Game of Thrones character arc generator

Sebbene non sia totalmente d’accordo col post (ok, lo sono un pochino) questo articolo mi ha fatto sorridere! Quindi l’ho ribloggato.

Wrong Hands

GOT generator

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53 Comments

  1. Sono entrato in questo post attirato dal giochino del Character Arc Generator, ma pensavo sarebbe stata una di quelle letture veloci, per un sorriso accennato, quasi una smorfia sul viso, come quelle che ti provocano la tonnellata di meme sul web, in cui comici sconosciuti si divertono senza tanta fantasia a sbeffeggiare quei pochi eletti che davvero scrivono fiction, racconti o sceneggiature di film… Insomma non tutti hanno la caparbietà di un Gregoroni che sa mettersi in gioco, che scrive e pubblica e risponde alle domande ed alle critiche, perché poi nessuno ti regala niente se non sei il figlio di un capo-redattore o di un editor…

    Un passaggio veloce, pensavo, di quelli che non lasciano traccia, forse nemmeno un like buttato là… ed invece trovo il dinamico duo Gianni & Liza che dibatte su GoT e sul fantasy (quanto è vero quello che dice Liza “Eh ma il fantasy e’ cosi”) ed allora mi fermo, perché a me GoT come fiction Tv piace ed anche molto…

    Perché è un colosso inossidabile, tetragono alla sventagliata di critiche, perché surfa sopra il mainstream e sguazza nella perversione soft, con quel suo spingersi fino alla soglia del punto di non ritorno televisivo, anzi, mette un ditino del piede oltre la soglia e poi lo tira subito indietro, come un ragazzino che la spara grossa e poi dice agli adulti che lo scrutano con sguardo corrucciato di rimprovero “scherzavo!”…

    Ecco, per me GoT è un piacere colpevole, una storia che mi incuriosisce per capire come potranno mai gli autori conciliare l’aspetto politico e strategico con quello magico (il “gioco dei troni” è fatto a metà da intrighi di corte e politica militare e per metà da demoni che risorgono, più qualche pizzico di sesso, violenza e magia spicciola), perché prima o poi questi due mondi narrativi devono collidere, su quelle lande in cui la metafisica sta spingendo sulla fisica e l’entropia, si sa, esiste anche nella narrazione delle storie e tu che sei scrittore lo sai bene…

    GoT è un cyborg in cui letteratura e fiction si sono mescolate a livello produttivo come due parassiti a cui manca la pianta originale a cui attaccarsi e che si alimentano a vicenda, due amanti lesbiche che copulano pensando ad un triangolo ma non sanno di essere solo in coppia e si muovono sinuose come a mostrarsi ad un terzo che invece non c’è.

    Tantissimi personaggi stellari, bellissimi, che un autore di libri o di fiction darebbe l’anima per aver creato per primo nei suoi testi: personaggi così belli che nel web è quasi considerato banale parlarne bene ed anche la scelta di non tenere nessuno al sicuro è bellissima, ripetitiva ed assieme innovativa, perché questa incertezza porta lo spettatore davvero a chiedersi cosa accadrà, specie quando la tensione emotiva e l’empatia con il proprio beniamino raggiunge l’apice e si sa che potrà fare quasi tutto al pari dall’essere stroncato lunga la strada per Damasco…

    Se mai ci fosse una classifica (e c’è, oh si, se c’è… ce ne sono a milioni…), stupida perché tale, il mio primo posto (ovvio) è per la mamma dei draghi, perché è stata costruita per essere un idolo e perché ha i draghi, soprattutto, ma il mio personaggio preferito è lei, Arya Stark, interpretato dalla britannica Maisie Williams, non certo una vamp e nemmeno un sex-symbol, ma semplicemente la adoro.
    Su Facebook ho condiviso questo video in cui si finge venditrice in un negozio di RPG… ecco, io potrei morire se fossi un cliente…

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    • Eh caro Kasabake, ho la fortuna – perché di fortuna si tratta – di avere persone che arricchiscono i miei post, anche i più brevi, con contenuti non da poco. A volte posson essere chiacchiere da bar e comunque mai banali, a volte addirittura discorsi che affrontano in profondità i temi che tratto.
      GoT è tutto quello che hai detto ed anche di più perché riesce a tirare fuori l’anima di Martin, di quello che Martin credo abbia voluto fare vedere nei suoi libri con i suoi personaggi veramente splendidi. Martin è un autore che ha lasciato decantare nel cassetto quel che scriveva e l’ha pubblicato senza buchi di trama apprezzabili; sono stupefatto da questo, perché non capitava dai tempi dei/delle grandi del fantasy (Tolkien, Hobb, Gemmel, insomma quelli grandi).
      GoT porta alla luce dei fatti quasi evidenti: la natura umana, i desideri, i difetti, ma non è ancora tutto. GoT a mio avviso si basa su concetto che i personaggi di azione si espongono, se agiscono, sono parte attiva e però sono sotto i riflettori, quindi soggetti a fallimenti, incidenti, sfortune e quindi morte. Anche il più abile e scaltro, anche il più fortunato e furbo, riuscirà a sopraffare 100 suoi nemici, ma per lo stesso motivo, potrà venire sopraffatto lui pure, perché parte attiva in questo Gioco!
      Tutto quanto poi è permeato di quel misto di magia e azione tipica del genere, anche se ciò che manca a mio avviso nella serie TV e che c’è (comunque non profondo) nel testo, è il più puro misticismo. Chi ha a che fare con eventi sovrannaturali crede, crede punto e basta ed è un tema poco sottolineato in GoT (e in realtà in tutta la produzione TV recente come Roma, Spartacus, …). Noi ci stupiamo di sentire di gente lapidata o di azioni militari rimandate perché un aruspice aveva detto stop! Ma era così, tanto più qui, con draghi e risorti.
      Capisco che nell’immaginario anglosassone ci sia più pragmatismo e una forma di “laicità latente”, capisco che in Gran Bretagna le varie famiglie se le siano date di santa ragione per secoli senza sentir troppo il problema Chiesa e Dio (e in fondo Lannister e Lancaster son simili!) e che tra York, Lancaster, Plantageneti, Stuart e via discorrendo, son stati 100 e più anni di mazzate… Ma, ma l’uomo di quel periodo era diverso da noi e questo un po’ manca.
      Ecco questo è l’unico difetto venialissimo che posso trovare in GoT, mi son permesso di rebloggare questo post, divertente, proprio perché divertente e nulla più, post che si infrange come uno sputo contro le salde scogliere di GoT, o le mura inviolate della barriera nel freddo Nord.
      Quindi che dire: muoiano i protagonisti, ma lunga vita a GoT – anche perché se non sbaglio mancano da scriptare e riportare a video almeno 2 libri!!

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      • Mai stato così vicino alla genesi di un articolo divulgativo come in questo momento… potevo quasi vedere la lettere ticchettare sulla tua tastiera, mentre scrivevi il commento di risposta che mi ha mandato… una cosa davvero impressionante…
        Voglio dire che le parole he hai detto su GoT sono state da te formulate in modo così gradevolmente informativo ed assieme colto ed anche appassionato che mentre leggevo pensavo a come sarebbero state bene in un pst apposito, corredato da varie immagini evocative e magari qualche filmato: ne sarebbe venuta fuori una recensione a GoT fiction Tv e GoT serie di libri (le due cose vanno trattate sempre assieme oramai) meraviglioso… pensaci, Gianni, pensaci…

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  2. Dimenticavo una cosa che non ha nulla a che fare… ma tu o Liza (lo chiedo a te solo nel caso te ne abbia parlato in qualche commento in giro per la blogosfera, ma poi lo chiederò direttamente a lei…) state seguendo o avete seguito la fiction “Into the Badlands”?
    Ha il suo perché…

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  3. Game of thrones non l’ho conosciuto attraverso i libri, ma la serie televisiva, per cui non so quanto cambi potenzialmente la prospettiva. L’autore da un lato l’ho sempre vissuto come un personaggio vero e proprio, la mannaia che cade dove vuole ridendo e tagliando colli. Quella terza colonna malefica…
    Da quando studio storia mi sono sempre vista come un mezzo mostro mitologico, con un piede sulla terra e uno nel tempo chissà dove; gli storici stanno seduti su un cumulo di cadaveri e loro stessi un giorno lo diventeranno. Sono gente strana, come io sto scrivendo qualcosa di strano – o forse no. Non mi sento strana perché studiare la storia ti fa sembrare tutto plausibile, hai visto crollare imperi, spostarsi intere popolazioni, nazioni ridotte in schiavitù e tirannidi rinnovarsi senza colpo ferire. Si diventa cinici, insomma. La propaganda non fa più effetto, su di te. A volte non fa effetto nemmeno la speranza, la meraviglia è di molto attenuata. Ridi quando senti dire “la cosa X è immutabile” e ti preoccupi quando senti dire “è il momento della ripresa”, perché la storia è una serie infinita di cicli, dove non c’è alcuna certezza, nel bene come nel male.
    Credo che il motivo per cui mi piaccia Game of Thrones sia perché sembra di leggere un libro di storia. I personaggi sono belli perché plausibili e coerenti/incoerenti nella giusta misura, tridimensionali. E sacrificabili. Certo che muoiono tutti. Tutti muoiono. Quale trasporto posso sentire se penso che il mio beniamino alla fine non morirà mai, nemmeno rischierà di morire, perché è il protagonista o perché magari deve morire alla fine lasciandomi di m**** (proprio perché è il protagonista)? Se fossi un suddito lo sarei della Khaleesi e ho paura per la sua vita. Ho paura perché potrebbe morire, come in un mondo come un altro dove la gente muore, un mondo come il nostro – draghi esclusi. A Martin non gliene frega niente di cosa pensano i lettori e fa bene, perché alla morte non gliene frega nulla di chi tocca. Martin se ne sta seduto sul suo bel trono e muove i fili come dovrebbe fare uno scrittore che sa quello che fa, indubbiamente ci vuole perizia per cesellare personaggi così profondi senza cadere nella macchietta. Lui sa che nessuno è tanto necessario da essere conservato a tutti i costi, non è l’epopea di una persona, ma un “gioco di troni” appunto, qualcosa che va oltre la singola persona. Un giorno persino la Khaleesi potrebbe morire (e io mi incazzerei eccome se mi incazzerei), ma insomma, l’universo in cui si è mossa finora è infinitamente più complesso e vivrà per sempre.

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  4. Pingback: Lungo post su Game of Thrones | ilperdilibri

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