Andate tutti in bagno a… leggere un libro!

Letture, lettori e dove leggiamo…

Quasi due italiani su tre in un anno non leggono nemmeno un libro. E’ un dato non solo consolidato, questo, ma pure in costante crescita – ovvero: in Italia ci sono sempre meno lettori in circolazione, e il raffronto con gli altri paesi europei è a dir poco impietoso.

Posto ciò, i motivi del perché così tanta gente non legga libri a dire il vero non è che mi interessino più di tanto: in fondo conta l’univoco risultato finale, e la sua evidente drammaticità. Anzi, senza starci a perdere troppo tempo sopra e senza usare troppi giri di parole (chiedo scusa da subito), mi viene da pensare che, evidentemente, a tanti italiani “leggere un libro fa cag**e.”

Ok, allora si agisca di conseguenza, una buona volta. Ecco qui:

Uniamo la causa con l’effetto, l’effetto con la causa, l’utile al dilettevole e al metabolico…

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34 pensieri riguardo “Andate tutti in bagno a… leggere un libro!

  1. Aldilà del doveroso allarme sociale per la carenza di libri letti dagli italiani, trovo la libreria in bagno un’idea magnifica… Se non fosse che l’umidità ed i cattivi odori forse non gioverebbero molto alla carta dei libri… Altresì possiamo immaginare la soluzione con un bagno costruito attorno ad una postazione multimediale, con tanto di braccio reggi-kindle vicino al water e adeguata copertura wi-fi nel locale…

    Personalmente amavo il bagno che avevo nella casa dove vivevo da bambino, dotato di una grande finestra, protetta esternamente da un grigliato arabeggiante in ceramica che permetteva a me, comodamente seduto ad espletare le mie funzioni corporali, di guardare all’esterno senza tuttavia essere visto e questa privacy guardona, con cui osservavo il vicinato mi ha fatto sempre sognare la possibilità, in un futuro (che oramai potrebbe verificarsi solo in un’ altra catena di eventi, su un’altra dimensione), di possedere un castello per magione, in cui il bagno avesse la configurazione di un campanile, altissimo, con tanto di campane che suonassero all’evacuazione, in un delirio di onnipotenza plenipotenziaria… Sogno che poi faceva il paio con l’idea di acquistare un’isola fuori delle acque territoriali, farla nazione a sé stante e battere moneta, nello specifico il “Paolone“, una bizzarra moneta in burro, da conservare in frigo-casseforti e che si scioglie rapidamente,  spingendo chi la possiede ad usarla in fretta quando esce di casa…

    Fine del delirio, maestro!

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    1. L’immagine di te che espleti i tuoi bisogni assiso su un campanile col suono di campane in festa a mo’ di colonna sonora è un’immagine incredibile, che non so se e quando potrò eliminare dalla mia testa.

      A ‘sto punto ci starebbe bene anche un camerlengo che annunciasse Urbe et Orbi i dettagli dell’operazione:
      “Annuntio vobis gaudium magnum;
      habemus Stercum!
      …..
      :

      Vabbè, la smetto, sto esagerando…

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      1. Ma infatti l’idea del campanile nasceva proprio dalla necessità di avvisare il volgo dell’avvenuta discesa nella cloaca dei nobili escrementi… E questa condivisione con tutto il popolo di una cosa così privata ed intima, penso sia uno dei massimi deliri di onnipotenza possibili…

        Come il Don Argante interpretato da Alberto Sordi ne Il Malato Immaginario di Tonino Cervi, il quale, dopo un gigantesco clistere di stampo medievale, si esibisce in una sinfonia di flautolenze talmente potenti da scompigliare i capelli della sua bellissima domestica, una lasciva Laura Antonelli e con ella poi, ad opera finita, si voleva persino rallegrare per tanta liberazione…

        Eh, fortuna che io e te non siamo in osteria ora, altrimenti penso che potremmo andare di lungo… Ma la decenza del luogo che ci ospita ci spinge a moderazione!

        P.S. Facciamo una classifica delle flautolenze al cinema? Io partirei da quella esilarante dei cowboy parodistici di “Blazing Saddles” (Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco) di Mel.Brooks…

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      2. Quando si parla di cacca e flatulenze, a me sovviene sempre la commedia con Stiller e Black (nonchè la mia amata Rachel Weisz) dal titolo “L’invidia del mio miglior amico”.
        Ci vuole che lo rivedo!!!!!!

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    2. Una maldestra sequenza di tasti ha cancellato la mia risposta… Ho la fortuna di avere un bagno bene areato! 😉 Però i libri li ripongo in altre stanze. Certo la lettura da seduta intima non si disdegna, anzi… L’intimità della seggetta è veramente impagabile.
      Mi fa viaggiare la mente la descrizione che hai dato della casa natia, mi fa pensare a un piano terreno che dà su una corte interna con un loggiato e il chiacchiericcio della gente. Vabbè… troppi film.

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      1. Ciao amico e maestro! “TroppiFilm” è anche il mio secondo nome, quindi, ti capisco!
        La situazione archtettonica e topologica della mia cada natia era più simile al cortile dell’hitchcockiano La finestra sul cortile, ma ahimè mancava la Grace… 🙂

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    1. Ahahahahah! A me prima si blocca la circolazione… 🙂 Però è da che l’uomo si porta il giornale nel campo, che leggiamo in certe condizioni… sarà anche la particolare posizione? 😀

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