sicuro.” disse Bob chinandosi per raccogliere scatola e Taddeo.
Il corvo svolazzò su di un ramo vicino, e di nuovo sorrise nel vedere Bob che faceva accomodare il porcospino sulla testa. “Credo che vi seguirò anche io.” disse mentre i due si allontanavano
Nessuno ebbe da ridire e i tre camminarono assieme nel bosco. Man mano che l’orso avanzava sentiva le palpebre pesanti e avvertiva un odore nuovo con le sue grosse narici.
Il porcospino abitava nei pressi di un grosso nocciolo, l’albero era cresciuto abbarbicato ad un cumulo di terra; proprio nelle vicinanze si vedeva un buco, largo abbastanza da fare passare il porcospino, ma non certo la scatola.

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