Sinossi, sintassi, presentarsi

Dopo aver vagato per mari monti e blog, essermi imbatutto in decaloghi e consigli, aver capito la sinossi e la sintassi per presentare e presentarsi, be’ credo però che alla fine, a meno che non si sia davvero costanti come la stella polare e bravini, l’esito sarà una nuova coperta per la mezza stagione. Tuttavia, il divertente sono la fase 1 e la fase 2, e mettiamoci la fase 3*.

C. Schultz


fase 1: l’idea
fase 2: la stesura
fase 3: la correzione

I bistrattati

Quali sono i filoni letterari più bistrattati? Ora, per fare un lavoro serio, occorrerebbe scorrere le classifiche di vendita degli ultimi anni e, tolto tutti i libri stranieri di qualunque genere (che quelli vendono a prescindere, avendo un bacino più ampio e meno limiti nella scelta dei generi da parte delle Case Editrici) provare a vedere cosa non c’è affatto o quasi.
Qui sotto si prova a fare una lista di generi e di corrispondenti famosi (all’estero).
Per esempio horror puro? Magari con bambini che vengono coinvolti in terribili vicende (IT).
Soft porno? (50 sfumature).
Fantascienza spinta verso il mentale (i vari libri di Asimov).
Fantasy derivato da saghe nordiche e religione cristiana (Signore degli Anelli).
Storie di violenza pura e degrado (Arancia meccanica, Trainspotting).

Ecco, come sarebbe scrivere qualcosa, in italiano, di questi generi?

…scrivere e leggere on demand

Qualcuno lo fa? Cioè scrivere o leggere su richiesta…
Può valere per zii con nipoti, amici per altri amici, oppure per professione.

Scrivere su richiesta è cosa strana, rara, e può valere per tutto: qualche parente che chiede di scrivere delle fiabe, o un amico che ti dice “perché non diventi famoso scrivendo di…” e ti sparà lì un genere abusato in quel momento. Di solito questo avviene perché chi conosce lo pseudo-scrittore ricorda che alle medie componeva racconti divertenti, bei temi, magari aveva pure 8 a italiano*.
Poi ci sono i professionisti, quelli che scrivono per davvero, ma in generale, questo è un caso raro all’interno di una categoria rara.

Cosa c’è di peggio (meglio) poi che (dover) leggere su richiesta? Ovvero: o noh, chiunque scrive un libro, anche tu! E io, tuo amico, devo leggere per forza le sciocchezze che ti sono balenate in testa.

Il lettore on demand (suo malgrado) vede arrivare l’amico\a di turno con il nuovo incipit, le sue prime trenta pagine e sa già che gli toccherà sorbire il nuovo parto letterario, l’idea della vita. Impallidisce subito quando vede che si tratta di un genere televisivo abusato: giallo ovvero un nuovo ispettore, fantasy ovvero l’ennesimo mondo coi nomi che finiscono per consonante, erotico ovvero il nuovo manuale di uso e manutenzione degli organi sessuali! Di solito, ma non sempre, tutto ruota intorno a donne, raramente uomini. Donne emancipate e fortissime, ma con un oscuro passato**.

Questa seconda categoria, cioè i lettori a richiesta, è quella più ricercata. Costretti a sorbirsi le pazzesche vaccate scritte dai loro amici pseudo-scrittori, ma che per fortuna spesso si risolvono in poche decine di pagine lasciate a metà, perché, diciamolo, arrivare a 300/400.000 battute (un libro quindi di 150-200 pagine) è dura assai, ma a ogni nuova idea il provetto scrittore\trice si ripresenta***.
Il lettore ha sempre la stessa faccia, sorride felice, annuisce, ma dentro di sé ha il cuore che sanguina, e dovrà pure dare un parere, alla fine, positivo in larga parte.


*mica come ora che a scuola danno anche 9 e 10
**se ci metti anche le melanzane, nel passato, ti viene più scuro, sarà quello?
***come i peperoni

Gialli, scrittori di gialli, nei gialli

Ovvero: lo scrittore come protagonista di un genere

Esistono libri i cui protagonisti sono scrittori, specie nel mondo dei romanzi gialli, e sono quei libri dove il protagonista porta malissimo.

I personaggi del romanzo vivono tranquilli e beati in una piccola cittadina di una piccola porzione di mondo quando si materializza il/la scrittore/trice! Tutto sembra andare a meraviglia, finché il/la scrittore/trice (che d’ora inavanti chiameremo genericamente Protagonista) non assiste a una lite nel classico bar\fastfood e la sera pub TaldeTali, uno dei pochi locali aperti nel raggio di chilometri. Infatti accade tutto qui, o quasi, e chi vuole origliare, qui scopre tutto.

La lite è, di solito, tra due soggetti nervosi che già di mattina hanno bevuto il fatidico bicchiere di troppo, oppure marito e moglie, che arrivano a rinfacciarsi ruggini e sgarbi del passato. Di mezzo ci possono essere tradimenti, soldi, faide, tutto fa brodo.

Ora, fin qui a Protagonista* importa e non importa. Protagonista** è lì, in quel posto, per terminare Sua Ultima Grande Opera***, si innervosisce per la perduta quiete e se ne va, se non che, più tardi, rivede i litigiosi e mentre osserva viene affiancato da Impiccione Locale. Impiccione Locale è un tipo o tipa che sa tutto di tutti, è quel classico personaggio che, facendo tasto destro su di esso, permette di avere dettagli su chiuque abiti nei 70 Km del comune, contea, regione! Le sa tutte. Questo impiccione spiegherà per filo e per segno tutti (e dico tutti) i retroscena dei litigiosi litiganti, che Protagonista lo voglia o meno.
Questo fatto farà notare a uno dei litigiosi Protagonista, e infatti non mancherà la minaccia; Protagonista verrà minacciato di farsi gli affari propri e a niente varranno le sue proteste, che lui proprio i fatti suoi voleva farsi, ma ormai il caso è partito.
Bene a questo punto che succede? Che Protagonista se ne torna alla sua casetta in riva al lago, lungo la via, un po’ isolata, ma quasi in paese, ricominci, col favore delle tenebre, a scrivere Sua Ultima Grande Opera e, a tarda notte, senta il tipico colpo di fucile da caccia.
L’indomani si sveglierà con pattuglie e pattuglie di polizia nelle vicinanze di casa sua. E’ chiaro come il sole che Protagonista finirà tra i sospettati, perché il morto è colui col quale questi ha avuto un diverbio, a vederlo così sarà Funzionario Solerte, che vede Protagonista come turbativa della quiete di Piccolo Paese****.

Conclusione? Sì, conclusione ovvia, l’assassino è Terzo Personaggio, quasi sconosciuto fino a quel momento, che si è vendicato. Per scoprirlo non mancheranno un sacco di colpi di scena, come non mancheranno lunghe confessioni e un sacco di pettegolezzi e fatti torbidi, spifferati un po’ da tutti, ma soprattutto da Impiccione Locale, a Protagonista. Sì perché tutti dicono tutto, dopo un po’, agli sconosciuti! Si chiama effetto barista.

Morale? Gli scrittori portano male, nei libri gialli.


*qui diventa sostantivo non ci vuole l’articolo
**anche qui, come sopra, non li ripeto più
***è il titolo
****e c’ha anche un po’ ragione

Sui post inutili

Ci sono categorie di post che si possono considerare inutili, ovvero fini a se stessi, fatti giusto per non restare senza pubblicare niente, e per raccattare qualche like e presenze. Si potrebbe parlare per ore dell’argomento blog\pagina personale = più like per tutti! Di ciò che rappresentano, della considerazione che si ottiene e di tutto quel … va be’, il concetto è chiaro*.

Questo post, per esempio, è un post inutile, perché di fatto non contiene argomenti di interesse. La cosa che si può aggiungere è il link a [Non clickare qui!] per vedere l’effetto che fa..


*questo di dire che un concetto è chiaro senza spiegarlo è un bello stratagemma per non dover spiegare il concetto stesso. Si può provare a fare una cosa del genere all’esame di anatomia, o di analisi matematica, poi però mi raccontate come è andata.

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Estivi quesiti linguistici

Sull’italiano che si distingue, che si capisce, anche senza contesto, oppure no?

Quand’ecco che le tende da sole, … o della solutidine dei tendaggi.
Sarete voi leali? Chiese il condottiero ai suoi opliti, ma domandò consigli su come disporli in battaglia, o chiese lealtà?
Un classico del paradosso di nobiltà: i conti che non tornano.
E’ un problema di costituzione! Guai con la suprema legge o con la muscolatura?

Se l’accento grafico non c’è?
Le domande da porci! Ovvero: possiamo avere più granturco nel pastone?

E molti dubbi
Chissà quanto e quanti ce ne sono? (particelle quindi?) ancora e ancora esempi (sull’ormeggiare)…
E poi il guardar l’ontano (piante distanti?) e ancora un salto nel passato, come fa il fusillo mantecando.

Avviso ai naviganti: ci siamo imbarcati (che sia l’umido?)

Deliri estivi

Quante parole?

Di quante parole, al massimo, si deve comporre un post perché sia efficace? Ottanta? Cento ottanta? Non c’è una regola? Oppure dipende dal lettore, da quello che cerca. Quindi se il lettore del post ci è capitato a seguito di un ricerca (es.: come smontare la coppia dell’olio del Gilera Saturno 500) allora leggerà avidamente ogni passaggio, purché non si accorga che ci sono imprecisioni… Se invece è capitato per caso, sfogliando la lista dei blog, potrebbe annoiarsi alla prima riga, e allora? Si potrebbero inserire parole in grassetto e colorate? Molti lo suggeriscono, perché pare che la lettura veloce se ne avvantaggi. Ma su un libro? Su una storia? Come funziona? Cioè: se ho cercato e poi preso un libro giallo (non solo la copertina) lo leggerò, e, se non mi annoia, lo porterò in fondo. Se invece mi prestano un libro di un autore qualsiasi, di genere qualsiasi, dicendomi “dai provalo”, lo leggerò? Ne valuterò la lunghezza? Non lo aprirò nemmeno se è 3,4,500 pagine? Quanto vale, quindi, l’azione attiva, rispetto a quella passiva?

Arrivati sin qui non potete evitare di clickare qui sotto, oppure sì?

[vediamo chi fa click] c’è sempre un giorno e un buon motivo per fare click!