Ricorda la bisarca

Il Concorso letterario Bisarca 2019 (edizione test) si avvicina alla data di partenza dell’otto ottobre 2019. Se avete voglia di partecipare con un racconto, anche non inedito (purché vostro!) di 750 – 1.500 battute, leggete il regolamento.

 

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Concorso?

Il miniconcorso

Facciamo finta che da domani si voglia fare un miniconcorso letterario. Ne esistono mille, quindi il mille e un esimo non sposta il mondo. Com’è il detto? Un pappagallo sulla schiena di un elefante non ne cambia il peso*.
Da cosa si potrebbe partire? Dal definire le regole? Le date? La forma?
Potrebbe essere utile partire invece dai lettori, che poi sarebbero la giuria, o dai voti, quindi da 1 a 5, oppure numero di preferenze?
Meglio giuria popolare e quindi chiunque vuole dire la sua? Oppure un pool di lettori predefiniti e sconosciuti, anche tra di loro, per evitare interazione con i candidati e influenza reciproca? Ci sarebbe poi un presidente di giuria?
C’è chi preferisce fare la conta dei like, però così si rischia che a vincere sia il concorrente con più seguito: più amici, più followers, più voti. Chi dice che poi il suo racconto sia veramente il migliore?
E il premio? Visto che siamo a scherzare, il premio sarebbe solo una sonora (e virtuale) pacca sulle spalle! Attirerebbe qualcuno?
Sono tutte ipotesi, e con le sole ipotesi non c’è molto gusto, quindi, perché non provare a giocare? Vediamo.

Intanto il nome… Premio Bisarca? Concorso Di Colpa? Minicontest La Calura? Potrebbero andare come nomi?
Poi la lunghezza: dalle 2.000 alle 10.000 battute, spazi, virgolette e segni di interpunzione inclusi? Troppo poco? 100.000? Troppo?
Genere? Qualunque? Perché no? Oppure solo alcuni: storie di vita famigliare, storie oniriche, storie per ragazzi?
Si potrebbe dare un tema generale? Ad esempio: deve parlare di scarpe, oppure di sociale, oppure di sabbia… oppure tema libero?
Le date? Se troppo lontana è la data di consegna, si rischia di avere troppi racconti e molti ripensamenti, se troppo vicina, nessun partecipante (e questo sarebbe triste).
Dovrebbe avere, il concorso, un suo simbolo? Un’immagine? Chessò una stilografica che incide il ghiaccio**?
Insomma, quale potrebbe essere, in generale, la giusta strada per creare un concorso credibile?

In conclusione poi, una volta formulata questa serie di ipotesi, quale potrebbe essere il concorso letterario ideale***, e perciò il concorso a cui partecipare? (Come lettori, o come scrittori).


*spero che esista
**se cercate concorso letterario sui motori di ricerca, vedrete un fiorire di penne stilografiche, pennini, piume e al più qualche macchina da scrivere… forse sarebbe meglio una tastiera consumata.
***poi si dovrà scrivere il libro Concorsi letterari fantastici e dove trovarli

Estivi quesiti linguistici

Sull’italiano che si distingue, che si capisce, anche senza contesto, oppure no?

Quand’ecco che le tende da sole, … o della solutidine dei tendaggi.
Sarete voi leali? Chiese il condottiero ai suoi opliti, ma domandò consigli su come disporli in battaglia, o chiese lealtà?
Un classico del paradosso di nobiltà: i conti che non tornano.
E’ un problema di costituzione! Guai con la suprema legge o con la muscolatura?

Se l’accento grafico non c’è?
Le domande da porci! Ovvero: possiamo avere più granturco nel pastone?

E molti dubbi
Chissà quanto e quanti ce ne sono? (particelle quindi?) ancora e ancora esempi (sull’ormeggiare)…
E poi il guardar l’ontano (piante distanti?) e ancora un salto nel passato, come fa il fusillo mantecando.

Avviso ai naviganti: ci siamo imbarcati (che sia l’umido?)

Deliri estivi

Continua il viaggio di Emma

Dopo Cuba, dopo la Sicilia e la Provenza, un’altra splendida location raggiunta da Emma. Grazie alla collaborazione di una amica. Niente meno che le Azzorre, nella biblioteca pubblica di Ponta Delgada. Ok, quindi che dire: se il clima cambia, potrebbe essere per colpa di Emma, che in fondo è una strega. Potrebbe avere bloccato l’anticiclone.

 

Abbiamo parlato dei viaggi dei libri >> QUI <<

Ancora fantascienza?

Anche se il periodo natalizio, e poi il capodanno, e ancora l’epifania, sono dedicati al fantasy, perché non continuare a leggere qualche racconto di fantascienza?

Le giornate invernali sono corte, le ombre si allungano, ogni bosco diventa la casa di folletti e troll, le streghe si riappropriano della natura a loro strappata da superstizione e ignoranza, i fiumi mormorano una canzone sommessa sotto il muschio. L’immagine è poetica (spero) e tuttavia può esserci fantascienza pure in questa atmosfera.

Di tanto in tanto capito sulla rivista on-line Andromeda, per avere qualche idea, scovare qualche titolo interessante, non necessariamente fatto di astronavi, laser, e teletrasporti. Se vi va perché non date un’occhiata? Merita.

[la rivista Andromeda]

Saltando all’argomento streghe, invece, che cosa ne pensate? Nei romanzi, come le avete trovate rappresentate?


[libro in omaggio]

ah, i post programmati

Usare gli adorabili post a tempo, che permettono di gestire il blog, quasi senza presidio, è una vera manna. E pur permanendo lo stato di sonno di questo blog… ok, lo so la faccio lunga
Aggiornata la pagina di qui sotto… Ah, sono i blog/siti/editori che non solo seguo, ma tampino propio.

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