Controtendenza

In controtendenza col periodo, si va verso il natale, perché non analizzare cos’è il racconto noir?
Suggerimenti? E’ un horror più cupo? Ci sono solo ombre e inquietudine o ci può essere ironia?

24 pensieri riguardo “Controtendenza

  1. Non so esattamente, però penso che l’ironia ci possa essere, in fondo il noir credo che sia una narrazione di una vita che assume aspetti foschi, in cui vengono compiuti crimini e in cui la personalità dell’interprete è disturbata da una mente criminale. Ma questo non impedisce che ci possa essere anche della nostalgia e anche del romanticismo nel raccontare le varice vicende.

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      1. 🙂 tu ridi ma è vero, è sempre quello il mio timore perché anche se so un po’ di tutto, diciamo che la mia conoscenza non è approfondita quasi in niente e quindi il mio è sempre un discorso solo personale, quindi è anche facile dire delle assurdità….

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  2. Non credo che il noir sia un horror. Qualcuno forse lo confonde con il romanzo gotico, in realtà il noir è un sottogenere del poliziesco, nel quale di solito il protagonista non è un investigatore ma una vittima e/o un assassino, e quasi sempre fra personaggi v’è una femme fatale.
    L’ironia dove c’è è un bene, tuttavia nel noir, se c’è, è sottotraccia,
    (Mi viene in mente Distretto 13, le brigate della morte, film di John Carpenter molto cupo ma venato di sapida ironia, che traspare a tratti – cifra stilistica del regista.)

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  3. Sulla presenza di ironia, non saprei, al massimo forse si può incontrare del grottesco, magari con delle caricature (tipo Sin City? per dire, mi riferisco al film, ma credo che fosse un fumetto, perdona la mia ignoranza, lo ricordo molto molto grafico, con un’attenzione speciale per i colori), perché ti introduci in mondi torbidi e tortuosi, vicoli bui, ricordi rimossi. Il noir è come la bella donna suicida sul tetto di un’auto, in quella famosa foto: piena di segreti e solo apparentemente perfetta.

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  4. La sua vicinanza al gotico ed il suo mostrare il lato più oscuro del poliziesco (mai del giallo), potrebbe erroneamente far pensare all’horror, ma giammai il noir potrebbe esserlo davvero, come non potrebbe essere un action o una comedy e nemmeno un loro ibrido, perché il vero noir non è mai catartico o libetatorio, ma è cinico, duro, disincantato, come la vita dei detective dei film urbani alla Fritz Lang o alla Nicholas Ray.

    Sotto al post dell’amico blogger Wwayne, dicevamo assieme che il noir è «amaro come un caffè nero senza panna e zucchero, come una sigaretta fumata fino al filtro, come un liquore sciacqua-budella di pessima marca, come un bacio strappato ad un amore destinato a fallire, come il ritratto di una felicità personale che vediamo passarci vicino ma che non riusciamo a trattenere, come le lacrime che vediamo sgorgare negli occhi delle persone che siamo costretti a deludere e le nostre invece invisibili che nascondiamo per mantenere la nostra maschera di uomini duri», perché la narrazione noir affascina lo spettatore con la sua struttura intrigante e misteriosa, ma al contempo lo ferisce e lo inquieta.

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