Concorso Bisarca 2021 – il regolamento


Come già anticipato, ecco il nuovo logo, ancora una volta realizzato da un noto artista di grido*, e qui di seguito il regolamento per partecipare al Concorso Bisarca 2021

*e che grido…

[scarica il formato pdf]

Continua a leggere “Concorso Bisarca 2021 – il regolamento”

Nuova definizione, che forse c’era

Dopo uno studio di diverse decine di minuti, e dopo un’attenta selezione, è stata creata una nuova definzione (che forse c’era già) per un certo tipo di pornografia, che non immediatamente ha che fare con il consueto senso del pudore legato agli atti che richiamano la sessualità.

Porno emotivo – si definisce porno emotivo l’atto di ricreare fatti ed eventi di fantasia, al fine di conciliare atti onanistici* dell’anima, che cioè creino sollazzo all’ego di chi li crea e ne fruisce, atti che al contempo offendono in tutto o in parte il comune senso del pudore.

La definizione appena data, utile o meno, scaturisce da brillanti letture e in particolare dai commenti a [questo articolo] sulle vite vissute in quel di Vagnari, antico centro industriale della Roma imperiale.


*qui nell’accezione di autocompiacimento, anche autoerotico.

Si ringrazia per il contributo dato il blog Fortezzanascosta

Delirio linguistico

Senza troppa enfasi, quindi un’enfasi minima, sebbene un’enfasi sia per forza troppa, sottolineo questo esperimento a quattro mani.

Un racconto senza capo né coda, ma molti contenuti, da cui si dipana un notevole, e per il momento illimitabile, flusso di frasi.

Finirà? Una data di fine non c’è… forse WordPress scoppierà prima.

[Di cosa si parla? Clickare qui per il racconto]
[e qui il riassunto delle prime cento e qualcosa frasi dell’esperimento]

L’aspiratore portatile

Ovvero il fante di picche
Acquistato nuovo ma a sconto, prelevato dallo scaffale del grande magazzino, oppure ricevuto in regalo a Natale, l’aspiratore portatile fa la sua prima comparsa un mattino freddo (ma non troppo) e subito palesa le sue qualità.
Il tavolo è pieno di briciole di una colazione di festa: panettone, biscotti al cacao, pasticcini, perfino qualche pizzetta e una focaccia al prosciutto, hanno lasciato tracce del loro essere state lì, sul tavolo.
La batteria dell’attrezzo è carica, il led indica lo stato di ready, si schiaccia il bottone e… un tenue vvvvv si ode nell’aria, un flebile risucchio si palesa alla bocca d’anatra del potente (si fa per dire) aspiratore, ma le briciole non si muovono. Le briciole restano sul tavolo, per nulla smosse da affetto per l’aspiratore, per nulla convinte dal flusso canalizzatore inesistente, a seguire il percorso verso l’interno dell’elettrodomestico.
Attimi di perplessità, dubbi di avere settato la modalità giusta, ma niente, i risultati tardano, nessun granello di pastafrolla si è avvicinato al suo destino di finir catturato.
Dopo pochi secondi l’oggetto viene spento, si toglie a sacco la tovaglia e la si scuote a terra, dove ramazza e paletta fanno il loro duro e sporco (ma efficace) lavoro di raccolta.
L’aspiratore? Ancora intonso e certo senza traccia di briciole nel suo capace contenitore interno, finirà tra i “regali potenziali per altri”. C’è sempre un aspiratore portatile che vi ritorna dai regali degli altri, un po’ come il fante di picche in certi giochi di carte.


(in realtà gli aspiratori post 2018 funzionano molto meglio, ma si sa, i fanti di picche girano da tempo)

Racconto di Natale, o quasi

Quello che segue è il racconto a quattro mani (e se vogliamo a dieci dita) ancora in corso, senza schema e senza necessità di conclusione, non pensato per Natale 2020, né per il prossimo capodanno, ma che potrebbe raggiungere perlomeno la lunghezza di un poema epico cavalleresco.
L’idea alla base di tutto è scrivere tutto ciò che passa per la mente, senza che il proprio contributo abbia nulla a che fare con quello dell’altro, ma senza che questa regola venga imposta. Il racconto è nato senza un vero motivo sulla base di una risposta all’articolo (come sempre provocatorio) di Ysingrinus, che invito a leggere.
Scrivere per scrivere, di tutto ciò che si vuole scrivere, senza dover scrivere per forza qualcosa che si voglia scrivere. Un po’ come se il racconto si autogenerasse.
A un certo punto è stata sentita l’esigenza di aggiungere una seconda linea evolutiva, se non proprio una nuova trama. Quanto ci costa in termini di impegno? Non so il mio esimio collega, a me praticamente niente, anche se è una… beh una.
Qui sotto il lungo, lunghissimo contributo, lungo almeno in pagine. Diverrà una nuova forma di scrittura?

Linea Evolutiva 1
gianni ha detto:
dicembre 1, 2020 alle 4:02 pm

L’idea è geniale
potresti fare il role player o il master di qualunque cosa

ysingrinus ha detto:
dicembre 1, 2020 alle 4:15 pm

Qualsiasi cosa questi termini vogliano dire!

gianni ha detto:
dicembre 1, 2020 alle 8:17 pm

Esatto è lì il punto, chi non sa fare niente sa fare qualunque cosa alla stessa maniera, con lo stesso grado di competenza! E’ la soluzione a tutto.

Continua a leggere “Racconto di Natale, o quasi”

Gialli, scrittori di gialli, nei gialli

Ovvero: lo scrittore come protagonista di un genere

Esistono libri i cui protagonisti sono scrittori, specie nel mondo dei romanzi gialli, e sono quei libri dove il protagonista porta malissimo.

I personaggi del romanzo vivono tranquilli e beati in una piccola cittadina di una piccola porzione di mondo quando si materializza il/la scrittore/trice! Tutto sembra andare a meraviglia, finché il/la scrittore/trice (che d’ora inavanti chiameremo genericamente Protagonista) non assiste a una lite nel classico bar\fastfood e la sera pub TaldeTali, uno dei pochi locali aperti nel raggio di chilometri. Infatti accade tutto qui, o quasi, e chi vuole origliare, qui scopre tutto.

La lite è, di solito, tra due soggetti nervosi che già di mattina hanno bevuto il fatidico bicchiere di troppo, oppure marito e moglie, che arrivano a rinfacciarsi ruggini e sgarbi del passato. Di mezzo ci possono essere tradimenti, soldi, faide, tutto fa brodo.

Ora, fin qui a Protagonista* importa e non importa. Protagonista** è lì, in quel posto, per terminare Sua Ultima Grande Opera***, si innervosisce per la perduta quiete e se ne va, se non che, più tardi, rivede i litigiosi e mentre osserva viene affiancato da Impiccione Locale. Impiccione Locale è un tipo o tipa che sa tutto di tutti, è quel classico personaggio che, facendo tasto destro su di esso, permette di avere dettagli su chiuque abiti nei 70 Km del comune, contea, regione! Le sa tutte. Questo impiccione spiegherà per filo e per segno tutti (e dico tutti) i retroscena dei litigiosi litiganti, che Protagonista lo voglia o meno.
Questo fatto farà notare a uno dei litigiosi Protagonista, e infatti non mancherà la minaccia; Protagonista verrà minacciato di farsi gli affari propri e a niente varranno le sue proteste, che lui proprio i fatti suoi voleva farsi, ma ormai il caso è partito.
Bene a questo punto che succede? Che Protagonista se ne torna alla sua casetta in riva al lago, lungo la via, un po’ isolata, ma quasi in paese, ricominci, col favore delle tenebre, a scrivere Sua Ultima Grande Opera e, a tarda notte, senta il tipico colpo di fucile da caccia.
L’indomani si sveglierà con pattuglie e pattuglie di polizia nelle vicinanze di casa sua. E’ chiaro come il sole che Protagonista finirà tra i sospettati, perché il morto è colui col quale questi ha avuto un diverbio, a vederlo così sarà Funzionario Solerte, che vede Protagonista come turbativa della quiete di Piccolo Paese****.

Conclusione? Sì, conclusione ovvia, l’assassino è Terzo Personaggio, quasi sconosciuto fino a quel momento, che si è vendicato. Per scoprirlo non mancheranno un sacco di colpi di scena, come non mancheranno lunghe confessioni e un sacco di pettegolezzi e fatti torbidi, spifferati un po’ da tutti, ma soprattutto da Impiccione Locale, a Protagonista. Sì perché tutti dicono tutto, dopo un po’, agli sconosciuti! Si chiama effetto barista.

Morale? Gli scrittori portano male, nei libri gialli.


*qui diventa sostantivo non ci vuole l’articolo
**anche qui, come sopra, non li ripeto più
***è il titolo
****e c’ha anche un po’ ragione