Ma cos’è la cultura

Per quale motivo un simile titolo per questo post? E cosa c’entra Alan Ford e la sua banda di spie segretissime? Tutto nasce da una riflessione su cosa è cosa. Cosa è essere colti, cosa è essere utile e cosa è essere pratico. Per esempio fare buoni fumetti è utile? E’ cultura? Genera cultura? Dà benefici nella pratica? Secondo me sì.
Il sito internet del Dipartimento di Elettronica dell’Università di Belgrado si chiama “tnt.etf.rs” in onore al Gruppo TNT.
Nel film di Emir Kusturica Gatto nero, gatto bianco, un personaggio legge Alan Ford lungo tutto il film. Inoltre, la maggior parte degli improvvisati mezzi di trasporto usati da un altro personaggio del film sono direttamente ispirati alle strampalate invenzioni di Grunf. Anche nel successivo film Promettilo! diversi personaggi sembrano tratti dai fumetti di Alan Ford.
(fonte Wikipedia)
Grande onore a Alan Ford e al gruppo TNT (e a Max Bunker) che da 50 anni e più imperversano per il mondo.
Quando si dice che la cultura va in mille direzioni e ci ritorna solo del bene… (e questa è un’affermazione seria).
Da questo post è stato aggiunto il tag cultura. Quasi da non credere…

Diavolerie elettroniche o del cellulare nei libri

Credo che un dramma profondo come quello creato dall’introduzione dei dispositivi mobili nel mondo dei libri gialli, non si sia verificato nemmeno quando sono state introdotte le armi da fuoco… Anche se non ricordo gialli scritti (scritti, non ambientati) in periodi così antichi… ma vabè.

A un tratto è successo: la suspance del telefono (fisso) tagliato, dell’essere in un qualche bosco sperso e lontano da centri abitati, le strade deserte con la cabina del telefono come ultima spiaggia (e non solo come cabina armadio per Superman) tutto finito. La giovane vittima che corre sperando di trovare il caffè aperto, poter chiamare qualcuno, tutto finito.

Anche l’inerpicarsi per montagne, lontano da tutti, o le casette vacanza in riva al lago dimentiate dagli dei… finito. C’ho le prove, anche in cima alle più sperdute montagne, c’ho 3 tacche!

La connettività è ovunque, o quasi, al più ti puoi inventare che la batteria è scarica, o che il telefono è caduto in un tombino, ma vuoi mettere la speranza insita nel raggiungere un luogo dove poter chiedere aiuto? Ma anche gli alibi! Pensiamo agli alibi costruiti con abili messe in scena e telefonate ad-hoc, niente… Sappiamo a quale cella il tuo telefono si è connesso, se eri in zona ti becchiamo quindi confessa (qui a parlare è il tenente di polizia di turno).

Come fare, cosa inventare avendo perso la lontananza da mezzi di comunicazione come elemento chiave? Con la scusa della scampagnata nella natura lontano da distrazioni e stress, si lasciano tutti gli smatphone alla baita? Al rifugio? Ok, ma è plausibile? Forse, o forse è proprio il barista del rifugio l’assassino, e ora controlla i telefoni di tutti?

E quindi? Cosa fare ai tempi del tutto connesso? Ci sono varie possibilità, insite nel nuovo mezzo, però…

 

Del correttore grammaticale e altri abusi

Mentre scrivi lui ti indica in rosso, come una maestrina d’altri tempi, cosa stai sbagliando. Se poi hai impostato l’automatismo più estremo, ti corregge al volo, spesso ci azzecca, ma altre volte genera modifiche tali alla frase, da far scatenare guerre termonucleari o la fine di amori nati sul filo (o wi-fi).
La cosa più subdola però sono gli ultimi correttori on line, che sostituiscono le parole sulla base di boh, forse la community? Forse le statistiche d’uso? Forse dei dizionari nati per rendere il testo più attuale?
Spariranno i verbi come buttare? Trasformati in gettare? Ma vuol dire la stessa cosa? Mica sempre.Spariranno verbi come ritornare? Sia nell’accezione di tornare indietro o tornare sui propri passi, che in quella di restituire.Comunque vada sarà una modifica al proprio scrivere, buona? Cattiva? Visto la quantità di errori, anche di battitura, che facciamo, è sempre buona cosa tenerlo attivo, è sempre bene però mediarne l’uso con la materia grigia… Anche perché a dar retta al correttore, dovrei sostituire “mediarne” di qui sopra con “mediante” e il “qui” di qui sopra, con “cui”… che, ok, grazie del suggerimento, ma il significato cambia.Troppa AI*? La lingua è certo un codice in eterno mutamento, se parlata, se usata, se scritta… Cambia come sempre è cambiata, c’è da capire se cambia perché l’uso che si fa la\ci modifica, oppure perché qualcosa ci modifica mentre scriviamo. Conoscendomi, nel dubbio, il correttore io lo lascio acceso, magari qualcosa imparo, magari qualcosa impara lui.

E ora perché mi segnala che “tu mi avvisasti troppo tardi” è sbagliato?


*AI intelligenza artificiale, però all’inglese.

Continua a leggere “Del correttore grammaticale e altri abusi”

Anteprima del giorno

Con il consueto stile tagliente, asciutto, diretto ed efficacissimo, Nadia colleziona, nel suo Maldestra & mancina, una serie di racconti divertenti e al tempo stesso profondi. Si spazia dal gioco d’azzardo all’amore, all’inquietudine e pure a un po’ di cannibalismo, ma anche un bel po’ di humor, il tutto presentato da punti di vista non consueti. Che dire? Brava.
Qui a fianco vedete, nello splendore della bassa risoluzione, col favore delle tenebre, e soprattutto con tutti gli artefatti digitali di un piccolo obiettivo contro l’oscurità, la copertina del nuovo volume.

Ps.: la versione cartacea è deliziosa, la copertina davvero ben fatta, un piccolo quadro.

[Link alla pagina dell’autrice] [link a Evaporata]
[Link ad altre anteprime]

THE POLITICS OF METAL SKUNK: i lati oscuri della Finlandia – Metal Skunk

Reblog di questo interessante articolo

Alle spalle di un modello societario all’apparenza stabile, e furbescamente collocato in una melensa cartolina ritraente laghi cristallini e verdi distese accarezzate dal vento, si celano realtà così tetre da destare il mio sospetto. È della Finlandia, e non senza un accenno di riluttanza, che oggi sento il dovere di parlarvi. Nell’annuale graduatoria degli animali […]

via THE POLITICS OF METAL SKUNK: i lati oscuri della Finlandia — Metal Skunk

Versione beta?

Quanto ci si mette ad arrivare alla versione beta di un racconto? Dipende. Dipende da quanto chiare sono le idee e da quanto tempo si ha a disposizione per portarle su carta. E che differenzia la versione beta dalla alfa? Be’ che la alfa è letta e controllata da persone coinvolte nel progetto, la beta invece a essere coinvolti sono degli elementi (in questo caso lettori) esterni. E l’editing serio? Quello è l’ultimo step, in questo caso, ma mica è una regola, è che non ho trovato nessuno che volesse editarlo ^_^. Che esperienze avete avuto in tal senso?

Ah, ringrazio fin da subito gli sfortunati che sono stati coinvolti fin ora nelle due fasi su descritte.

Giusto, ma di che si parla? Del racconto in foto*, ovvio.


Buffo come il gergo che viene usato di solito per lo sviluppo di robe informatiche sia passato nel linguaggio comune, vero?

*non clickate sulla foto, vi porterà su una pagina dove sono possibili spoiler

Sinossi, sintassi, presentarsi

Dopo aver vagato per mari monti e blog, essermi imbatutto in decaloghi e consigli, aver capito la sinossi e la sintassi per presentare e presentarsi, be’ credo però che alla fine, a meno che non si sia davvero costanti come la stella polare e bravini, l’esito sarà una nuova coperta per la mezza stagione. Tuttavia, il divertente sono la fase 1 e la fase 2, e mettiamoci la fase 3*.

C. Schultz


fase 1: l’idea
fase 2: la stesura
fase 3: la correzione

Anteprima numero 3, una precisazione

Qualche giorno fa è stato annunciato un nuovo tris di anteprime, e mi fa molto piacere avere trovato la terza da includere in questo tour di letture. Quindi ricapitolando, nelle settimane che seguiranno verranno pubblicate le anteprime di:

Sola, il nuovo libro di Rosario Galatioto. Qui spiega i retroscena e i perché. Come già scritto per altri suoi lavori, ciò che mi piace del suo stile sono i dettagli, la precisione nello scegliere i vocaboli, il coinvolgimento. In buona sostanza sa raccontare.


Sarà poi la volta di Ti raggiungo in Pakistan, di Roberta Marcaccio. Di questa autrice ho sempre apprezzato lo stile asciutto, forte, e i dialoghi, sempre al top.
Anche in questo caso siamo in presenza di una trama avvincente.


Terza anteprima un giallo, ovvero Vorrei essere Jessica Fletcher di Elena Andreotti. Chi non vorrebbe risolvere crimini come la Fletcher, anche se, qualche volta, mi sono domandato se Jessica portasse un po’ sfortuna… dovunque arrivasse spuntavano fuori tonnellate di morti ammazzati.



[regolamento]