Un aperitivo


Un aperitivo

Marco se ne stava in piedi a sorseggiare un aperitivo davanti all’ingresso del cocktail bar, col gomito poggiato a un tavolino tondo di quelli alti. L’aria fresca di quella sera lo stava svegliando dal torpore accumulato durante la giornata di lavoro d’ufficio.
Dalle vetrate alle spalle arrivavano le voci degli altri clienti, che consumavano tempo e patatine bevendo qualcosa di colorato.
Assorto nel nulla il giovane guardava il traffico davanti a sé senza particolare attenzione: automobili che tentavano parcheggi improbabili, autobus che scaricavano uomini donne e bambini di ogni forma e colore.
Proprio da uno di quegli autobus scese una donna. Apparve all’improvviso, forse sbarcata dal 62, attraversò la strada e dalla fermata arrivò in quattro passi all’ingresso del locale. Entrò si guardò intorno come in cerca di una persona e poi, dopo qualche attimo, sospirò e uscì dal bar.
Dal suo tavolino Marco si mise a osservarla con interesse: alta, si muoveva con quella grazia che hanno le donne sicure di sé. Aveva un volto intrigante, gli occhi blu le mani lunghe e una brillante fede; l’anello luccicava sotto i neon dell’insegna.
L’attimo dopo la vide sorridere, il volto illuminato dalla felicità. Dalla strada sbucò un ragazzone alto, vent’anni poco più e con un casco colorato sottobraccio. I due subito si abbracciarono con affetto ed entrarono.
Marco li vide salire al piano di sopra del locale e andarsi a sedere vicino le vetrate; si guardavano con complicità. Ridacchiò sotto i baffi, agguantò il piattino con le pizzette e, bicchiere alla mano, salì lui pure: troppo curioso per non origliare, troppo interessante la donna per non farsi i fatti altrui e, ammise, a lui quella sconosciuta piaceva.

Il tavolo vicino alla coppietta era libero, Marco si precipitò per non farselo scippare.
I due parlavano a voce bassa, impossibile sentirli visto il brusio di sottofondo. Malgrado si sforzasse non capiva niente, vedeva solo il viso di lei raggiante, niente più.
Che fosse un primo incontro? Magari si sono conosciuti in chat? Pensò.
Dopo un’ora, e dopo che Marco si era bevuto tre aperitivi per ingannare l’attesa, il giovane e la donna si alzarono e se ne andarono insieme.
Rimasto solo sbirciò giù attraverso le vetrate e li vide camminare fino a uno scooterone; il ragazzo estrasse un altro casco dal bauletto e lo diede alla donna. Quindi se ne andavano insieme. Concluse.

«…ma no che non mi dà fastidio accompagnarti, è di strada mamma»
«Grazie, bell’idea quella di fare aperitivo insieme, almeno esco un po’. Tuo padre non mi ci porta mai».
«Sai com’è fatto, guarda la partita e poi crolla sul divano».

Sparirono nel traffico che precede l’ora di cena.

 

[Perché questo racconto]

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10 pensieri riguardo “Un aperitivo

  1. Sembra che io voglia fare la protagonista qualche mese fa al bar dove andiamo anche separatamente mio figlio ed io una signora che ci aveva visto sempre separatamente vedendo mio figlio che scendendo col casco dallo scooterone T Max 500 si é avvicinato a me sorridendo e dandomi Un bacio : “Ah Luca finalmente conosco la tua ragazza!”. Lui : “É mia madre!”
    Sherasgarzellina

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