Diavolerie elettroniche o del cellulare nei libri

Credo che un dramma profondo come quello creato dall’introduzione dei dispositivi mobili nel mondo dei libri gialli, non si sia verificato nemmeno quando sono state introdotte le armi da fuoco… Anche se non ricordo gialli scritti (scritti, non ambientati) in periodi così antichi… ma vabè.

A un tratto è successo: la suspance del telefono (fisso) tagliato, dell’essere in un qualche bosco sperso e lontano da centri abitati, le strade deserte con la cabina del telefono come ultima spiaggia (e non solo come cabina armadio per Superman) tutto finito. La giovane vittima che corre sperando di trovare il caffè aperto, poter chiamare qualcuno, tutto finito.

Anche l’inerpicarsi per montagne, lontano da tutti, o le casette vacanza in riva al lago dimentiate dagli dei… finito. C’ho le prove, anche in cima alle più sperdute montagne, c’ho 3 tacche!

La connettività è ovunque, o quasi, al più ti puoi inventare che la batteria è scarica, o che il telefono è caduto in un tombino, ma vuoi mettere la speranza insita nel raggiungere un luogo dove poter chiedere aiuto? Ma anche gli alibi! Pensiamo agli alibi costruiti con abili messe in scena e telefonate ad-hoc, niente… Sappiamo a quale cella il tuo telefono si è connesso, se eri in zona ti becchiamo quindi confessa (qui a parlare è il tenente di polizia di turno).

Come fare, cosa inventare avendo perso la lontananza da mezzi di comunicazione come elemento chiave? Con la scusa della scampagnata nella natura lontano da distrazioni e stress, si lasciano tutti gli smatphone alla baita? Al rifugio? Ok, ma è plausibile? Forse, o forse è proprio il barista del rifugio l’assassino, e ora controlla i telefoni di tutti?

E quindi? Cosa fare ai tempi del tutto connesso? Ci sono varie possibilità, insite nel nuovo mezzo, però…

 

Del correttore grammaticale e altri abusi

Mentre scrivi lui ti indica in rosso, come una maestrina d’altri tempi, cosa stai sbagliando. Se poi hai impostato l’automatismo più estremo, ti corregge al volo, spesso ci azzecca, ma altre volte genera modifiche tali alla frase, da far scatenare guerre termonucleari o la fine di amori nati sul filo (o wi-fi).
La cosa più subdola però sono gli ultimi correttori on line, che sostituiscono le parole sulla base di boh, forse la community? Forse le statistiche d’uso? Forse dei dizionari nati per rendere il testo più attuale?
Spariranno i verbi come buttare? Trasformati in gettare? Ma vuol dire la stessa cosa? Mica sempre.Spariranno verbi come ritornare? Sia nell’accezione di tornare indietro o tornare sui propri passi, che in quella di restituire.Comunque vada sarà una modifica al proprio scrivere, buona? Cattiva? Visto la quantità di errori, anche di battitura, che facciamo, è sempre buona cosa tenerlo attivo, è sempre bene però mediarne l’uso con la materia grigia… Anche perché a dar retta al correttore, dovrei sostituire “mediarne” di qui sopra con “mediante” e il “qui” di qui sopra, con “cui”… che, ok, grazie del suggerimento, ma il significato cambia.Troppa AI*? La lingua è certo un codice in eterno mutamento, se parlata, se usata, se scritta… Cambia come sempre è cambiata, c’è da capire se cambia perché l’uso che si fa la\ci modifica, oppure perché qualcosa ci modifica mentre scriviamo. Conoscendomi, nel dubbio, il correttore io lo lascio acceso, magari qualcosa imparo, magari qualcosa impara lui.

E ora perché mi segnala che “tu mi avvisasti troppo tardi” è sbagliato?


*AI intelligenza artificiale, però all’inglese.

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Versione beta?

Quanto ci si mette ad arrivare alla versione beta di un racconto? Dipende. Dipende da quanto chiare sono le idee e da quanto tempo si ha a disposizione per portarle su carta. E che differenzia la versione beta dalla alfa? Be’ che la alfa è letta e controllata da persone coinvolte nel progetto, la beta invece a essere coinvolti sono degli elementi (in questo caso lettori) esterni. E l’editing serio? Quello è l’ultimo step, in questo caso, ma mica è una regola, è che non ho trovato nessuno che volesse editarlo ^_^. Che esperienze avete avuto in tal senso?

Ah, ringrazio fin da subito gli sfortunati che sono stati coinvolti fin ora nelle due fasi su descritte.

Giusto, ma di che si parla? Del racconto in foto*, ovvio.


Buffo come il gergo che viene usato di solito per lo sviluppo di robe informatiche sia passato nel linguaggio comune, vero?

*non clickate sulla foto, vi porterà su una pagina dove sono possibili spoiler

Sinossi, sintassi, presentarsi

Dopo aver vagato per mari monti e blog, essermi imbatutto in decaloghi e consigli, aver capito la sinossi e la sintassi per presentare e presentarsi, be’ credo però che alla fine, a meno che non si sia davvero costanti come la stella polare e bravini, l’esito sarà una nuova coperta per la mezza stagione. Tuttavia, il divertente sono la fase 1 e la fase 2, e mettiamoci la fase 3*.

C. Schultz


fase 1: l’idea
fase 2: la stesura
fase 3: la correzione

I bistrattati

Quali sono i filoni letterari più bistrattati? Ora, per fare un lavoro serio, occorrerebbe scorrere le classifiche di vendita degli ultimi anni e, tolto tutti i libri stranieri di qualunque genere (che quelli vendono a prescindere, avendo un bacino più ampio e meno limiti nella scelta dei generi da parte delle Case Editrici) provare a vedere cosa non c’è affatto o quasi.
Qui sotto si prova a fare una lista di generi e di corrispondenti famosi (all’estero).
Per esempio horror puro? Magari con bambini che vengono coinvolti in terribili vicende (IT).
Soft porno? (50 sfumature).
Fantascienza spinta verso il mentale (i vari libri di Asimov).
Fantasy derivato da saghe nordiche e religione cristiana (Signore degli Anelli).
Storie di violenza pura e degrado (Arancia meccanica, Trainspotting).

Ecco, come sarebbe scrivere qualcosa, in italiano, di questi generi?

…scrivere e leggere on demand

Qualcuno lo fa? Cioè scrivere o leggere su richiesta…
Può valere per zii con nipoti, amici per altri amici, oppure per professione.

Scrivere su richiesta è cosa strana, rara, e può valere per tutto: qualche parente che chiede di scrivere delle fiabe, o un amico che ti dice “perché non diventi famoso scrivendo di…” e ti sparà lì un genere abusato in quel momento. Di solito questo avviene perché chi conosce lo pseudo-scrittore ricorda che alle medie componeva racconti divertenti, bei temi, magari aveva pure 8 a italiano*.
Poi ci sono i professionisti, quelli che scrivono per davvero, ma in generale, questo è un caso raro all’interno di una categoria rara.

Cosa c’è di peggio (meglio) poi che (dover) leggere su richiesta? Ovvero: o noh, chiunque scrive un libro, anche tu! E io, tuo amico, devo leggere per forza le sciocchezze che ti sono balenate in testa.

Il lettore on demand (suo malgrado) vede arrivare l’amico\a di turno con il nuovo incipit, le sue prime trenta pagine e sa già che gli toccherà sorbire il nuovo parto letterario, l’idea della vita. Impallidisce subito quando vede che si tratta di un genere televisivo abusato: giallo ovvero un nuovo ispettore, fantasy ovvero l’ennesimo mondo coi nomi che finiscono per consonante, erotico ovvero il nuovo manuale di uso e manutenzione degli organi sessuali! Di solito, ma non sempre, tutto ruota intorno a donne, raramente uomini. Donne emancipate e fortissime, ma con un oscuro passato**.

Questa seconda categoria, cioè i lettori a richiesta, è quella più ricercata. Costretti a sorbirsi le pazzesche vaccate scritte dai loro amici pseudo-scrittori, ma che per fortuna spesso si risolvono in poche decine di pagine lasciate a metà, perché, diciamolo, arrivare a 300/400.000 battute (un libro quindi di 150-200 pagine) è dura assai, ma a ogni nuova idea il provetto scrittore\trice si ripresenta***.
Il lettore ha sempre la stessa faccia, sorride felice, annuisce, ma dentro di sé ha il cuore che sanguina, e dovrà pure dare un parere, alla fine, positivo in larga parte.


*mica come ora che a scuola danno anche 9 e 10
**se ci metti anche le melanzane, nel passato, ti viene più scuro, sarà quello?
***come i peperoni

Gialli, scrittori di gialli, nei gialli

Ovvero: lo scrittore come protagonista di un genere

Esistono libri i cui protagonisti sono scrittori, specie nel mondo dei romanzi gialli, e sono quei libri dove il protagonista porta malissimo.

I personaggi del romanzo vivono tranquilli e beati in una piccola cittadina di una piccola porzione di mondo quando si materializza il/la scrittore/trice! Tutto sembra andare a meraviglia, finché il/la scrittore/trice (che d’ora inavanti chiameremo genericamente Protagonista) non assiste a una lite nel classico bar\fastfood e la sera pub TaldeTali, uno dei pochi locali aperti nel raggio di chilometri. Infatti accade tutto qui, o quasi, e chi vuole origliare, qui scopre tutto.

La lite è, di solito, tra due soggetti nervosi che già di mattina hanno bevuto il fatidico bicchiere di troppo, oppure marito e moglie, che arrivano a rinfacciarsi ruggini e sgarbi del passato. Di mezzo ci possono essere tradimenti, soldi, faide, tutto fa brodo.

Ora, fin qui a Protagonista* importa e non importa. Protagonista** è lì, in quel posto, per terminare Sua Ultima Grande Opera***, si innervosisce per la perduta quiete e se ne va, se non che, più tardi, rivede i litigiosi e mentre osserva viene affiancato da Impiccione Locale. Impiccione Locale è un tipo o tipa che sa tutto di tutti, è quel classico personaggio che, facendo tasto destro su di esso, permette di avere dettagli su chiuque abiti nei 70 Km del comune, contea, regione! Le sa tutte. Questo impiccione spiegherà per filo e per segno tutti (e dico tutti) i retroscena dei litigiosi litiganti, che Protagonista lo voglia o meno.
Questo fatto farà notare a uno dei litigiosi Protagonista, e infatti non mancherà la minaccia; Protagonista verrà minacciato di farsi gli affari propri e a niente varranno le sue proteste, che lui proprio i fatti suoi voleva farsi, ma ormai il caso è partito.
Bene a questo punto che succede? Che Protagonista se ne torna alla sua casetta in riva al lago, lungo la via, un po’ isolata, ma quasi in paese, ricominci, col favore delle tenebre, a scrivere Sua Ultima Grande Opera e, a tarda notte, senta il tipico colpo di fucile da caccia.
L’indomani si sveglierà con pattuglie e pattuglie di polizia nelle vicinanze di casa sua. E’ chiaro come il sole che Protagonista finirà tra i sospettati, perché il morto è colui col quale questi ha avuto un diverbio, a vederlo così sarà Funzionario Solerte, che vede Protagonista come turbativa della quiete di Piccolo Paese****.

Conclusione? Sì, conclusione ovvia, l’assassino è Terzo Personaggio, quasi sconosciuto fino a quel momento, che si è vendicato. Per scoprirlo non mancheranno un sacco di colpi di scena, come non mancheranno lunghe confessioni e un sacco di pettegolezzi e fatti torbidi, spifferati un po’ da tutti, ma soprattutto da Impiccione Locale, a Protagonista. Sì perché tutti dicono tutto, dopo un po’, agli sconosciuti! Si chiama effetto barista.

Morale? Gli scrittori portano male, nei libri gialli.


*qui diventa sostantivo non ci vuole l’articolo
**anche qui, come sopra, non li ripeto più
***è il titolo
****e c’ha anche un po’ ragione