Reblog cumulativo – dal blog di Ale Marcotti

Reblog cumulativo delle iniziative e delle novità di Ale Marcotti.
In un colpo solo il reblog di tre articoli, mica uno.

Vorrei aggiungere due parole al mio articolo precedente. Scriverò un pezzo, con la rivista online solamentesm, una volta la settimana. Il mio scopo è quello di presentare la vita con la malattia in modo meno tragico di quanto si possa pensare. Vi lascio il link facebook…vorrei chiedervi … vi andrebbe di condividerlo sulle vostre pagine […]

vai a l’articolo Facebook — alemarcotti

https://solamentesm.it/cura-alessandra-sm-scrivere/ Spero lo leggiate volentieri.

vai all’articolo La cura per la SM di Alessandra: scrivere. | SolaMenteSM — alemarcotti

Mancano pochissimi giorni…. questo è il mio primo romanzo… a sfondo noir… stay tuned…e spero vi possa piacere tantissimo…

vai all’articolo E se girassi dalle mie parti? 3 — alemarcotti

Sic Mundus Creatus Est (Racconto)

Sono lieto di ribloggare questo breve racconto di sapore dark, lovecraftiano, pescato dal blog di cui Shiki è tastiera attiva, ovvreo My Mad Dreams.

Ancora prima di sapere cosa vi fosse alla fine, ero consapevole che avrebbe per sempre dannato la mia vita. Mi sarei affacciata a una conoscenza senza pari, destinata a pochi eletti,

via Sic Mundus Creatus Est (Racconto)

Un titolo…

ragno_rdOk, il racconto di fantascienza, 130 cartelle circa di corridoi d’astronave, vuoto siderale, vendette, droga sintetica e armi piezoelettriche (qualunque cosa voglia dire) è stato editato*, e ora?

Il vecchio titolo era (è) un improbabile Del ragno il veleno (avevo scelto Il veleno delragno, ma c’è già) … ma ora non sono convinto. Forse dovrei andare su qualcosa del tipo Il sapore del veleno? Atmosfera di sangue? E poi che faccio? Lo spedisco a qualcuno o lo regalo condividendolo? E la copertina? Quella vecchia poteva andare ma no, non è professionale. Inoltre tutto deve fare da preludio al prossimo capiitolo.
Che fare che fare? Con questo e altri dubbi vi lascio alla musica classica**.

*quasi del tutto, non proprio del tutto, ma siamo all’ultimo giro
** per me è musica classica!In fondo Grieg a grattarlo viene fuori

Si ringrazia per le correzioni e il prezioso lavoro sul testo Celeste Sidoti

Il brano è tratto da Hall of the mountain king, Savatage.

 

Storie che seguo…

Poiché ho la passione per la lettura e adoro leggere i racconti in progress, mi perdo nei meandri di wordpress in cerca di storie scritte da altri bloggers. In questo periodo però sto seguendo poco, per mancanza di tempo (sigh) ma quel poco è qui sotto riassonto. Sono tutti … racconti inquietanti!

Partiamo allora con BlodyIvy e  con la sua storia senza titolo!

Con il ritorno di Giusy e il suo 2025,

Lo storico The Ghatering dal blog di Kasabake.

Ce ne sarebbero anche altri, ma lo spazio (e il tempo) è poco. Ve li segnalerò…


Sto altresì leggendo il libro di Dora BuonfinoLe mie pagliuzze, la storia di un dramma e del suo svolgersi scritto in maniera delicata, tagliente, divina. Purtroppo varie traversie mi hanno impedito di iniziare la lettura fino a ieri! Ma arrivare a 100 pagine lette in meno di 2 ore è un buon biglietto da visita per un libro. Ci ritornerò sopra.

Termino col dire che sto facendo effettuare l’editing di un thriller a base di: ragni, veleno, morte e distruzione (allegria)… Se ve lo ricordate (qualcuno ha avuto il dispiacere di leggerlo) era “Del Ragno il Veleno“. Non è più in download anche perché dopo l’editing  credo che cambierà… Vediamo come. Quello che non cambierà saranno i ragni,  e giusto un briciolo di orrore.


[Questo blog è in modalità stand-by]

Questa band (gli Opeth) mi ha sempre ricordato gli anni ’70… per l’esattezza mi ha ricordato e mi ricorda certa prog usata spesso nei film horror molto in voga in quel periodo. Era musica spesso così bella da rendere alcune pellicole così così dei veri film di culto.
Ora qui siamo in un contesto e in un mondo diverso, quartant’anni passano, però certe sonorità e riff be’, mi riportano a quei periodi… che per altro non ho vissuto che indirettamente, dopo!

Quindi se un giorno deciderete di ripercorrere il filone pseudo-horror mettete in cuffia, insomma ascoltate, anche questo gruppo! Qualcosa vi lascerà. 😉

Qualcosa di leggero..

Articolo da paura, assassini seriali e forbici!

terribile-forbice-00Prendendo spunto dalla sfida che BlodyIvy ha fatto qualche giorno fa e mentre aspetto il caffè, parlerò dell’argomento in oggetto!

Qualche tempo fa ho parlato (logorroicamente) di splatter, indagini e di polizieschi. Come interpolazione tra i generi, c’è quello che parla dei thriller col serial killer (e vai di rima). E andiamo.

Comincerei con la definizione del target del romanzo col killer: la paura! Infondere la paura. Cos’è la paura? Sentimento atavico che ci preserva dall’estinzione, insieme a tutta un’altra serie di istinti primordiali atti, fondamentalmente, al farci sopravvivere. Cos’è la paura in un libro? Eh, chi riesce a realizzarla, a farla palpare con mano mentre si legge, è bravo proprio. Un HP Lovecraft, un Poe (che io però non amo) un King, Koontz, Blatty, di tanto in tanto ci riescono e ci incollano alle pagine.  Se si trattasse di un horror lo scrittore potrebbe contare sul sovrannaturale, ma qui si parla del genere col killer, e deve basarsi sull’immedesimazione. Quindi un buon romanzo deve farci sentire quella paura, quel certo brividio da “potrebbe toccare a me”.

Continua a leggere “Articolo da paura, assassini seriali e forbici!”

Nasceva oggi, 20 agosto

HP Lovecraft!
Leggete leggete e capirete perché l’adorabile descrittore dell’inconscio, degli incubi e dell’onirico, risulta sempre una buona lettura. Bello passeggiare nelle sue città in rovina oppure sentirsi osservato da creature che vivono oltre quello che noi riusciamo a percepire e ancora, quel delizioso senso dell’incombenza di un pericolo.
126 anni fa nasceva… sembra ieri vero?

Black Sabbath

INFO !MUSICA

…si è un autore controverso, lo so… ma io ripenso ai suoi scritti e non ad altro.

Mentre cercavo qualcosa su…

colonna001Mentre cercavo su Google di Delfi e sull’oltretomba e sui sentieri dell’aldilà, tra le varie pagine proposte sono capitato su questa [vedi pagina]. Al che mi son detto: “Guarda coincidenza!” ed è nata un’idea per un breve raccontino. Ho chiesto un parere alla proprietaria della pagina (leggete pure i commenti) ed ecco cosa ne è venuto fuori. Un grazie al caso e a Evaporata.

Delfi, Grecia, 18 giugno, pochi anni fa.

La sabbia fine depositata sulle macerie entrava tra il cuoio dei sandali e le dita, impastandosi col sudore e irritando la pelle da impiegato di Marco. L’uomo accanto a lui, scalzo, sopportava molto meglio sia il caldo che quel continuo sfregare, che ad ogni movimento grattava le dita del primo.
“Tiziano, io non so come fai a resistere scalzo sotto questo sole. Le rocce saranno a duemila gradi!” Sbottò Marco, smettendo per un momento di spolverare delicatamente la base di una colonna, per asciugarsi il sudore con un fazzoletto.
“Come fai tu con quei piedi pieni di sabbia e sudore dico io!” Rispose sorridente l’altro.
Marco borbottò qualcosa, si mosse in avanti e nel cercare di rimettere in tasca il fazzoletto, fradicio, perse l’equilibrio e finì faccia a terra, franando letteralmente contro le pietre che stava spolverando.
Maledicendo la sua iscrizione alla facoltà di archeologia e soprattutto, il suo continuare a fare l’archeologo da due soldi, Marco tentò di rialzarsi, pronto a mandare a quel paese Tiziano, se si fosse messo a ridere. Ma Tiziano non rideva, niente affatto, stava osservando il buco che la capocciata dell’amico e collega aveva fatto; si trattava di un piccolo tunnel nella roccia, alla base di una delle colonne su cui stavano lavorando, inutilmente, da ore.
“Che guardi Tiziano?”
L’altro indicò il foro, il volto impassibile dietro gli occhiali da sole.
“Guarda, hai scoperto qualcosa con la tua testa dura.”
Marco si voltò per osservare.
“Ma è impossibile, questo posto sarà stato scandagliato a dir poco ventimila volte, ci hanno mandato centinaia tra studenti di archeologia e grandi nomi a fare i loro studi.” Disse.
“E’ così, eppure lo vedi anche tu quel buco o no?”
Marco annuì. Era un buco, era coperto da una pietra incrostata di terriccio, sotto una delle colonne, nascosta da un pannello probabilmente di tufo e di altre pietre impastate in modo da sembrare una parete solida.
“Ed è sicuramente scavato da qualcuno, non è naturale o fatto da un animale, ci sono segni di utensili.” Concluse quasi sussurrando Marco.
“Che si fa?” Domandò Tiziano dopo alcuni secondi di silenzio.
“Non so, avvertiamo gli altri? Però… Dopo, prima vediamo cosa c’è, ok?”
Tiziano annuì ed estrasse di tasca una torcia elettrica che passò a Marco. Marco la puntò nel foro, che era largo poco più di quaranta centimetri. Illuminando con la torcia tentò di vedere in fondo.
“Sembra, sembra quasi un cunicolo. Che porti a qualche tomba?”
“Sarebbe fantastico Marco, sarebbe fantastico. T’immagini se troviamo le ossa di uno dei sacerdoti?”
“Altroché.”

Continua e si conclude (spero) la prossima volta…

9thVolevo introdurre il nono pezzo della storia di Emma con qualcosa di brillante, qualcosa che vi solleticasse la fantasia o quantomeno vi desse di che leggere il finale (quasi) della storia che, dopo quasi 150 pagine, sta volgendo al termine (purtroppo per voi c’è anche il secondo libro con altri 10 appuntamenti).
Ma non ce l’ho fatta! 😀 E allora baro…
Mi riallaccio all’argomento introdotto nel precedente post sui Libra, una band anni ’70 di rock-prog, di cui vi ho parlato [>>qui<<]. Perché? Perché in quegli anni c’è stato un fiorire del genere thriller e horror con sfumature tra il grottesco ed il gore veramente interessante e spesso le colonne sonore erano di band e autori prog, come i Libra e i Goblin, Mike Oldfield e perfino gli Emerson Lake & Palmer (ok nel loro caso era più un dramma porno-soft). Al genere si sono rifatti anche altri come lo stesso Carpenter nel suo Halloween (suo pure il tema principale, che si rifà a Oldfield e ai nostri Goblin in modo quasi palese) Halloween che contiene un pezzo celebre dei Blue Öyster Cult [>>qua<<].
Certo ci sono di quel periodo perle come La notte dei morti viventi (ok era il ’68) e altre produzioni americane tipo L’esorcista, ma qui in Italia c’era in più un’anima cinica, spietata, folle, che altri non avevano ed i colori eccessivi, gonfi, grotteschi, gli anni ’70-’80, che hanno portato il cinema italiano alla ribalta del genere con meraviglie tipo Profondo Rosso, esperimenti come La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, oppure le opere dei vari membri della famiglia Bava. Inquadrature da lontano, su piazze e strade illuminate da neon, contrasti di colore, situazioni assurde e quel senso di impotenza che si ha nell’assistere ad un reato, efferato, senza poter far niente quando non addirituttura venire considerati i maggiori indiziati (si perché come sviscera Hitchcock in molti suoi film, l’innocente non ha alibi validi).
Che la colonna sonora fosse importante non c’è dubbio, se anche Morricone si è prestato, vedi La tarantola dal ventre nero, tra l’altro con un cast mica da ridere (nientemeno Giancarlo Giannini).
Ebbene, concludo per non allungare il brodo: come ricreare queste atmosfere scrivendo? Come entrare in quel clima? Senza i colori e soprattutto senza la musica? Si perché nello scritto quello che mancherà sarà la colonna sonora, che pesa molto. Come sarebbe Halloween senza colonna sonora tutta fatta di accordi mozzi e sospesi, oppure Profondo Rosso senza il famoso giro di basso e l’Esorcista senza il gelido pianoforte di Mike Oldfield e la sua Tubolar Bells e via e via…?

Ci proverò… Ci ho provato con il racconto E per occhi due biglie blu … Ma è quasi soft, ci riproverò, prima o poi.

E ora un simpatico pezzo poco poco più duro, ma direi in tema no?

Phenomena

Download 9° pezzo di Emma

pennino

9TH – progressivamente ancora