Ali di mosca e polline di buganville

buganv

No non è un incantesimo per evitare il malocchio, bensì una riflessione sulle prove a carico!
Ovvero: ma vi siete mai resi conto che negli ultimi telefilm serie tv e quel che vi pare, riescono ad incastrare il criminale di turno basandosi su prove talmente impossibili, talmente inaffidabili che viene il dubbio di finire dentro per l’aver starnutito sulla portiera della macchina sbagliata?

Immaginate la scena:

Lei, poliziotta bionda platinata, veste firmato e ti pianta lì sulla sedia con il suo sguardo azzurro!

-“Come spiega il suo dna sul vetro della macchina della vittima?”-

Tu, vittima del malinteso, col tuo maglione con le renne e i jeans strappati, tanto fa moda, solo che son strappati perché ti sono rimasti impigliati sullo scooter l’altro ieri!

-“Mah ? Ma io, ecco guardi sinceramente…”-
Farfugli, in realtà le vorresti dire che sai una mazza te.

Nel frattempo il collega della tizia, alto moro, palestrato e con la t-shirt disegna-bicipiti, ti guarda come volesse bucarti da parte a parte.

Ecco… Io le indagini me le sono viste o lette sempre così, 2-3 giorni, sparatorie inseguimenti, elicotteri e perfino fighetti e fighette nerd che si connettono al satellite spia che inquadra con dettaglio 20 millimetri!
A parte spiegare a me (e al satellite spia) come fare ad attraversare strati di atmosfera turbolenta ed avere un buon dettaglio dall’orbita geostazionaria… Però, questo non stride un filo? Cioè: possibile che tutto si ricolleghi sempre bene? Tutto non inquinato tutto fattibile?

Che ne pensate? Boh per me le migliori indagini restano quelle vecchio stile del Ten. Colombo per noi appassionati, oppure scritta dai miei miti Svedesi Maj Sjöwall e Per Wahlöö.

Se ci sono 90 testimoni vanno interrogati uno ad uno, nessuno dirà davvero la verità, forse perché non la ricorda, vuol dire quantomeno 20 minuti a testimone, minimo 1800 minuti più i verbali, gli incroci…

E poi: ok il mio dna è lì e allora? Insomma, roba seria.

E inoltre: se stai a lavoro 2 giorni di fila dopo hai la barba lunga e l’ascella pezzata!

E concludo sottolineando le scene del tipo: omino cattivo, è a 10 metri, ti distrai un attimo e puf! Se scappi non vuol dire che sparisci: quindi se giri l’angolo e sei in metropolitana o sei uno degli X-men o sennò ti trovo, vicino al distributore di bevande!

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16 Comments

  1. Sorvoliamo sul maglione con le renne… perché si sa, chi indossa un maglione del genere ha già un piede nella cella 😀

    Siamo su due pianeti diversi… basta pensare a due serie televisive, diciamo, contemporanee, una basata sul personaggio di Poirot e un CSI a caso. I tempi sono diversissimi, lenti per il primo e veloci per il secondo. Qui ce la posso fare persino io, insomma. Quello che a volte mi fa pensare è che l’avere o meno a disposizione “la tecnologia”, renda tutto più semplice e focalizzi l’attenzione sul procedimento che non sulla soluzione del caso. Tutto un discorso soprattutto “visivo” e meno intellettuale. In CSI ci sono sempre decine di minuti di montaggio serrato di tizioconprovetta/tizioconprovettapiùocchiali/tizioconprovettasenzaocchialicheguardanelvuoto/esplosione… cosa impensabile per un Poirot. E non solo perché Poirot non è uno scienziato forense del 2000.
    Avere dalla propria parte la tecnologia non significa avere la strada spianata, ci vuole un alto livello di preparazione e non sempre la soluzione è così a portata di mano… e invece no, pare veramente che sia tutto semplice. Più consequenziale del consequenziale. E anche molto più glamour. Vuoi mettere tutte quelle lucine fosforescenti? vuoi mettere la lavagna che si scrive col pensiero?
    I gialli veri e propri sono delle partite a scacchi fra l’investigatore e un assassino che inquina le prove, che mente, che recita. Loro fanno tutto con la testa e con la psicologia. Spesso è un minimo particolare a far arrivare alla soluzione.Sembra che la scienza garantisca la semplicità e la sostanziale assenza di variabili di disturbo. Il che, effettivamente mi pare un po’ strano. Poi si potrebbe aprire un discorso sul tipo di pubblico che guarda l’una e l’altra serie (o sul pubblico che si vuole forgiare), ma mi taccio sennò qualcuno mi lapida, poco ma sicuro 😀

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    • Esatto, sennò avremmo già un sacco di criminali sicuramente “dentro” e un sacco di delitti risolti e invece no; non mai cosi facile non è mai così diretto, semplice, fattibile.
      Quel che io adoro nei gialli veri è l’analisi, l’indagine,il riscontro. Può non piacere a chi invece spera nella provetta (di vetro e la prova piccola) ma piace e a me! Viva Poirot e Midsomer murders! Con tutti i loro altri limiti!

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  2. Io più che Colombo ho sempre amato Poirot, sarà che amo Agatha Christie, però devo ammettere che telefilm polizieschi pseudo scientifici come C.S.I non mi dispiacciono, li guardo da anni, ormai fanno parte della mia quotidianità. Però sì, ho sempre pensato anch’io che un giorno mi incastreranno per aver toccato col palmo della mano un vetro sbagliato o aver perso qualche capello di troppo. Cose da far venire la paranoia. Ma mi consola che qui, dove stiamo noi (ammesso che tu viva in Italia) nemmeno i veri colpevoli vanno in prigione, quindi… starnutisci dove vuoi.

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