Se faccio un passo ancora, sarò più lontano da casa di quanto sia mai stato*.

Beh interessante approccio ai propri limiti.

 

* O nel doppiaggio in italiano del film Se faccio ancora un passo non sarò mai stato così lontano da casa mia.

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One more step

Mentre leggo divertito tutti i racconti che ho collezionato negli ultimi giorni, racconti che voi mi avete gentilmente condiviso, posto questo meraviglioso* pezzo di Alan Parson (Project) di 40 (quaranta) anni fa.

Sono quei brani che ti fanno capire quanto il tempo vada per i fatti suoi, relatività a no. A me fa pensare anche alla colonna sonora di LadyHawke (comunque del buon Alan, ma senza Project).

Nel frattempo cosa vi colpisce nei libri di fantascienza, se ovviamente il genere vi aggrada! Le soluzioni? La vita nello spazio? Gli inquietanti dubbi che l’intelligenza artificiale pone? Be’ io sono affascinato dai viaggi, dalla possibilità di viaggiare rapidamente verso luoghi distanti…

 

 

 

 

 

 

 

 

io robot e la fantascienza

Gli errori più comuni

Ho trovato un interessante articolo sugli errori più comuni che un editore “subisce” quando riceve un manoscritto. Alcuni sono veniali, perché in realtà sono dettati da fretta e disattenzione (ma fanno pensare ad un lavoro poco riletto e corretto in partenza) altri sono delle vere e proprie mazzate, errori così grossolani da fare urlare Orrore!

Qui un bell’esempio di erroracci vari (clickate sul banner sotto di Panda Edizioni) spiegati in modo chiaro e con esempi anche divertenti.

 

 

 

E ora correte a correggere, io lo sto già facendo.

Scrivere scrivere … Perché ma soprattutto per chi?

Per chi si scrive? Ecco focalizziamoci su questo aspetto.

E soprattutto avete mai scritto per qualcuno o su richiesta di qualcuno?
Cioè: vi ha mai fermato un amico e vi ha chiesto: “senti ma mi scriveresti un libro così e colà?” ?
Questo è solo l’antipasto… poi ci tornerò su, ma intanto la domanda ve la volevo fare e ve l’ho fatta.
Quindi: se avete esperienza di scrittura “on demand” oppure se volete dire la vostra anche e se non ne avete da raccontare fatevi avanti!

Ma ora un po’ di musica a caso >>clickando qui<

Sebbene parlare di giallo geniale faccia venire in mente una bella verniciatura: se si tratta di un’auto a me fa pensare ad una fiancata lucida, con lo sportello che si raccorda perfettamente al passaruota, ebbene no qui si tratta di altro.
La difficoltà di scrivere un giallo geniale, non sta solo nel trovare una storia originale, sta nel non cadere nel ridicolo, nel finale Scooby-Doo con lo smascheramento del cattivo stile colpo di scena, che nessuno prevede e che in realtà non si poteva prevedere perché non stava e non sta in piedi.

Per questo sono interessanti i gialli di Lucarelli o di una Caroline Graham finché non s’è stufata, di Vichi, perfino di un Eco quando era in palla, piuttosto che specialisti di gialli puri e duri, perché sono importanti la storia, i personaggi, i risvolti umani e le situazioni e non solo il tecnicismo, che pure è il marchio di Lucarelli. Descrivere cioè cosa? Le persone, i quartieri, le trame che le persone vivono e non il tal procedimento chimico per capire se l’intonaco è schizzato di sangue e da lì risalire a tutto.
E voi? Che giallo preferite? Tutto basato sul dettaglio? Sull’indagine pura, oppure sull’intreccio? Sullo psicologico? In fondo molta parte delle indagini di Poirot, per dirne una, sono basate sull’osservazione dei comportamenti, sui dettagli insignificanti e tralasciati, sulla routine, è tuttavia vero che i pur bei libri di Kathy Reichs sono al contrario molto tecnici…
La virtù sta sempre in mezzo?

Ma ora un leggendario contributo filmato.

Per un giallo geniale