Vaansta by EvelynArtWork

Giorni or sono sono inciampato nel blog di Evelyn, una artista disegnatrice / fumettista a cui, con una certa faccia tosta, ho proposto di dare un volto a Vaansta, un personaggio di rilievo nella mini saga (ancora da editare sigh!) fantasy che qualche tempo fa scrissi per puro sollazzo personale! Evelyn ha accettato e si è cimentata in due opere:

la prima opera è consistita nella lettura dei due volumetti di cui è composto per ora il racconto;
la seconda, la più importante, nell’interpretazione di come poteva apparire Vaansta.

Chi è Vaansta lo spiego qui, le immagini le vedete qui sotto. Perché ce ne sono due? Semplice, se noterete hanno due layout leggermente diversi e un diverso contrasto / opacità. Premesso che l’interpretazione di Evelyn è davvero bella, Voi quale scegliereste? Votate se volete! Quando avrò il vostro parere userò l’immagine prescelta come copertina del primo volume. Ovviamente non ho parole per ringraziare la gentilezza di Evelyn.
Se ricorderete avevo già chiesto a Alidivelluto di farmi una copertina e anche lui, gentilissimo, ne ha creata una a posta per me (ragazzi davvero sono commosso) che verrà usata per il terzo volume della saga.

Clickate per ingrandire o non noterete le differenze e poi votate votate votate (il sondaggio è più sotto).

Votate qui sotto

Di nuovo un enorme ringraziamento a Alidivelluto e a Evelyn. Ora non mi resta che decidermi a finire il terzo volumetto.

Ogni riferimento è puramente casuale

Sono anni che seguo la striscia on-line (o web-comic) di Rich Burlew, The Order of the Stick, e devo dire che mi ha sempre strappato una risata e allietato la giornata. La caratteristica di questo fumetto è l’uso costante degli schemi, dei plot e delle sottotrame, di ciò che è ed è stato scritto o messo in scena nella e della letteratura fantasy. Il genere non è certo nuovissimo e in cento e più anni hai voglia a ripetizioni e lo dimostra anche questa vignetta dove, uno dei personaggi parlando a riguardo della propria origine dichiara che essa è avvolta nel mistero e lo è giusto perché verrà svelata più avanti diventando parte della trama stessa, anzi dando sale al racconto.
Quante volte l’avete vista ‘sta cosa? Decine centinaia? Si dice che tizio sia figlio di X e Y ma non è ben chiaro, che quello sia il personaggio K ma poi scopriamo che… Rich quando fa queste giocate mettendo a nudo questi trucchetti be’, lo adoro.

Se vi viene in mente qualche riferimento a Games of Throne è puramente casuale

link a...

Link a…

link b...

Link b…

link c...

Link c…

Proverbi Fantasy

Personalmente sono alla ricerca di proverbi e modi di dire che potrebbero venire introdotti in racconti e romanzi Fantasy e/o Fantascientifici puri. La storia potrebbe essere molto più coinvolgente e credibile inserendo qualche modo di dire, plausibile, nei dialoghi dei personaggi, non trovate? Secondo voi, quali potrebbero essere?

Beh a me sono venuti in mente questi qui, è un inizio, un abbozzo

Per il fantasy

  • Meglio una spada oggi che una lancia domani,

  • Tanto va il mago all’artefatto che ci lascia il bastone del potere,

  • Chi di incantesimo ferisce di incantesimo perisce,

  • Draghi e buoi dei regni tuoi,

  • La mamma dell’Idra è sempre in cinta,

  • Scherza coi guerrieri e lascia stare i chierici.

Per la fantascienza

  • Chi lascia la vecchia rotta stellare per la nuova, sa le stelle che lascia e non quelle che trova,

  • Ad astronave donata non guardare nella stiva

  • L’iperspazio premia gli audaci

  • Luna rossa di sera bel tempo si spera (questa è sempre valida)

  • Non ci sono più le mezze galassie

E adesso attendo vostre idee, se vi va!


Link a caso

Però quella dei Blind Guardian… Per nostalgici. E dai provate a scrivere qualcosa su queste note, pochi minuti e vediamo cosa esce fuori. Io ho provato, ma per ora mi viene in mente solo di descrivere la forgiatura di qualcosa di metallico e luccicante.

Edit: domanda aggiunta
Quanto conta ciò che ascoltate durante la vostra lettura o scrittura?

Lord of the Rings

La regina delle nevi

Nel 1957 viene presentato questo vero e proprio capolavoro che ho amato, visto e rivisto doppiato e non, e che ha ispirato maestri come Miyazaki

Sono passati 60 anni e sembrano 1000, ma non per l’opera che ha ancora una grande forza e – nell’era dei computer – resta un lavoro splendido di animazione, colorazione e dettaglio.

Approfondimenti

60 anni fa un capolavoro

Gli oggetti e il fantasy

Gli oggetti nei cicli fantasici*

Che ne pensate dell’oggettistica? Cioè voglio dire: un racconto o libro fantasy che si rispetti implica tutta una serie di artefatti e oggetti di varia natura capaci di dare un’impronta ancora più magica e particolare alla storia, dare cioè una spinta alla dinamica di ciò che accade ai nostri eroi (di turno) e magari agevolare trame che altrimenti si infognerebbero senza una soluzione esterna.

Fin qui tutto bene e anzi, tra spade, bastoni, sfere di cristallo**, ciondoli e pergamene, si è visto di tutto. Gli anelli vanno e non vanno… ovvero: una volta che ti hanno scritto su fior di libri e una volta che il buon Tolkien ne ha creati da dare e da serbare, è difficile affrontare la sfida.

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OK, questa è in effetti delirante.

Non credo siano passate più di 20 ore da quando Kasabake mi ha detto che meritavo una risposta delirante e sincera… io so che lui non delira mai, che racconta, cita e afferma con lucidità. Infatti il suo blog è semplicemente adorabile.

swordinthestormgemmellDevo dire che in risposta al premio Crom Award ha dato il meglio di sé e che, beh ecco forse aveva ragione, è stato un po’ delirante, e magnifico! Leggete qua sotto, leggete! Crom sarà fiero. Un racconto intenso degno di Gemmell e che mi ha ricordato il bellissimo Spada nella tempesta. E allora è proprio la copertina inglese di quel libro che dedico a quanto segue! Clickate e leggete.

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Cosa c’è di più intrigante di un bel racconto di fantascienza dove un gruppo di scienziati, armati di tecnologia e scarso interesse per l’umanità, cercano di creare degli ibridi con super poteri, plasmandoli forse chissà per ottenere il controllo del mondo?
Se ci pensate bene di laboratori e cavie, da usare come armi, sono pieni i racconti. Che siano ragazzi morsi da ragni, uomini che rigenerano dotati di artigli e ancora capitani coraggiosi creati per ostacolare il Male, non importa. Alla fine c’è sempre un oscuro gruppo di scienziati.

Ed ecco il primo luogo che viene descritto: il laboratorio. Di solito è nascosto, nei sotterranei di qualche base militare, meglio se nel deserto, oppure all’utimo piano di qualche spettrale grattacielo.
Perché tutto stia in piedi, serve il denaro ed ecco i fondi: sono sempre di origine militare o peggio che mai, di qualche terribile azienda con scopi tutto fuorché benefici.
Si ma chi occorre adesso? Ovviamente le cavie? Sbandati? Studenti con scarso profitto? Magari dei ragazzini con storie non belle e alle spalle famiglie che non li “rivendicheranno”, o anche militari o poliziotti morti. Non sempre insomma ci sarà il consenso, spesso si tratterà di vittime degli esperimenti.
Ed eccoci al punto di rotture: l’esperimento! Può andare bene, oppure non troppo bene e allora ci sono strascichi sul fisico, spesso nell’anima, di certo sarà traumatico. Capire che non si è più uguali a prima e che da quel momento la vita cambierà è sempre un trauma.
E poi c’è il fine, il perché dell’esperimento. Di solito il fine ultimo è troppo, è orribile, è inaccettabile anche per le cavie trasformate, che seppur controllate si ribellano fuggono e diventano ciò che saranno, ecco: il/i personaggi. A sbocciare saranno perciò questi nuovi individui, cambiati; quel concetto di mutanti mai così sviscerato come negli ultimi anni, quei diversi che si trovano bene solo fra di loro eppure difendono – ma anche uccidono – gli altri, i normali.

Ed eccoci alla domanda ultima: che accade se scienziati malvagi vogliono ottenere una nuova e temibile stirpe? Che succede se ad un gruppo di ragazzi vengono infusi i poteri dei peluches, se si vuole trasformare delle semplici persone in ibridi pupazzosi? E cosa ne sarà di loro una volta abbandonato il laboratorio? Questo video lo spiega.

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Un bel caso di fantascienza