Il Crom Award 2021 si avvicina…

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E’ tempo di cominciare a pensare a un racconto fantasy

Un buon inizio fantasy

Questo breve racconto (partoroito dalla mente vulcanica di Kasabake) potrebbe essere un buon inizio fantasy, sarebbe interessante provare a continuarlo. E’ stato pubblicato qui, con un titolo, in grave ritado, dopo quattro anni dalla sua comparsa in un vecchio post.

Da tre a sei

Ahahah da tre a sei la fuga ha successo implica un dato, e in fondo la vita è spesso legata e eventi aleatori no?” Così replicò ridendo Gregory, con quel suo sorriso bonario che ogni volta mi faceva stare male.
Dopo avergli fintamente restituito un sorriso, mi girai di spalle, senza riuscire a trattenere oltre il dolore che mi stava rendendo sempre più scuro in volto.
M’incamminai a passo veloce lungo il corridoi, quasi correndo, senza voltarmi e salutandolo lo scrittore con un cenno della mano, simulando un gesto amicale.
Dopo aver girato l’angolo, mi fermai con la schiena appoggiata al muro e mentre un sudore freddo mi colava lungo le tempie, ripensai allo scempio che avevo appena fatto della sua creazione: avevo rapito Bob e lo avevo venduto ad un trafficante di organi. Chiusi gli occhi, ma fu peggio: vidi lo sguardo del plantigrado bonaccione mentre veniva catturato con un laccio al collo e fatto scomparire nel buio di un furgone, mentre il sosrriso dai denti dorati del losco acquirente mi annunciava il pagamento. I soldi di Giuda o di qualsiasi altro tradimento…
Ma non erano i soldi il vero motivo, no, perché Bob era solo un tramite ovvero la prova che la clonazione umana era possibile a partire dai dati della clonazione animale, ma l’umanità di questo tempo non poteva saperlo, gli scienziati non potevano saperlo e soprattutto Grregory non poteva saperlo: solo duecento anni avanti nel futuro, da dove provenivo io, la pratica sarebbe stata possibile in modo sicuro.
Una strana commistione di scienza e coscienza, un riverbero del pensiero senziente sulla chimica organica ed inorganica, lo sdoganamento dell’etica di scambio e l’abolizione delle barriere genetiche, in un processo evolutivo a spirale che avrebbe portato l’umanità a disgregarsi e ricompattarsi, come un Big Bang ed un Big Crush sociali, smettendo di riprodursi sessualmente e clonandosi all’infinito per popolare tutta la galassia.
Poi c’era Bob ed il pensiero di Gregory, che ero stato inviato a campionare: un diamante allo stato grezzo, un crogiuolo di idee solo minimamente espresse e la non consapevolezza da parte sua di essere un creatore: senza saperlo, egli aveva creato migliaia di cloni di Bob uno per ogni stesura, per ogni bozza, per ogni versione di ogni racconto e di ogni storia, un esercito di orsi che ogni volta prendevano vita nel suo cervello e da lì affioravano e nascevano nell’incubatrice dei nostri laboratori, finché qualcosa si è inceppato ed uno dei cloni è riuscito, non si sa come, a superare il confine spazio-temporale, teoricamente unidirezionale e sbucare vicino al suo creatore.
Un rapimento, ma forse un salvataggio, di certo un omicidio, perché quel clone, quel particolare Bob, non poteva tornare al mio tempo, no, non apparteneva al momento del continuum dei suoi gemelli e non poteva nemmeno restare qui, con Gregory, perché qui Bob era solo un personaggio di fantasia e non un animale reale.
Andava eliminato ed io l’ho fatto.
Sbircio da dietro l’angolo dove mi sono nascosto: Gregory è ancora in piedi dove l’ho lasciato, con lo sguardo assorto. Forse sta pensando ad una nuova storia. Forse, mentre guarda verso un punto non precisato della parete di fronte a lui, una nuova impresa dei suoi personaggi sta prendendo piede.
Duecento anni nel futuro una luce si accende e comicia a girare, come una lampada di quelle vecchie ambulanze del ventesimo secolo: nel silenzio del laboratorio si ode il ronzio delicato della cinghia che aziona il nastro trasportatore, con cui un nuovo Bob appena nato viene accompagnato alla nursery.


Starebbe bene in una collana dedicata ad Asimov

Conclusioni iniziali vede la luce

Qualche tempo fa, ma saltiamo subito alle conclusioni. Dopo avere scritto ben 1000 e più commenti in un post del blog di ysingrinus (e se siete curiosi clickate qui) si è deciso di farne un film un libro. Un’impresa è pur sempre un’impresa, ci siamo detti, e allora perché non portarla a termine?

Di che si tratta? Dunque, si (è) tratta(to) di un esperimento, di una sorta di pensiero libero, di un appuntamento senza orari fissi, che ci ha permesso di generare un insieme più o meno insensato di frasi di senso grossomodo compiuto, scorrelate tra di loro, e che potrebbero perfino essere utili per qualcuno. Come detto all’inizio, avevamo come obiettivo arrivare almeno a mille (1000) commenti in un post, da un lato per vedere se WordPress andava in crisi (e a parte un po’ di lentezza nel caricare i commenti, e l’impossibilità di vederli tutti nell’anteprima direi che ha funzionato) e poi per vedere se e quanto avremmo continuato.

E’ come un inno alla finalizzazione, cioè al darsi un obiettivo, all’arrivare in fondo, farlo con dedizione, giungere a perseguirlo, finalizzarlo. Alla fine è un progetto molto più sensato di quanto si possa pensare, e se vogliamo è pure ben riuscito*.

Qui sotto i link per scaricare le versioni PDF e PRC così che possiate comodamente leggerlo sul vostro ebook reader sulla spiaggia. Quanto costa? Nulla, perché dare un prezzo a un simile lavoro è impossibile, però attenzione, non è che non vale nulla, il valore è un’altra cosa. A breve ci sarà anche la versione cartacea, tanto per farci odiare dai boschi, per i tipi di lulu.com, che si presta a questo genere di autoproduzione. Vi saranno nuove edizioni? Sì, perché specie la versione ebook dà qualche problema con la conversione, ma li risolveremo***…

[scarica il PDF] [scarica l’eBook]

Cosa viene richiesto di fare con questo libro? Recensitelo, recensitelo e dite cosa avete provato nel leggerlo, se avete trovato un filo conduttore che a noi è sfuggito, parlatene e regalatelo, inviatelo a tutti, amici e soprattutto nemici, non ve ne pentirete, mentre magari loro se ne pentiranno.


*opinione personalissima, del resto essendo uno dei coautori, non è che posso parlarne male.
**la copertina è di ysingrinus, pastelli a olio su cartoncino grigio; 14,8x21cm.
***forse, perché almeno io sto usando un software davvero scarno e vecchio

Ma cos’è la cultura

Per quale motivo un simile titolo per questo post? E cosa c’entra Alan Ford e la sua banda di spie segretissime? Tutto nasce da una riflessione su cosa è cosa. Cosa è essere colti, cosa è essere utile e cosa è essere pratico. Per esempio fare buoni fumetti è utile? E’ cultura? Genera cultura? Dà benefici nella pratica? Secondo me sì.
Il sito internet del Dipartimento di Elettronica dell’Università di Belgrado si chiama “tnt.etf.rs” in onore al Gruppo TNT.
Nel film di Emir Kusturica Gatto nero, gatto bianco, un personaggio legge Alan Ford lungo tutto il film. Inoltre, la maggior parte degli improvvisati mezzi di trasporto usati da un altro personaggio del film sono direttamente ispirati alle strampalate invenzioni di Grunf. Anche nel successivo film Promettilo! diversi personaggi sembrano tratti dai fumetti di Alan Ford.
(fonte Wikipedia)
Grande onore a Alan Ford e al gruppo TNT (e a Max Bunker) che da 50 anni e più imperversano per il mondo.
Quando si dice che la cultura va in mille direzioni e ci ritorna solo del bene… (e questa è un’affermazione seria).
Da questo post è stato aggiunto il tag cultura. Quasi da non credere…

Diavolerie elettroniche o del cellulare nei libri

Credo che un dramma profondo come quello creato dall’introduzione dei dispositivi mobili nel mondo dei libri gialli, non si sia verificato nemmeno quando sono state introdotte le armi da fuoco… Anche se non ricordo gialli scritti (scritti, non ambientati) in periodi così antichi… ma vabè.

A un tratto è successo: la suspance del telefono (fisso) tagliato, dell’essere in un qualche bosco sperso e lontano da centri abitati, le strade deserte con la cabina del telefono come ultima spiaggia (e non solo come cabina armadio per Superman) tutto finito. La giovane vittima che corre sperando di trovare il caffè aperto, poter chiamare qualcuno, tutto finito.

Anche l’inerpicarsi per montagne, lontano da tutti, o le casette vacanza in riva al lago dimentiate dagli dei… finito. C’ho le prove, anche in cima alle più sperdute montagne, c’ho 3 tacche!

La connettività è ovunque, o quasi, al più ti puoi inventare che la batteria è scarica, o che il telefono è caduto in un tombino, ma vuoi mettere la speranza insita nel raggiungere un luogo dove poter chiedere aiuto? Ma anche gli alibi! Pensiamo agli alibi costruiti con abili messe in scena e telefonate ad-hoc, niente… Sappiamo a quale cella il tuo telefono si è connesso, se eri in zona ti becchiamo quindi confessa (qui a parlare è il tenente di polizia di turno).

Come fare, cosa inventare avendo perso la lontananza da mezzi di comunicazione come elemento chiave? Con la scusa della scampagnata nella natura lontano da distrazioni e stress, si lasciano tutti gli smatphone alla baita? Al rifugio? Ok, ma è plausibile? Forse, o forse è proprio il barista del rifugio l’assassino, e ora controlla i telefoni di tutti?

E quindi? Cosa fare ai tempi del tutto connesso? Ci sono varie possibilità, insite nel nuovo mezzo, però…

 

Del correttore grammaticale e altri abusi

Mentre scrivi lui ti indica in rosso, come una maestrina d’altri tempi, cosa stai sbagliando. Se poi hai impostato l’automatismo più estremo, ti corregge al volo, spesso ci azzecca, ma altre volte genera modifiche tali alla frase, da far scatenare guerre termonucleari o la fine di amori nati sul filo (o wi-fi).
La cosa più subdola però sono gli ultimi correttori on line, che sostituiscono le parole sulla base di boh, forse la community? Forse le statistiche d’uso? Forse dei dizionari nati per rendere il testo più attuale?
Spariranno i verbi come buttare? Trasformati in gettare? Ma vuol dire la stessa cosa? Mica sempre.Spariranno verbi come ritornare? Sia nell’accezione di tornare indietro o tornare sui propri passi, che in quella di restituire.Comunque vada sarà una modifica al proprio scrivere, buona? Cattiva? Visto la quantità di errori, anche di battitura, che facciamo, è sempre buona cosa tenerlo attivo, è sempre bene però mediarne l’uso con la materia grigia… Anche perché a dar retta al correttore, dovrei sostituire “mediarne” di qui sopra con “mediante” e il “qui” di qui sopra, con “cui”… che, ok, grazie del suggerimento, ma il significato cambia.Troppa AI*? La lingua è certo un codice in eterno mutamento, se parlata, se usata, se scritta… Cambia come sempre è cambiata, c’è da capire se cambia perché l’uso che si fa la\ci modifica, oppure perché qualcosa ci modifica mentre scriviamo. Conoscendomi, nel dubbio, il correttore io lo lascio acceso, magari qualcosa imparo, magari qualcosa impara lui.

E ora perché mi segnala che “tu mi avvisasti troppo tardi” è sbagliato?


*AI intelligenza artificiale, però all’inglese.

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Anteprima del giorno

Con il consueto stile tagliente, asciutto, diretto ed efficacissimo, Nadia colleziona, nel suo Maldestra & mancina, una serie di racconti divertenti e al tempo stesso profondi. Si spazia dal gioco d’azzardo all’amore, all’inquietudine e pure a un po’ di cannibalismo, ma anche un bel po’ di humor, il tutto presentato da punti di vista non consueti. Che dire? Brava.
Qui a fianco vedete, nello splendore della bassa risoluzione, col favore delle tenebre, e soprattutto con tutti gli artefatti digitali di un piccolo obiettivo contro l’oscurità, la copertina del nuovo volume.

Ps.: la versione cartacea è deliziosa, la copertina davvero ben fatta, un piccolo quadro.

[Link alla pagina dell’autrice] [link a Evaporata]
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