La scatola – pagina 4


Bob l’orso, segue da pagina 3


“Ecco siamo arrivati” fece Taddeo da sopra l’orso.
Bob poggiò delicatamente l’animaletto e la scatola vicino all’ingresso; era evidente che la scatola non ci sarebbe mai passata, e se ne accorse anche il porcospino.
“Credo proprio che non ci passerà. E no.” Fu il corvo a parlare, dando parole al pensiero di tutti quanti.
“Con mio rammarico devo darti ragione corvo.” concluse anche Taddeo.
Bob però non si perse d’animo e dopo aver a stento trattenuto uno sbadiglio disse “Potrei allargare un po’ l’ingresso!”
“Proviamo”
Con la sua zampona pelosa Bob iniziò a saggiare la consistenza della terra attorno al buco; sembrava solida e cominciò a dare qualche colpetto più forte e poi a scavare con le unghie, ma era solo apparenza e tutto intorno al buco crollò!
A quel punto venne alla luce una specie di grotta, larga e profonda.
“Ops!” disse l’orso, stupito.
Taddeo era rimasto senza parole, praticamente il buco ora permetteva anche all’orso di passare. In fondo i tre videro gli occhietti terrorizzati degli altri porcospini: mamma porcospino e tre piccoli batuffoli ispidi, i cuccioli del signor Taddeo.
“Eppure non mi sembrava di avere spinto così tanto!”
Il corvo scrollò le ali “Uh, che pasticcio. E che freddo…” guardò in cielo, i primi fiocchi di neve cominciavano a scendere lievi “…e nevica pure.”.
Allora Bob si stiracchiò tutto e guardò meglio dentro.
“Aspettatemi qui.”
L’orso andò via per qualche minuto e tornò con una montagna di rami di pino, pieni di aghi profumati, che lasciò a pochi passi dal buco d’accesso.
“Se non vi scoccia dividere casa con me, ho pensato che questa potrebbe diventare la tana dove dormirò questo inverno. Nessuno darà fastidio ad orso in letargo.”
Taddeo che non si aspettava una proposta simile, ci dovette pensare un po’, quindi si mosse e raggiunse la moglie all’interno. I due porcospini confabularono per un bel pezzo. Il corvo intanto cominciava ad essere ricoperto di neve e gracchiò infastidito.
“Mia moglie è d’accordo a patto che tu non russi.”
Bob rise e la sua risata echeggiò per tutto il bosco.
“No, non russo, anzi sono molto silenzioso, mi si sente appena respirare quando dormo profondamente e non mi muovo nemmeno. Bene allora.”
L’orso prese la scatola e facendo attenzione a non pestare gli altri, la depose sul pavimento della grotta, a ridosso della parete in fondo, i porcospini subito vi cominciarono a disporre paglia e fili d’erba, mentre Bob tornò fuori a prendere i rami che poggiò sull’altro lato, ci si stese sopra, accoccolandosi mettendo la testa sotto le zampe.
“Si,…” disse alzando appena il testone “…è comodo e la neve mi ha fatto venire un gran sonno.”
Detto questo si addormentò quasi subito, come un sasso, lasciando di stucco la famiglia di porcospini. Fuori intanto la nevicata proseguiva; Taddeo uscì.
“Signor corvo, la devo ringraziare.”
“Ah, ma di niente mi sono divertito. Non avevo mai visto delle scene del genere, stasera ne avrò da raccontare al nido.”
Si scrollò la neve dalle ali e se ne andò via svolazzando tra gli alberi.
Taddeo rientrò nella grotta e si infilò nella scatola, che nel frattempo era diventata accogliente per via della paglia. Prima di sparire dentro, dette un’occhiata all’orso: respirava piano piano. Quell’inverno sarebbe stato un buon inverno.
Bob intanto stava già sognando, il suo pensiero era alla primavera, a quando avrebbe mangiato nuove bacche, cipolle e germogli; finalmente l’inverno era arrivato anche nel bosco dei Faggi Molli e con l’inverno il sonno.

Una nota

Ah giusto per chiarire: nomi, fatti, persone e luoghi sono inventati e sono frutto di fantasia. Che io sappia non esiste nessun bosco dei Faggi Molli, inoltre nessun animale parlante ha subito maltrattamenti.

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