Tutti hanno evacuato


Tutti hanno evacuato

Quel mattino Andrea è arrivato tardi, e non ha strisciato il badge. E’ passato quasi senza essere notato dall’ingresso sul retro, dove il portiere lascia sempre aperto.
Ha trascorso una notte memorabile: festa, birre, musica, concerto, dopo concerto, pure sesso occasionale, ma è distrutto ora.
Non ha voglia di stare a discutere con l’ufficio del personale, lui conosce la procedura di gestione delle timbrature, si accrediterà più tardi, l’ha già fatto, adesso ha un’urgenza.
Con un Topolino sotto braccio scende nel bagno del seminterrato, quello sotto il centro elaborazione dati, infila le cuffie e ancora musica, come se non esistesse un futuro.

Squillo breve, poi squillo intenso, una sirena spaccatimpani riecheggia per i corridoi. Sembra un film di fantascienza, ma è l’allarme antincendio.
Piano piano, come scarafaggi di notte, i dipendenti dell’azienda Chemi-Blast escono dai reparti, dagli uffici, dai bagni, tutti.
Sulle prime si guardano interdetti: la solita esercitazione? Qualcuno si attarda, chi prende le sigarette per una boccata di fumo una volta fuori, chi la borsa, poi le cose cambiano, si inizia a sentire odore di plastica bruciata.
Le istruzioni dei responsabili diventano perentorie, imperative.
Senza troppo panico, ma con quel nervosismo che si ha nelle situazioni serie, quello che ti fa sparare vaccate e ridacchiare, i cento otto dipendenti presenti si muovono verso le porte e le usite di sicurezza.

Sirene, fuori ci sono i pompieri, la cosa è seria. Chi è nel parcheggio guarda indietro e vede l’ultimo piano bruciare, un vero ruggito esce dalle finestre, fumo e fuoco ovunque. Scoppia qualche vetro, anche il secondo piano è in fiamme. L’impianto antincendio è partito? Forse, forse no.
Gli ultimi a scampare sono aiutati dai pompieri che già gettano tonnellate di acqua per tagliare la strada al fuoco. Dopo alcuni minuti il palazzo è in fiamme, le colonne portanti sono avvolte da lingue di fuoco, c’è fumo ovunque, i fili elettrici nei muri bruciano.

Andrea intanto è nel momento topico, sente arrivare il pezzo forte, è quanto ha trangugiato il giorno prima e sta per uscire. Come una bomba di profondità dal suo corpo, tra un po’ si libererà.
Dove è lui ancora non c’è fumo, la luce non si è spenta, lì sotto ci sono i locali con l’impianto separato, e lui canticchia il pezzo che sta ascoltando:
As I walk all my life drifts before me
And though the end is near
I’m not sorry
Ai piani sopra i serbatoi con i composti chimici iniziano a scoppiare.
Catch my soul cos its willing to fly away

L’evacuazione è completata? Domanda il comandante dei pompieri, col volto illuminato dall’incendio chimico dell’azienda di pesticidi
Sì, è completata. Tutti hanno evacuato. Risponde sicuro uno dei suoi uomini, mentre illumina una lista di nomi. Annuisce convinto, col viso segnato dal nero fumo e dal sudore.
E’ un attimo e tutto crolla.

In fondo, quando è merda, è merda.

 

[Musica]

 

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