Tenerissimo come un ragno raffreddato

Un video magnifico – che sconsiglio però agli aracnofobici

Adoro i loro corti e sinceramente me l’ero anche dimenticati quindi ringrazio Comelapolvere che me l’ha fatto riscoprire il mondo Minuscolo
http://www.futurikon.com .

Qui sotto al i tasti per un scaricare il libro a tema!! Di cui – se avrete voglia – vi chiedo un parere.

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Qui le recensioni

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Thriller parte 1,5 – vai col ragno piezoelettrico

Tutto prende inizio da una foto, da una situazione paradossale, da una mezza idea di colpire la fantasia con qualcosa di forte e no, non significa dare una botta in testa a qualcuno con una bottiglia di Vodka! Avete presente quei film dove la stessa attrice recita due parti distinte? E non parlo ragnonerocamporossodei casi dove un personaggio ha una gemella, oppure è solo svitata ed ha due personalità distinte (interessante comunque) no, io parlo proprio di Tizia 1 e Tizia 2! Tizia 1 ci sta simpatica certo, ma è un po’ noiosa, onesta e carina, conduce una vita norma, mentre Tizia 2 no, è viziosa, ama la bella vita e le sensazioni… Cosa potrebbe sucedere a farle incontrare? Bella domanda a cui ho risposto, più o meno.

Ma andiamo con ordine…

Dopo il post di questo inzio di novembre sui Thriller, dopo avere guardato nel mio interiore e avere visto come – spesso – ho usato le mie uscite per dissacrare (un briciolino sì) ciò che più amo di ogni genere di racconto, dopo avere letto l’articolo di cui parlo qui, e cambiato il mio stile grazie ai vostri suggerimenti e contributi, più mille altre motivazioni, tra cui non ultima l’avere scoperto che si può mettere zero in certi campi sul sito LULU.COM … Insomma per farla breve per un po’, sinché non crescerò come non-proprio-scrittore lascerò il thriller del ragno aggratis (PDF). Leggete e commentatene tutti, sempre che vi vada.

Come per tutti i racconti da me completati, anche nel ragno ho seguito esattamente uno schema che io ho evidenziato come banalotto, perché in fondo mi piace essere banale, seguire lo svilppo più classico della storia. Anche con questo thriller del ragno, ecco che ho seguito il cliché. Copertina ad effetto, si inizia che già tutto è in movimento e poi si spiega con un flash-back, personaggi rapidi che recitano e ragionano come te li aspetti. Del resto, è quello che amo.

Ah, giusto, no la foto delle vere Tizia 1 e 2 non ve la posso postare. Tuttavia,  a chi avrà la buona volontà di leggere, chiedo: se ci fanno un bel film chi mettiamo nella parte di Tizia 1 e 2, e perché? Si possono scegliere anche due attrici distinte.

Download0euroConcludo con il tastone per il download.

Tornando al racconto in questione si è di fronte ad un altro dei classici: chiusi in un ambiente ristretto, perduti nello spazio, mentre delle creature piccole ed insidiose danno la caccia a noi poveri umani, il tutto condito con scene dure, molto dure e violenza.

E ora buona restante giornata.

Download_blu  Se lulu.com non funziona provate clickando qui  

Guardando indietro mi sono reso conto che i personaggi dei miei racconti, Emma per dirne una, ma anche quel bastardo di Riccardo o la vittima designata Anya, non si arrendono mai; forse è perfino troppo. Magari sembrerà impossibile avere sempre forza d’animo, spirito e risorse per non mollare mai, eppure: dai in fondo qualcosa da grattare c’è sempre. Ad ogni modo a tutti mai arrendersi! Anche perché arrendersi non serve a granché.

E ora vai con un capolavoro degli Iron Maiden

Proposito 2015 – never surrender

Recensione all’apparenza tagliente – tuttavia valida e bene articolata

Su “Del Ragno il Veleno” un commento anzi una recensione molto ben argomentata. Indubbiamente utile.


Ciao Gianni,
come promesso ho iniziato a leggere il tuo romanzo, ma purtroppo non mi ha appassionato abbastanza da farmi andare oltre il primo capitolo. Cercherò di spiegarti le cause, perché preferisco almeno essere d’aiuto, invece che dare via “a gratis” un rifiuto secco come farebbe invece un qualsiasi lettore in libreria.
La causa è tutto sommato una: ho trovato lo stile approssimativo – un acerrimo nemico della scrittura, soprattutto nelle prime cinque pagine. Mi spiego meglio:
“Ci vuole una tecnologia grandissima” : la tecnologia può essere avanzata, per esempio, ma “grande” mi è sembrato davvero strano quando l’ho letto, perché è un termine generico applicato in quella che dovrebbe essere una frase storica, che catalizza l’attenzione del lettore – sarebbe stato necessario un termine più preciso, più contestuale.
“Sulla trentina”: stesso discorso. Meglio, forse “allo scadere dei trent’anni”, oppure “a trentadue anni”, o magari toglierlo se l’informazione non è necessaria. Un termine vago all’inizio dell’incipit uccide l’attenzione del lettore. Lo so che concettualmente “sulla trentina”, “allo scadere dei trent’anni” e “a trentadue anni” vogliono dire pressappoco la stessa cosa, ma quel pressappoco è importante.
una certa quantità di droghe” – quanti chili? “Era da un po’ che non lo vedeva” – da un po’ quanto? “Gli ultimi tempi magari aveva tirato la corda un pochetto di più, era sparito qualche euretto da conti cifrati e in una consegna aveva perso buona parte del carico” – un pochetto quanto? quanti euro? quanto del carico? Eccetera eccetera. Insomma, non voglio riscriverti il capitolo, la ritengo una cosa proprio da buzzurri – il romanzo è tuo e non ho intenzione di appropriarmene. Però, ogni volta che è possibile rispondere a domande del genere, secondo me è meglio indicare una quantità precisa – la realtà che stai descrivendo sarà molto più vivida, perchè attraverso un lessico specifico dai ai lettori la possibilità di vivere con le loro sensazioni ciò che stai descrivendo.
Lo stesso pericolo lo danno le frasi fatte: “un bel gruzzolo”, “chi s’è visto s’è visto”. Non credo che insegnino a eliminare le frasi fatte nei corsi di scrittura di best seller. Ho aperto un thriller di JK Rowling un anno fa, e c’era una bella frase fatta già nel primo capitolo, la “folla di curiosi”. Però, il mio consiglio è di uccidere queste frasi come gli scarafaggi (con tutto il rispetto per gli scarafaggi, poveri). Appannano la scrittura quanto la vaghezza del lessico. E’ come se lo scrittore volesse dire “non ho voglia di descrivere la scena per bene ma in fondo dai, ci siamo capiti“.
Ultima cosa, ho notato un certo numero di espressioni che vanno bene nel parlato, nel dialogo di un film per esempio, ma nello scritto sono micidiali: “preparava diciamo una pensione”, “qualche, come dire amico”, “poi mi serviranno un dieci no fai quindicimila euro subito”. Queste sono premure che il parlante usa per velare il significato delle proprie parole. Nel parlato, è una forma di cortesia, di diplomazia. Ma nello scritto hanno lo stesso effetto del lessico vago e dei luoghi comuni. Più che scrivere con la diplomazia di quando il personaggio parla, sarebbe meglio scrivere con la vividezza, anche la brutalità se vogliamo, di quando il personaggio pensa, da solo dentro sè stesso – e questo, nei limiti del plausibile, è meglio allargarlo anche ai dialoghi, per il bene del romanzo. A meno che tu non voglia descrivere un personaggio grottesco, forse è meglio un’omissione a un complicato giro di parole.
Non posso dire nulla sui personaggi e sullo svolgimento della trama, che magari sono bellissimi, perché non sono arrivata a capirli – ma il problema è che se il tuo romanzo incontra lettori come me, nemmeno loro potrebbero arrivarci mai. Per il resto, ti prego di prendere questa mail solo come un punto di vista fra tanti, né più né meno importante degli altri – quindi prendilo in considerazione solo se pensi che ti sia utile a qualcosa, e ignoralo se pensi che abbia detto un sacco di fregnacce.
A presto 🙂

F.L.


Critiche e considerazioni che verranno senza dubbio valutate. Grazie ancora.

Come sempre rimando a questa pagina sulla [vanità]