Qualcosa di leggero..

Questa band (gli Opeth) mi ha sempre ricordato gli anni ’70… per l’esattezza mi ha ricordato e mi ricorda certa prog usata spesso nei film horror molto in voga in quel periodo. Era musica spesso così bella da rendere alcune pellicole così così dei veri film di culto.
Ora qui siamo in un contesto e in un mondo diverso, quartant’anni passano, però certe sonorità e riff be’, mi riportano a quei periodi… che per altro non ho vissuto che indirettamente, dopo!

Quindi se un giorno deciderete di ripercorrere il filone pseudo-horror mettete in cuffia, insomma ascoltate, anche questo gruppo! Qualcosa vi lascerà. 😉

Rivoluzione interna

Recentemente ho rivoluzionato alcune cose, e altre ancora ne sto stravolgendo, tra queste i racconti lunghi che avevo scritto in passato che, di fatto, sono un po’ acerbi* e intendo riscriverli quasi da capo. Quindi per il momento non sono più disponibili per il download!

A non troppo presto (con loro) e a presto, con altro. 😉

Ora musica! E’ un brano che vi ho già indicato qualche tempo fa, ma è decisamente in tema e ve lo ripropongo**.

 


*eufemismo – so’ proprio da riscrivere da capo

**come la trippa, si ripropone

 

io robot e la fantascienza

Mentre leggo divertito tutti i racconti che ho collezionato negli ultimi giorni, racconti che voi mi avete gentilmente condiviso, posto questo meraviglioso* pezzo di Alan Parson (Project) di 40 (quaranta) anni fa.

Sono quei brani che ti fanno capire quanto il tempo vada per i fatti suoi, relatività a no. A me fa pensare anche alla colonna sonora di LadyHawke (comunque del buon Alan, ma senza Project).

Nel frattempo cosa vi colpisce nei libri di fantascienza, se ovviamente il genere vi aggrada! Le soluzioni? La vita nello spazio? Gli inquietanti dubbi che l’intelligenza artificiale pone? Be’ io sono affascinato dai viaggi, dalla possibilità di viaggiare rapidamente verso luoghi distanti…