I lettori che mancano, i perché ma non i per come

Come più volte affermato su questo blog, la fantascienza è poco letta, specie in Italia*. La domanda è una sola perché? Però una domanda così ad alto livello si suddivide in mille altre, allora vediamo di elencarne alcune, chi vuole può cimentarsi e aggiungere i suoi perchè o rispondere a quelli qui sotto. Ah la foto è il delizioso decollo della Repentaglia IV, indimenticabile, forse ultima opera d’ingegno di Ettore Majorana, o no?

  • perché è tutta roba vecchia
  • perché parla sempre di distopie
  • perché fa troppo uso di “effetti speciali”
  • perché è letta prevalentemente da uomini, che leggono meno
  • perché viene considerata di scarsa qualità
  • perché c’è così tanto da leggere che non interessa
  • perché è fin troppo incredibile
  • perché è disonorevole farsi “beccare” con un libro di fantascienza
  • perché perché … un sacco di perché

Poi succede che Hunger Games spopola, e le persone che l’hanno letto riletto e visto il film… continuano a dire che non leggono fantascienza né la amano. Che sia, alla fine, solo una questione di immedesimazione?

Chissà, forse è l’unico perché? O forse è perché è giusto così?

*no, non cito fonti! 😀 ma basta guardare le classifiche delle vendite on line di Amazon, IBS e Mondadori per vedere che non ci sono, ma si trovano gialli (crimini efferati a gogo) storie di famiglia, saggi, consigli, diari… qualche classico

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Fantasia, vivere e rivivere

Fantasia, vivere e rivivere
Ovvero quali strade seguire nell’economia di un racconto e\o di un libro, dopo la morte dei personaggi.

Uno dei temi interessanti affrontati nel fantastico mondo della fantascienza e del fantasy è la resurrezione.
Per lo scrittore è l’escamotage, ottimo, da usare quando dispiace avere eliminato un personaggio, oppure il sistema per stupire, prima, il lettore e poi ridargli l’amato personaggio, dopo.
A quel punto il dilemma è: si è resuscitata anche la coscienza? Ovvero, il rinato è sempre lui, oppure è un nuovo individuo che ne replica soltanto gli schemi mentali e ne condivide i ricordi?
La domanda implica un ragionamento. Se il personaggio X venisse prima eliminato, poi resuscitato, come si potrebbe essere sicuri che non si tratti di un clone che crede di essere il precedente individuo?
Lui stesso, in buona fede, non potrebbe essere certo di essere sé! Anche se lo pensasse non avrebbe alcun elemento, perché la coscienza di sé è innata! A meno che, la coscienza potesse esistere al di fuori dello stato fisico (anima?).
Spiego: ipotizziamo che un individuo, un personaggio, a un certo punto nella trama si prenda una badilata in testa, o un mortale veleno e deceda, quali sono i possibili casi che si troverebbe davanti? Potrebbe, dopo arcano incantesimo, risorgere in un nuovo corpo, oppure rientrare nel proprio, perfino ritornare a uno stadio precedente (rinascita vera e propria).
Risvegliandosi continuerebbe a pensare e magari potrebbe avere perfino gli stessi ricordi, perfino il ricordo della propria dipartita, ma potrebbe essere sicuro dell’essere lui la continuazione della precedente vita, e non già una sua rinascita? E quindi come si potrebbe avere la certezza di non essere un nuovo individuo, o per dirla in termini terra terra, un a copia e non un ripristino?
La certezza non l’avrebbe – e non l’avrebbe il lettore.
Sarebbe diverso se la sua coscienza rimanesse in una sorta di stato vigile (viaggio extracorporeo, fusione in un tutt’uno mistico, quel che si vuole) e, una volta trovato un nuovo contenitore, fluisse in esso.
E quindi cosa potrebbe pensare, una volta scoperta una simile possibilità? Cioè una continuità diversa da quella fisica.
E come usare queste due strade in un racconto o in un romanzo?
Boh, qualche tempo fa ho usato la strada uno, o forse la due, chissà? Interpretazione libera.
L’ho scritto ne [La rinascita] se vi va di leggere.

Attenzione, si sta sempre parlando di ipotesi fantasy\fantascientifiche, quel what if insito in questi casi.

Ancora fantascienza?

Anche se il periodo natalizio, e poi il capodanno, e ancora l’epifania, sono dedicati al fantasy, perché non continuare a leggere qualche racconto di fantascienza?

Le giornate invernali sono corte, le ombre si allungano, ogni bosco diventa la casa di folletti e troll, le streghe si riappropriano della natura a loro strappata da superstizione e ignoranza, i fiumi mormorano una canzone sommessa sotto il muschio. L’immagine è poetica (spero) e tuttavia può esserci fantascienza pure in questa atmosfera.

Di tanto in tanto capito sulla rivista on-line Andromeda, per avere qualche idea, scovare qualche titolo interessante, non necessariamente fatto di astronavi, laser, e teletrasporti. Se vi va perché non date un’occhiata? Merita.

[la rivista Andromeda]

Saltando all’argomento streghe, invece, che cosa ne pensate? Nei romanzi, come le avete trovate rappresentate?


[libro in omaggio]

Soldati a Vapore — Fortezza Nascosta

Un bel romanzo ucronico, qui analizzato da Fortezzanascosta! Leggete leggete

E’ il 1848 e il Regio Esercito combatte la Prima Guerra di Indipendenza contro gli infami oppressori austroungarici. Il Risorgimento è un capitolo estremamente importante della Storia Italiana. In casa mia in particolare nessun infante scampa alle storie, agli aneddoti, alle dotte discussioni su Elena Casati Sacchi. La ragione principale è che un certo numero […]

via Soldati a Vapore — Fortezza Nascosta

Messaggio 2007TN165

circuito_silicio19Vi ripropongo questo mini raccontino che, Nato durante una notte di luna piena, mentre fuori infuriava la tempesta magnetica più potente (macché) del secolo (oddio ci può stare so’ 19 anni scarsi) è stato ribattuto su più blog. Nel leggere i commenti ricevuti, mi sono reso conto che è stato frainteso dai lettori. Molti hanno pensato che fosse il delirio di qualcuno in preda a chissà quali fumi… Come dite? Vi importa niente? Ok il racconto è qui sotto, lo ribloggo. La storia, però, pone dei quesiti: che succederebbe se la coscienza si potesse replicare? Che cosa implicherebbe potersi fondere con altre coscienze? E voi fate regolari backup?

Messaggio 2007TN165

Sto registrando questo messaggio perché temo sarà l’ultimo che potrò redigere prima che vengano a prendermi, oppure prima che il mio cervello si adatti e si modelli così da modificare il mio pensiero, lasciandomi indifferente a ciò che è accaduto.
Nove giorni fa ho dato inizio all’esperimento sui sogni come veicolo per la duplicazione della mente umana. Ho collegato al mio corpo gli elettrodi, tutti gli strumenti, le sonde e gli stimolatori, poi mi sono introdotto nel simulatore installato sul computer quantistico dell’Università. Da quel momento ho cominciato a costruire, come previsto dai piani preparati in anni di studi, un insieme di percorsi mentali, con l’obiettivo di replicarli all’interno della matrice elettronica dell’elaboratore. In buona sostanza la mia coscienza si sarebbe dovuta propagare, seppure in piccola parte, in un sistema esterno. Avevo intenzione di rendere immortale almeno un briciolo del mio schema di pensiero per potervi interagire. L’esperimento sui sogni in corso all’Ateneo me lo avrebbe permesso.
Quando mi sono collegato la sera successiva, ho subito notato che lo schema si era evoluto senza di me. L’elaboratore aveva dato luogo a nuovi percorsi, nuovi pensieri. In quel momento avevo provato gioia pura.
Esaltato da questa sensazione mi sono immerso per ampliare la replica, e così il giorno successivo, e il giorno dopo…

Vai al racconto completo Messaggio 2007TN165

Stagliatevi! Ovvero, l’imperativo fantascientifico

Vi ricordate quando vi parlavo di riviste di fantascienza, io ho trovato queste, che sembrano essere davvero valide, almeno a sfogliarne un po’ le anteprime o leggendone le copertine. Non solo on line quindi. Ma andiamo con ordine, intanto le tre che sto guardando:

http://andromedasf.altervista.org/
http://www.elaralibri.it/cat/F+SF-1.htm
https://www.delosstore.it/delosbooks/collane/11/robot/

le ho carpite da questo sito
http://www.marcusbroadbean.com/riviste-di-fantascienza/
che ringrazio.

Io mi sono innamorato, almeno visivamente, di Robot, credo che ne comprerò qualche numero, anche perché gli autori che tratta sono di peso. Wow!
Resta il dubbio di cosa farne delle 120 pagine circa di racconto di fantascienza da me scritto… perdersi nel mandarlo in giro? Popolarne la rete di copie in PDF? Mah. Forse me lo dirà la tombola esoterica.
Inoltre non dimenticate il messaggio che popola la rete. E’ oscuro e inquietante.

E ora, stagliatevi!

Io credo che la scena qui sopra tratta da Fascisti tu Marte sia un capolavoro, l’idea del finto muto, il count down con i numeri romani e l’ordine di stagliarsi, siano un vero colpo di genio.