Messaggio 2007TN165

circuito_silicio19Vi ripropongo questo mini raccontino che, Nato durante una notte di luna piena, mentre fuori infuriava la tempesta magnetica più potente (macché) del secolo (oddio ci può stare so’ 19 anni scarsi) è stato ribattuto su più blog. Nel leggere i commenti ricevuti, mi sono reso conto che è stato frainteso dai lettori. Molti hanno pensato che fosse il delirio di qualcuno in preda a chissà quali fumi… Come dite? Vi importa niente? Ok il racconto è qui sotto, lo ribloggo. La storia, però, pone dei quesiti: che succederebbe se la coscienza si potesse replicare? Che cosa implicherebbe potersi fondere con altre coscienze? E voi fate regolari backup?

Messaggio 2007TN165

Sto registrando questo messaggio perché temo sarà l’ultimo che potrò redigere prima che vengano a prendermi, oppure prima che il mio cervello si adatti e si modelli così da modificare il mio pensiero, lasciandomi indifferente a ciò che è accaduto.
Nove giorni fa ho dato inizio all’esperimento sui sogni come veicolo per la duplicazione della mente umana. Ho collegato al mio corpo gli elettrodi, tutti gli strumenti, le sonde e gli stimolatori, poi mi sono introdotto nel simulatore installato sul computer quantistico dell’Università. Da quel momento ho cominciato a costruire, come previsto dai piani preparati in anni di studi, un insieme di percorsi mentali, con l’obiettivo di replicarli all’interno della matrice elettronica dell’elaboratore. In buona sostanza la mia coscienza si sarebbe dovuta propagare, seppure in piccola parte, in un sistema esterno. Avevo intenzione di rendere immortale almeno un briciolo del mio schema di pensiero per potervi interagire. L’esperimento sui sogni in corso all’Ateneo me lo avrebbe permesso.
Quando mi sono collegato la sera successiva, ho subito notato che lo schema si era evoluto senza di me. L’elaboratore aveva dato luogo a nuovi percorsi, nuovi pensieri. In quel momento avevo provato gioia pura.
Esaltato da questa sensazione mi sono immerso per ampliare la replica, e così il giorno successivo, e il giorno dopo…

Vai al racconto completo Messaggio 2007TN165

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Stagliatevi! Ovvero, l’imperativo fantascientifico

Vi ricordate quando vi parlavo di riviste di fantascienza, io ho trovato queste, che sembrano essere davvero valide, almeno a sfogliarne un po’ le anteprime o leggendone le copertine. Non solo on line quindi. Ma andiamo con ordine, intanto le tre che sto guardando:

http://andromedasf.altervista.org/
http://www.elaralibri.it/cat/F+SF-1.htm
https://www.delosstore.it/delosbooks/collane/11/robot/

le ho carpite da questo sito
http://www.marcusbroadbean.com/riviste-di-fantascienza/
che ringrazio.

Io mi sono innamorato, almeno visivamente, di Robot, credo che ne comprerò qualche numero, anche perché gli autori che tratta sono di peso. Wow!
Resta il dubbio di cosa farne delle 120 pagine circa di racconto di fantascienza da me scritto… perdersi nel mandarlo in giro? Popolarne la rete di copie in PDF? Mah. Forse me lo dirà la tombola esoterica.
Inoltre non dimenticate il messaggio che popola la rete. E’ oscuro e inquietante.

E ora, stagliatevi!

Io credo che la scena qui sopra tratta da Fascisti tu Marte sia un capolavoro, l’idea del finto muto, il count down con i numeri romani e l’ordine di stagliarsi, siano un vero colpo di genio.

Trofeo Fantasy

XXIV Trofeo RiLL
Il Miglior Racconto Fantastico

No, niente torneo di giochi di ruolo, mi spiace, qui c’è da scrivere. Concorso riservato a racconti fantasy, fantascientifiche, horror,di massimo 21.600 battute.

Prolungata al 27 aprile 2018 la data di scadenza per partecipare al trofeo RILL

Qui il bando

Si deve associarsi per potere partecipare.

 

Con un piccolo ritardo… Lo so non c’entra niente con gli argomenti del blog ma chissene… a parlare è un signore che di auto ci capisce, l’ing. Materazzi. Si tratta del suo parere e del suo punto di vista, però per me un racconto  leggendario.

Clickate >> QUI

Si parla ovviamente della F40, di quando le auto si potevano fare partendo da un’idea e non dal progetto monolitico e di quando si cominciò a trovare belli i particolari funzionali e i “difetti” come la trama del Kevlar, oggi questi particolari si pagano.

Certo, c’erano anche Fioravanti, le officine Michelotto, Benuzzi e altri, tanti ottimi tecnici e collaudatori.

 

 

21 luglio

Mentre leggo divertito tutti i racconti che ho collezionato negli ultimi giorni, racconti che voi mi avete gentilmente condiviso, posto questo meraviglioso* pezzo di Alan Parson (Project) di 40 (quaranta) anni fa.

Sono quei brani che ti fanno capire quanto il tempo vada per i fatti suoi, relatività a no. A me fa pensare anche alla colonna sonora di LadyHawke (comunque del buon Alan, ma senza Project).

Nel frattempo cosa vi colpisce nei libri di fantascienza, se ovviamente il genere vi aggrada! Le soluzioni? La vita nello spazio? Gli inquietanti dubbi che l’intelligenza artificiale pone? Be’ io sono affascinato dai viaggi, dalla possibilità di viaggiare rapidamente verso luoghi distanti…

 

 

 

 

 

 

 

 

io robot e la fantascienza