Poesia – Il vaccare


Il vaccare

Stan sulle monti vacche al pascolo
giumente e vitelli zompan lieti
cieli sereni sovra l’alpeggio.
Esse stanno, stanno, stanno,
stanno, stanno, stanno, stanno
stanno, stanno, stanno, stanno
stanno, stanno, stanno, stanno
e ristanno, questo perché
alpeggio non c’è mai fine.

(Il Perdilibri)

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6 pensieri riguardo “Poesia – Il vaccare

  1. Fa una strana sensazione scrivere qui, in una nicchia non pubblicizzata del tuo sito, non proprio “nascosta” nel senso classico del termine, ma sicuramente non evidenziata e nemmeno pagina di atterraggio di qualche link istituzionalizzato, tranne quello che hai inserito nella risposta al mio commento…

    In questa stanza virtuale, dalle pareti bianche, posta al termine di una piccola serie di corridoi apparentemente senza interesse, come un’ala abbandonata di un museo in cui nessuno sente il bisogno di entrare perché disadorna di opere di alcun tipo, così mi sento ora, come nel nascondiglio perfetto…

    Sono seduto sulla cima di una montagna, osservando la vastità dell’orizzonte e protetto dal poter scorgere in lontananza chiunque si avvicini: senza essere coperto da maschere o muri, potrei, restando in piedi ed annusando l’aria frizzante dell’altitudine montana, persino denudarmi dei pantaloni e delle mutande, certo di non offendere il pudore di alcuno…

    Magari non urlerei, ecco, quello no, perché in montagna si sa i suoni si trasmettono in un modo a cui noi cittadini non siamo abituati… E poi, forse, disturberei la quiete delle mucche che più giù stanno “vaccando”, in pace, fuori dall’ottica di qualsiasi allevamento intensivo, libere dal gioco delle fattorie lager, degli stabilimenti di produzione sadici e senza alcuno scrupolo…

    Si, perché le mucche che vaccano non sono chiaramente il nirvana dei vegani, ma di certo sono il miglior risultato possibile di un onnivoro consapevole, di chi sceglie di mangiare molta meno carne ogni settimana e per questo è disposto a pagarla di più (in modo relativo e non assoluto), così da riuscire a convivere con i propri demoni di uomo civilizzato e le esigenze di una dieta bilanciata.

    Le mucche che vaccano sono quelle dell’iconografia classica, quelle degli abecedari, dei cartelloni appesi sui muri delle scuole dell’infanzia ed infine sono lo sguardo sornione del mondo animale: sono i bovini che da noi umani si aspettano sempre ben poco, quasi nulla ed al nostro nulla reagiscono lasciando quasi distrattamente, dietro il loro passaggio, il frutto della loro lunghissima digestione, magari in attesa che venga pestato…

    Piace a 1 persona

    1. Ci sono innumerevoli pagine in questo blog che anche io non so più dove stanno. Ho sempre prediletto fare leggere a chi trova e solo a chi trova, certe cose.
      Sì lo so è un comportamento bizzarro, però, visto che almeno per ora non è mia intenzione diventare scrittore professionista a tempo pieno… la cosa mi diverte assai.

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