Il numero Zero di Sf & Fantasy — Elena Romanello

Adorabile numero Zero di una rivista di SF e Fantasy a opera di Elena Romanello.
Si legge rapidamente, ha molti spunti interessanti, si spera ci siano altri numeri.

Avevo un progetto che mi girava in testa da tempo, quello di fare una rivista sul modello della mitica SFX di cui sono una lettrice assidua da tempo. Avevo già messo giù un po’ di roba, poi è arrivata la quarantena e dato che non posso andare in tutti i posti in cui amo andare, dalle biblioteche […]

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Drenaggio verso l’alto, l’oligarchia e…

…E no, niente politica, ma fantascienza o comunque analisi ipotetica (che succede se…?) di come sarebbe un\il mondo se tutto il tempo, la vita, il denaro, finissero verso l’alto, accumulati da un ristretto numero di individui, che raggiunto un potere elevato, ne definissero le regole.

In fondo pensate a quanti esempi: Elysium, o ancora meglio Alita l’angelo della battaglia*, In time, insomma tutti esempi dove una risorsa viene sottratta e detenuta da pochi con tutto quello che ne segue. Una classe alta e una bassa.

Quali sono qui i cliché, gli stereotipi, gli archetipi? Il super cattivo? Certo, c’è sempre. L’amore di una coppia? Ci può stare. L’esito distruttivo: quando il sistema collassa, tutto collassa. Alla base di tutto però cosa c’è? La tecnologia. In molti dei nuovi plot, trame, concetti di base, di questa fantascienza, c’è la tecnologia, non più la forza degli eserciti, ma il divario tecnologico, perfino tecnologico-sanitario. Interessante vero?


*il fumetto.

Piante in vaso e fantascienza

Sulla fantascienza.

Ancora? Sì, ancora.
Per esempio Apollo XIII è fantascienza? No, è anzi un film storico.
Allora Alien? Sì, quello sì, che succederebbe se, nel futuro, quando gli umani popoleranno lo spazio interstellare, ci imbattessimo in una specie che ci vede come ottima incubatrice per le loro uova?
E parlare di piantine in vaso e di anziane signore, è fantascienza? Dipende…
Da cosa? Da tanti fattori, dalla domanda “cosa succederebbe se”, ma forse anche dalla domanda “cosa non succederebbe se”..
Per capire di cosa si tratta, provate a leggere [Piante in vaso]… che l’invasione abbia inizio… o forse no.

Tratto da Apollo XIII, scena del decollo.
Effetti speciali così ben fatti da risultare invisibili, ottimi, ma è fantascienza? No, è ricostruzione.

A breve un’invasione

Il format classico di una serie sugli alieni qual è? L’invasione, alieni mutanti, intelligentissimi, cativissimi, perché non ci considerano una specie intelligente. Arrivano, si insinuano, ci combattono e alla fine? Beh, c’è da vedere la serie no?
Ora, ma che ci faranno mai ‘sti alieni del nostro pianeta? Magari una bella discarica? Oppure, visto il clima, un resort gigante dove passare l’inverno? Ci mangeranno perché per loro siamo come mucche al pascolo? Ci verranno in ferie?
Ti immagini l’alieno che abita sul pianeta Iximus, coperto perennemente di ghiacci, che inverni potrà mai avere? E così, dopo attenta valutazione, ha trovato questo pianetino che ruota intorno a un sole giallo, sufficientemente riscaldato* e dice “ma perché non andare lì, che sembra un bel posticino?” ed ecco che parte, ma visto la distanza, non è solo, no, si porta con sé tipo due milioni di simili e cento e più navi stellari, che impiegheranno millenni, forse più.

Stop, non dico altro, non dico che forma possono avere gli alieni, né come intendono invaderci o come sopravvivono nel loro freddo mondo. Questo sarà oggetto di un ulteriore post.


*no no, non è un accenno al surriscaldamento globale, anche perché gli alieni ci studiano da almeno 300 anni, inviando sonde, esploratori, simbionti che già popolano la terra.

Nell’immagine la Repentaglia IV.

 

A proposito di fiabe – reblog da Rosario Galatioto Blog

Reblog di interessanti considerazioni su…

Ilperdilibri Il caro amico Gianni Gregoroni ha lanciato in un suo post (https://ilperdilibri.wordpress.com/2019/09/04/target-lettori-e-fiabe/) una serie di quesiti a proposito delle fiabe: “Vi è mai capitato di raccontare fiabe inventate da voi? E ne ricordate qualcuna, che avete letto o inventato voi o che magari vi hanno letto? Cosa vi rimaneva impresso?” Ringraziando pubblicamente Gianni per le positive…

via A proposito di fiabe — Rosario Galatioto Blog Racconti Libri e riflessioni in libertà

I lettori che mancano, i perché ma non i per come

Come più volte affermato su questo blog, la fantascienza è poco letta, specie in Italia*. La domanda è una sola perché? Però una domanda così ad alto livello si suddivide in mille altre, allora vediamo di elencarne alcune, chi vuole può cimentarsi e aggiungere i suoi perchè o rispondere a quelli qui sotto. Ah la foto è il delizioso decollo della Repentaglia IV, indimenticabile, forse ultima opera d’ingegno di Ettore Majorana, o no?

  • perché è tutta roba vecchia
  • perché parla sempre di distopie
  • perché fa troppo uso di “effetti speciali”
  • perché è letta prevalentemente da uomini, che leggono meno
  • perché viene considerata di scarsa qualità
  • perché c’è così tanto da leggere che non interessa
  • perché è fin troppo incredibile
  • perché è disonorevole farsi “beccare” con un libro di fantascienza
  • perché perché … un sacco di perché

Poi succede che Hunger Games spopola, e le persone che l’hanno letto riletto e visto il film… continuano a dire che non leggono fantascienza né la amano. Che sia, alla fine, solo una questione di immedesimazione?

Chissà, forse è l’unico perché? O forse è perché è giusto così?

*no, non cito fonti! 😀 ma basta guardare le classifiche delle vendite on line di Amazon, IBS e Mondadori per vedere che non ci sono, ma si trovano gialli (crimini efferati a gogo) storie di famiglia, saggi, consigli, diari… qualche classico

Fantasia, vivere e rivivere

Fantasia, vivere e rivivere
Ovvero quali strade seguire nell’economia di un racconto e\o di un libro, dopo la morte dei personaggi.

Uno dei temi interessanti affrontati nel fantastico mondo della fantascienza e del fantasy è la resurrezione.
Per lo scrittore è l’escamotage, ottimo, da usare quando dispiace avere eliminato un personaggio, oppure il sistema per stupire, prima, il lettore e poi ridargli l’amato personaggio, dopo.
A quel punto il dilemma è: si è resuscitata anche la coscienza? Ovvero, il rinato è sempre lui, oppure è un nuovo individuo che ne replica soltanto gli schemi mentali e ne condivide i ricordi?
La domanda implica un ragionamento. Se il personaggio X venisse prima eliminato, poi resuscitato, come si potrebbe essere sicuri che non si tratti di un clone che crede di essere il precedente individuo?
Lui stesso, in buona fede, non potrebbe essere certo di essere sé! Anche se lo pensasse non avrebbe alcun elemento, perché la coscienza di sé è innata! A meno che, la coscienza potesse esistere al di fuori dello stato fisico (anima?).
Spiego: ipotizziamo che un individuo, un personaggio, a un certo punto nella trama si prenda una badilata in testa, o un mortale veleno e deceda, quali sono i possibili casi che si troverebbe davanti? Potrebbe, dopo arcano incantesimo, risorgere in un nuovo corpo, oppure rientrare nel proprio, perfino ritornare a uno stadio precedente (rinascita vera e propria).
Risvegliandosi continuerebbe a pensare e magari potrebbe avere perfino gli stessi ricordi, perfino il ricordo della propria dipartita, ma potrebbe essere sicuro dell’essere lui la continuazione della precedente vita, e non già una sua rinascita? E quindi come si potrebbe avere la certezza di non essere un nuovo individuo, o per dirla in termini terra terra, un a copia e non un ripristino?
La certezza non l’avrebbe – e non l’avrebbe il lettore.
Sarebbe diverso se la sua coscienza rimanesse in una sorta di stato vigile (viaggio extracorporeo, fusione in un tutt’uno mistico, quel che si vuole) e, una volta trovato un nuovo contenitore, fluisse in esso.
E quindi cosa potrebbe pensare, una volta scoperta una simile possibilità? Cioè una continuità diversa da quella fisica.
E come usare queste due strade in un racconto o in un romanzo?
Boh, qualche tempo fa ho usato la strada uno, o forse la due, chissà? Interpretazione libera.
L’ho scritto ne [La rinascita] se vi va di leggere.

Attenzione, si sta sempre parlando di ipotesi fantasy\fantascientifiche, quel what if insito in questi casi.

Ancora fantascienza?

Anche se il periodo natalizio, e poi il capodanno, e ancora l’epifania, sono dedicati al fantasy, perché non continuare a leggere qualche racconto di fantascienza?

Le giornate invernali sono corte, le ombre si allungano, ogni bosco diventa la casa di folletti e troll, le streghe si riappropriano della natura a loro strappata da superstizione e ignoranza, i fiumi mormorano una canzone sommessa sotto il muschio. L’immagine è poetica (spero) e tuttavia può esserci fantascienza pure in questa atmosfera.

Di tanto in tanto capito sulla rivista on-line Andromeda, per avere qualche idea, scovare qualche titolo interessante, non necessariamente fatto di astronavi, laser, e teletrasporti. Se vi va perché non date un’occhiata? Merita.

[la rivista Andromeda]

Saltando all’argomento streghe, invece, che cosa ne pensate? Nei romanzi, come le avete trovate rappresentate?


[libro in omaggio]

Soldati a Vapore — Fortezza Nascosta

Un bel romanzo ucronico, qui analizzato da Fortezzanascosta! Leggete leggete

E’ il 1848 e il Regio Esercito combatte la Prima Guerra di Indipendenza contro gli infami oppressori austroungarici. Il Risorgimento è un capitolo estremamente importante della Storia Italiana. In casa mia in particolare nessun infante scampa alle storie, agli aneddoti, alle dotte discussioni su Elena Casati Sacchi. La ragione principale è che un certo numero […]

via Soldati a Vapore — Fortezza Nascosta