Unicode e dilemmi

Uno sfogo Unicode

La E maiuscola accentata.
Da che il mondo si è popolato di tastiere la E accentata è diventata la E apostrofata (E’) ma ora che abbiamo set di caratteri lunghi da qui all’ideogramma, ecco che è apparsa di nuovo la È … e da quel momento tutto è cambiato.
Provate a spedire a chiunque un vostro testo con la E accentata e vedrete: cestinato!

Siamo doppi apici o caporali?
Idem con le virgolette… Un tempo basta aprire e chiudere i doppi-apici per racchiudervi un dialogo, poi ecco comparire (di nuovo oserei dire) « » i left and right double angle pointing quotation mark! che credo in italiano si chiamino caporali.

E di colpo la tastiera invecchia, non serve più, l’editor deve avere regole di change al volo…
E mi viene da dire: ok i particolari, ma a volte è pura mania.

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42 pensieri riguardo “Unicode e dilemmi

    1. Un prodotto commerciale di una nota software house (ma anche i vari progetti Open) nell’ultima versione lo fa da solo.
      Per i caporali tocca bestemmiare almeno a me… sul pc desktop ho la tastiera con i tasti riprogrammati, quindi Ok… ma il portatile no e mi devo ricordare di copia-incollare i caratteri speciali (unicode infatti)!
      Sono quasi felice di non essere da solo ad avere questo problema.

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  1. Alt 212 e alt 175-176 o 174-175, non ricordo piú. Ma io vado di compose key e mi creo praticamente ogni carattere facilmente. I caporali li faccio comodissimi, la e maiuscola attivando il bloc maiusc e premendo la normale e accentata.
    Ma non uso Windows, non piú.

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      1. La E accentata corretta è quella con l’accento. Se la mandi a qualcuno che deve valutare un tuo racconto, storcerà il naso se usi l’apostrofo!

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  2. Ok non parlatemi piú(o più ?) Io le uso tutte e due(accentata e apostrofata).
    E sinceramente nonmenefregauncazzo.
    Sapete perché?(o perchè?)
    Perche quando leggo o sento dire “avrebbi”o “potrebbi” da chi mi corregge un apostrofo o un accento mi sento un genio.
    Mettetevi meno problemi.
    E quando scrivete racconti prendetevi solo un pochino per rileggere e correggere.
    Sempre che ci sia qualcosa da correggere.

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    1. Mi pare che non ci sia anche se ne compri di nuove… considera che ne cambio una ogni 3 o 4 anni perché le fulmino! 😛 Però su quella del pc fisso l’ho mappata sui tasti del tastierino numerico e sono a posto.

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    1. eheh!! ti capisco … per affetto ma anche per abitudine scrivo con un vecchissimo HP6510b che è veramente consumato … recentemente ne ho trovato uno intonso su ebay e l’ho usato per espiantarne gli organi. La tastiera ora è nuova! Oramai mi sono abituato al feedback dei tasti e alla posizione che hanno e scrivo troppo meglio.

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      1. Si te lo confermo ufficialmente: se vuoi essere pubblicato o perlomeno editato senza che ti scartino a prescindere, devi usare le accentate maiuscole e le virgolette tipografiche (o libresche o caporali…) perché sennò neanche ti prendono in considerazione.
        Non è una critica a chi fa editing ma è che ora come ora chiunque scrive, quindi la scrematura è selettiva al massimo.

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      2. L’editor di professione non guarda subito al contenuto… almeno da quel che ho visto… Ma da un lato li capisco. Sono degli esteti e dei cultori della lingua e dei particolari. Se sgarri ti bacchettano.

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      3. è così, hai ragione, ma io non condivido… Se potessi essere un editor (ahimè con le mie difficoltà non posso) guarderei prima il contenuto e poi sistemerei l’estetica… anche perché il contenuto o è buono oppure no. Mentre i dettagli si possono sempre sistemare… 😉 Ma come sempre. è solo la mia modesta opinione ^_^

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      4. Mi sono provato a mettere nei panni di chi edita (cosa quasi impossibile per me, perché davvero ci vogliono gli attributi, lo scrive anche King nel suo saggio autobiografico OnWriting) un editor sa scrivere, soprattutto odia chi non lo sa fare! 😀 Scherzo ovviamente… Però mettendosi nei panni di chi deve perdere settimane se non mesi a coreggere 300 pagine strampalate di una storia sì buona, ma magari piena di frasi banali o situazioni mal descritte. Alla fine un lavoro che non sta in piedi, anche se la storia è buona, non si edita, ma si fa riscrivere da capo.

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      5. Certo in questo caso sì.. cioè frasi che non stanno in piedi o banali. Non le sopporterei nemmeno io, ma io parlavo di quei dettagli tipo trattino dei dialoghi al posto delle caporali oppure qualche dettaglio del genere… cioè critico li scattare a Priore. In 300 pagine ci possono anche stare uno o due tratti poco chiari, ma basta dire allo scrittore: qui non è molto chiaro🤗
        Può capitare perché chi scrive ha tutto chiaro in mente e magari da per scontato alcune cose…
        Ma se la storia vale… direi che un po’ di lavoro extra può anche starci 😉

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